Luce

(da Wikipedia con modifiche di Mario Bon)

Il termine "luce" ha origine dal latino lux (gen. lucis), dalla radice indoeuropea leuk- con il significato di luce, brillantezza; la stessa del greco leukòs, bianco, e che si ritrova in "luna". È una voce vastamente attestata, che va confrontata con il tedesco licht, l'inglese light, il lituano laukas (ossia pallido) e addirittura l'ittita lukez.

Il termine luce si riferisce alla porzione dello spettro elettromagnetico visibile dall'occhio umano, approssimativamente compresa tra 400 e 700 nanometri di lunghezza d'onda (4-7 Armstrong), ovvero tra 790 e 435 TeraHz. Questo intervallo coincide con la banda centrale della radiazione emessa dal Sole che riesce ad attraversare l'atmosfera terrestra.

Si noti che la larghezza di banda della luce visibile è inferiore ad una ottava mentre la larghezza di banda dei suoni udibili è di 10 ottave. L’orecchio ga una sensibilità circa 10 volte maggiore dll’occhio.

I limiti dello spettro visibile all'occhio umano non sono uguali per tutte le persone, ma variano soggettivamente e possono raggiungere i 720 nanometri, avvicinandosi agli infrarossi, e i 380 nanometri avvicinandosi agli ultravioletti.

Non tutti vedono gli stessi colori (i dtonici non vedono i colori)

La presenza contemporanea di tutte le lunghezze d'onda visibili, in quantità proporzionali a quelle della luce solare, forma la luce bianca.

La luce, come tutte le onde elettromagnetiche, interagisce con la materia. I fenomeni che più comunemente influenzano o impediscono la trasmissione della luce attraverso la materia sono: l'assorbimento, la diffusione (scattering), la riflessione speculare o diffusa, la rifrazione e la diffrazione. La riflessione diffusa da parte delle superfici, da sola o combinata con l'assorbimento, è il principale meccanismo attraverso il quale gli oggetti si rivelano ai nostri occhi, mentre la diffusione da parte dell'atmosfera è responsabile della luminosità del cielo.

Nell’elettromagnetismo classico la luce è descritta come un'onda, la Meccanica Quantistica agli inizi del XX secolo ha evidenziato la sua natura corpuscolare (effetto fotoelettrico – Eistain). Nella fisica moderna ha stabilito che l’interazione tra radiazione elettromagnetica e materia avviene attraverso lo scamnio di quanti di energia detti fotoni.

Spettro elettromagnetico