Il rodaggio degli altoparlanti

(e di altri dispositivi)

di Mario Bon

Rivisto 18 novembre 2012

 

C’è in giro un sacco di gente con il cevello “non rodato”  anzi   “mai usato”

 

Qualsiasi dispositivo con parti in movimento necessita, da nuovo, di un periodo di rodaggio. L’altoparlante non fa eccezione. Le parti che necessitano di rodaggio sono: le sospensioni interne ed esterne, i diaframmi non rigidi e le cupole morbide.

 

Lo spider, detto anche sospensione interna o centratore, è un componente fondamentale del woofer dinamico. Lo spider svolge due funzioni:

 

-          mantiene la bobina mobile centrata nel traferro

-          agisce come una molla che riporta l’equipaggio mobile nella posizione di equilibrio.

 

 

Lo spider è realizzato in tessuto (quasi sempre di colore giallo) imbibito di collante che viene stampato per conferirgli la caratteristica forma ad anelli concentrici ondulati. Il collante, una volta asciugato, mantiene la forma desiderata e attribuisce le qualità resilenti.

 

Lo spider, fresco di produzione, è piuttosto rigido e acquista la giusta cedevolezza dopo un certo periodo di utilizzo. Da qui la necessità di un periodo di "rodaggio" durante il quale il collante dello spider si ammorbidisce. Di questo rodaggio beneficiano anche altri elementi quali le sospensioni esterne o Rim (del woofer) e le cupole in seta trattata dei tweeter. Il Rim del woofer (nei componenti HiFi) è solitamente realizzato in gomma. Le caratteristiche del bordo esterno si riflettono sulla gamma media (particolarmente evidenti nei sistemi a due vie). Oggi è disponibile un nuovo tipo foam che non soffre degli inconvenienti del passato. Nei grossi woofer per PA il bordo esterno è in tela corrugata.

 

Nei sistemi reflex l’escursione del woofer, per frequenze inferiori alla frequenza di accordo, non è limitata e l’equipaggio mobile, spider compreso, è soggetto ad ampie escursioni anche con segnali relativamente poco intensi. In questo caso il "rodaggio" dello spider avviene in poche ore.

 

Nei sistemi caricati in sospensione pneumatica (cassa chiusa) la massima escursione del woofer è limitata dalla elasticità costituita dal volume del cabinet. L’escursione dell’equipaggio mobile, al di sotto della frequenza di risonanza,  è inferiore rispetto ad un sistema reflex ed il rodaggio richiede più tempo (sempre nell’ordine delle decine di ore per un sistema con uno o due woofer in parallelo) .

 

Il modello Caruso impiega quattro woofer da 8” in cassa chiusa. Lo spostamento di ciascun woofer, nell'uso normale, è molto ridotto anche a livelli di potenza consistente. Con il modello Malibran il rodaggio è ancora più lungo dato che i 3 woofer da 10” hanno una escursione di 28 millimetri picco-picco e raramente arrivano anche solo a metà corsa. Tuttavia qualche decina di ore (diciamo 40 ore) di utilizzo possono essere sufficienti.

 

Quando i woofer della Caruso sono rodati la risposta in frequenza diventa più lineare ed estesa e il livello SPL prodotto a 20 Hz aumenta di circa 5 dB (–11 dB rispetto ai 50 Hz).

 

Mi è capitato di leggere di un diffusore che richiede 400 ore di rodaggio. Supponendo di ascoltare musica per 4 ore al giorno servirebbero 100 giorni. Dopo un periodo così lungo l’ascoltatore si è “assuefatto” al suono del diffusore e, solo per questo, avrà l’impressione che il diffusore suoni meglio. Il più delle volte non sono le apparecchiature che si “rodano” ma l’utilizzatore che si “abitua”. In realtà il rodaggio lo fa l’utilizzatore.

 

Risposta dei woofer del modello Caruso prima e dopo il rodaggio. Si noti che, a regime, la risposta in frequenza è più estesa e il livello a 50Hz è circa un dB più basso.

 

Effetto del burn-in (riscaldamento) e del rodaggio sull’offset di un altoparlante. Non sempre l’effetto è così eclatante.

 

 

Altri dispositivi

 

La vita di ogni dispositivo può essere suddivisa in tre periodi:

 

Periodo iniziale

Rodaggio o assestamento delle parti meccaniche in movimento. I dispositivi elettronici imperfetti tendono a rompersi nelle prime ore di vita.

Prestazioni ottimali

Funzionamento normale

Invecchiamento

Causato dall’isteresi, dai cicli termici, usura meccanica, ecc. in questo periodo le prestazioni cambiano e, normalmente, peggiorano.

 

Durante il funzionamento un dispositivo è soggetto a guasti. L’MTBF (Medium Time Between Foults) rappresenta statisticamente il tempo medio tra due guasti. Un MTBF di 5000 ore significa che il dispositivo, mediamente, si guasta ogni 5000 ore di funzionamento.

 

Le valvole

iniziano ad invecchiare appena cominciano a funzionare perché si consumano.

dispositivi elettronici

se utilizzati all’interno dei limiti di temperatura consentiti, o si rompono nel primo periodo di vita (perché difettosi) o funzionano per anni. Se percorsi da correnti eccessive i circuiti integrati si guastano a causa della elettromigrazione che provoca l’interruzione delle connessioni interne (che sono sottilissime).

Un transistor di potenza

può rompersi dopo aver percorso un certo numero di cicli termici (riscaldamento-raffreddamento) per la frattura meccanica del substrato. Non ha bisogno di rodaggio ma di raggiungere la temperatura di esercizio.

Una batteria.

 

funziona per un certo numero di cicli di carica-scarica (circa 200). Con il tempo aumenta l’effetto memoria (non si scarica completamente)

Metali

una volta piegato i piani cristallini si ridislocano nel giro di qualche decina di anni.

Cavi in rame OFC

Non cambiano con il tempo

Cavi in rame OFC con rivestimento in PVC

Con il tempo il cloro del PVC emigra nel rame rendendolo impuro.

Resistori a strato metallici

Il volore ohmico si stabilizza dopo circa 5000 ore. Alcuni tipi di resistore vengono “precotti” e immessi sul mercato già stabilizzati

Resistori a filo

Stessi problemi degli avvolgimenti

Condensatori elettrolitici

Con il tempo l’elettrolita può evaporare  e l’effetto memoria aumenta

Condensatori MKT e MKP

Nessuna modificazione segnalata nel tempo. Se mal realizzati vibrano

Induttanze e trasformatori

Se vibrano tendono vibrare sempre di più

 

 

Effetto memoria:

un cristallo accumula le tensioni: può essere percosso decine di volte senza rompersi e poi andare in mille pezzi per un urto anche molto leggero. In realtà ha “memorizzato” tutti i colpi che ha preso. Un semiconduttore non presenta alcun “effetto memoria” : se non sono intervenute variazioni permanenti nella struttura fisica, la corrente vi scorre ogni volta come se fosse la prima volta. 

 

I condensatori soffrono di un “effetto memoria” nel senso che, quando vengono caricati e successivamente scaricati, rimane una certa quantità di carica residua. Stesso discorso per le batterie. Le batteria a iono di litio non hanno questo difetto.