Fatica da ascolto:

20 settembre 2016, riletto 17 novembre 2016

testo di M. Kistanami, traduzione e adattamento di Mario Bon e Mario Destuni

 

 

La fatica da ascolto è la sensazione di affaticamento, fino alla cefalea, che deriva dallo sforzo prolungato necessario per comprendere un messaggio sonoro non chiaro.

 

Le cause sono molteplici:

eccessivo riverbero, rumore,  una voce riprodotta al citofono, una telefonata disturbata,  una riproduzione musicale affetta da distorsione non lineare, disturbi di vario genere e natura, risposta in frequenza troppo sbilanciata (nella riproduzione della musica),  ecc. .

 

Per percepire un segnale non chiaro il cervello implementa

-          l’ascolto intenzionale

-          il completamento automatico

-          il riconoscimento dal contesto

-          il riconoscimento armonico

tutto ciò un lavoro e quindi fatica.

 

Nella riproduzione HiFi, la fatica da ascolto è un lavoro e quindi va espressa con un integrale esteso tra l’ istante iniziale e finale del processo. Supponendo che il Calore non produca fatica da ascolto, si devono distinguere due contributi:

-          un primo contributo è dovuto alla componente stazionaria della distorsione non lineare

-          un secondo contributo dovuta alla sovrapposizione dei vari (eventuali) episodi di distorsione di forma.

La distorsione di forma è parzialmente cumulabile quindi le funzioni P(ti) sono massime in corrispondenza al picco di distorsione di forma e quindi vanno a zero più o meno lentamente.

 

 

tutte le funzione integrande sono state opportunamente definite.

La fatica da ascolto esprime un lavoro non conservativo che aumenta nel tempo.

Evidentemente la fatica da ascolto è soggettiva: c’è chi “resiste” di più e chi di meno. Sono coinvolte anche le componenti culturali (per esempio sentir riprodurre male un violino è più fastidioso per chi sa come dovrebbe suonare).

 

Si veda la tabella qui sotto. È evidente che se la distorsione non lineare non è udibile non è necessario indagare oltre. Idem se la distorsione non è tollerabile. Dobbiamo quindi discutere di quelle situazione dove la distorsione è tollerabile per un certo tempo. Va tenuto presente che l’ascolto in assenza delle srgenti reali (ovvero dominato dalle sorgenti virtuali) è comunque affaticante perché costringe il cervelo a ricostruire continuamente la posizione delle sorgenti e le dimensioni di un ambiente virtuale.

 

 

Distorsione udibile

tollerabile

Fatica dopo breve termine

Fatica dopo lungo termine

Non tollerabile

Non interessa

Distorsione non udibile

Non interessa

 

 

La presenza di distorsione aggiunge componenti spettrali estranee al segnale che finiscono per  mascherarne altre. In particolare viene degradata la Chiarezza  e, di conseguenza, la Spazialità.