L’ambiente d' ascolto      

 

Gli ambienti domestici, cui sono destinati i diffusori acustici, hanno caratteristiche ampiamente variabili e  nessuna misura semplice può prevedere il comportamento di una coppia di diffusori in un ambiente sconosciuto così come nessun giudizio soggettivo potrà essere indipendente dalle “condizioni al contorno” in cui si è svolto il test. Sotto certe condizioni favorevoli possiamo prevedere la risposta “in potenza” ma questo non vuol ancora dire “come suona” il diffusore. 

 

Sappiamo che l’ambiente di ascolto deve rispettare certe caratteristiche (le norme IEC prescrivono un ambiente con tempo di riverberazione non superiore a 0.4 secondi a partire da 125 Hz e non superiore a 0.8 secondi sotto i 125 Hz). Sicuramente la zona di pavimento davanti ai diffusori deve essere molto assorbente (negli auditori la platea assorbe circa 80% del suono incidente) e anche la parete alle spalle dell’ascoltatore dovrebbero essere assorbente per limitare lo slap echo e mascheramento. Molti progettisti convengono sulla opportunità di ridurre le riflessioni dalle pareti laterali.

Se conoscessimo preventivamene le caratteristiche dell’ambiente potremmo progettare un diffusore ad hoc e, simmetricamente, conoscendo le caratteristiche della sorgente potremmo progettare un ambiente ad hoc.

Quindi per definire una corrispondenza sufficientemente precisa tra qualità sonora soggettiva ed i risultati delle misure oggettive si dovrebbero imporre delle restrizioni all’acustica dell’ambiente o ai diffusori acustici.