Riflessione Laterale

13 Aprile 2017

 

Nelle control room la posizione del sistema di altoparlanti, la sua dispersione, l’inclinazione delle pareti della stanza… sono fatte in modo che nel punto di ascolto arrivi solo il campo diretto prodotto dagli altoparlanti. Il campo riflesso è tipicamente debole con tempi di riverberazione inferiori a 0.5 secondi.

Dato che molte control room sono ricavate in stanze di forma parallelepipeda, per ridurre le riflessioni laterali, vengono impiegati sistemi di altoparlante più direttivi.

Lo scopo è ottenere, possibilmente, una riproduzione indipendente dalla particolare stanza e che metta in evidenza ciò che è effettivamente presente nel programma musicale. Ne segue che i sistemi di altoparlanti per il monitor delle registrazioni hanno caratteristiche particolari determinate dall’uso cui sono destinati.

Nei teatri e negli auditori le riflessioni laterali sono presenti ma giungono con ritardi nell’ordine di 10 milli secondi (vedere ITG). Le riflessioni laterali, a teatro, non contribuiscono alla localizzazione della sorgente perché questa viene fatta tramite la vista. In buona sostanza, a teatro, uno strumento, appare esattamente dove si trova (e se non appare dove si trova significa che la sala presenta un difetto).

 

Negli ambienti domestici le riflessioni laterali ci sono, sono più intense che a teatro e arrivano molto prima (con ritardi di pochi millisecondi, ITG basso).

Con le riflessioni laterali si possono fare molte cose:

 

Non fare nulla

…e tutto resta com’è

 

Attenuarle

Con un sistema di altoparlanti più direttivo

 

Orientando i diffusori verso il punto di ascolto (si riesce a par passare le riflessioni dietro alla testa dell’ascoltatore).

Ponendo del materiale fonoassorbente sulle pareti

Diffonderle

Ponendo dei pannelli diffondenti sulle pareti

 

Olive e Toole hanno studiato l’effetto delle riflessioni laterali negli ambienti domestici giungendo ad interessanti conclusioni (che si integrano con quanto noto a proposito dell’effeto Haas). Si tenga presente che le riflessioni laterali sono sempre di livello inferiore rispetto al suono diretto (tranne in casi veramente rari con sistemi di altoparlanti tipo le Bose 901 mal posizionate). L’effetto principale delle riflessioni laterali è l’allargamento e/o l’alterazione apparente delle dimensioni e della posizione delle sorgenti virtuali. Il grafico mostra che una riflessione che giunga, nel punto di ascolto, con una attenuazione di 10-15 dB non risulta udibile quindi non allarga l’immagine e non sposta la sorgente virtuale.

Supponiamo che la differenza di percorso tra il suono diretto ed il suono riflesso sia di un metro

 

Distanza dalla sorgente

Distanza percorsa della riflessione

Attenuazione della riflessione

Corretta di altri 3 dB

Per fono assorbimento

2

3.5

-4.8 dB

-7.8 dB

3

4.5

-3.5 dB

-6.5 dB

4

5.5

-2.7 dB

-5.7 dB

 

Dalla tabella qui sopra si vede che conviene portare il punto di ascolto più vicino agli altoparlanti. A questo punto, disponendo del materiale fono assorbente sulla superficie riflettente, si può ridurre ulteriormente il livello della riflessione … diciamo di altre 3 dB. Siamo così arrivati a circa 3 dB dal limite della udibilità della riflessione. Il resto si può fare orientando i diffusori verso il punto di ascolto. Se i diffusori ed il punto di ascolto sono posti ai vertici di un triangolo equilatero, l’angolo di radiazione sul piano orizzontale deve essere minore o uguale di 60°  (60°x90° => DI = 9 ) e le riflessioni non toccheranno la parete laterale.

La direttività della sorgete aumenta la distanza critica quindi ilpunto di ascolto dovrà essere allontanato dai diffusori.

L’aggiunta di materiale fonoassorbente sulle pareti limita il tempo di riverberazione. Questo di solito è un bene perché gli ambienti domestici sono tipicamente troppo riverberanti. Se il T60 fosse già ottimale, si può optare per la diffusione delle riflessioni.

Il suono diretto ed il suono riflesso da una parete piana vicina mantengono un elevato grado di coerenza. Il suono diffuso, invece perde questa coerenza e non è più in grado di provocare interferenza distruttiva (ovvero quell’effetto “filtro a pettine” cui siamo sensibili).

 

Udibilità delle riflessioni laterali (dopo Olive & Toole)

La figura è più chiara cancellando la zona di eco che, nella pratica, non ha tanto senso (le riflessioni sono sempre di ampiezza inferiore rispetto al suono diretto).

L’ area grigia definisce il limite di udibilità di una riflessione. Una riflessione che arriva con 30 mS di ritardo attenuata di 20 dB rispetto al suono riflesso (0 dB) non è udibile. Finché la stessa riflessione arriva fino a circa +10 dB sulla soglia di udibilità (linea tratteggiata) dà un effetto di spazialità se supera tale soglia modifica la dimensione delle sorgente. Il suono deve essere di natura impulsiva e contenere componenti oltre i 500 Hz. 

 

 

  1 mS ->   0.344 metri

10 mS ->   3.44 metri

20 mS ->   6.88 metri

30 mS -> 10.32 metri                                      

La diffrazione ai bordi (ritardi minori di un mS e livello poco sotto al suono diretto) ha effetto sulla dimensione della sorgente.

Cammino percorso dal suono in 1, 10,20 e 30 millisecondi.

La localizzazione della sorgente avviene entri 1-2 milli Secondi quindi il pannello frontale dell’altoparlante deve essere più stretto di 34 centimetri pre ridurre l’effetto della diffrazione ai bordi.

Il pannello stretto aumenta la direttività sul piano orizzontale.

 

 

Un fenomeno può essere udibile ma tollerabile (questo avviene anche per la distorsione). Se non è udibile…meglio, se proprio non c’è meglio ancora.

 

Questa ultima figura ci ricorda che un fenomeno può essere:

 

Assente

 Come se non esistesse: assente o non udibile è la stessa cosa

Non udibile

Tollerabile

Il fenomeno è udibile anche se è tollerabile dopo un po’ finirà per dare fastidio.

Non tollerabile

 

 

 

Limite di Udibilità della Riverberazione: la udibilità delle riflessioni non dipende dall’angolo di incidenza (ma solo dal ritardo). Con una eccezione quando la riflessione arriva dalla stessa direzione del suono diretto. In tal caso la riflessione risulta mascherata dal suono diretto. La musica registrata contiene una certa dose di riverberazione (naturale o artificiale). Questa riverberazione perviene dalla stessa direzione del suono diretto e viene quindi attenuata da  5 a 10 dB per mascheramento da parte del suono diretto. Ne segue che, se la dispersione del diffusore acustico è troppo stretta, la riverberazione contenuta nella registrazione non viene percepita (e il suono diventa aspro).