Spazialità (Spaciousnes) :

 

in acustica architettonica. Detta anche “impressione di spazio” riguarda il giudizio che esprime l’ascoltatore sulle “dimensioni geometriche” dello spazio che lo circonda. Oppure: attributo introdotto dal 1970 che misura la capacità dell’ascoltatore sentirsi avvolto dalla musica piuttosto che assistere all’evento che se fosse “alla finestra”. Si distinguono due aspetti:

Apparent Source Width (ASW): descrive quanto larga appare la sorgente all’ascoltatore (dipende dalle prime riflessioni e da Glow)

Listener Envelopment (LEV) : descrive la sensazione dell’ascoltatore di essere avvolto dalla musica (dipende dalla intensità delle riflessioni >80mS e dalla direzione apparente di provenienza del suono riflesso). Viene giudicata elevata quando il suono riflesso sembra giungere da tutte le direzioni

All’aperto la LEV è completamente assente. La sensazione di spazio dipende dalla differenza di segnale che proviene alle due orecchie (Interaural Cross-Correlation Coefficient o IACC).

Per una coppia di diffusori acustici la spazialità si riferisce alla capacità di ricostruire una scena acustica in tre dimensioni e quindi è correlata alla dispersione ed alla risposta in potenza. Per ottenere una buona Spazialità i due diffusori (canale DX e SX) devono essere:

-         uguali sia come risposta in frequenza che come sensibilità

-         speculari

-         pilotati da elettroniche che presentino lo stesso guadagno e la stessa risposta in frequenza

-         posizionati con una certa simmetria rispetto alle pareti laterali (questo aspetto è più importante con diffusori ad ampia dispersione sul piano orizzontale)

Anche il cross-talk tra i canali ha la sua influenza in quanto tende a rinforzare il canale centrale virtuale (tipico degli amplificatori a valvole e delle sorgenti analogiche). Si veda anche ASW, LE-LEV, Intimità, Chiarezza, Calore,  Brillanza, Forza. 

A parità di tempo di riverberazione conviene diffondere le prime riflessioni laterali a partire da 500 Hz in su.