Danni da esposizione al rumore

 

Tratto da:  Effetti extrauditivi del rumore

di

G. Tomei (1), M.F. Anzani (2), T. Casale (2), Fa. Tomei (2), F. Piccoli (3), D. Cerratti (2), M. Paolucci (2), C. Filippelli (2), M. Fioravanti (1), Fr. Tomei (2)

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(1) Dipartimento di Scienze Psichiatriche e Medicina Psicologica, “Sapienza” Università di Roma

(2) Cattedra e Scuola di Specializzazione in Medicina del Lavoro-Ordinario e Direttore Prof. Francesco Tomei, “Sapienza” Università di Roma

(3) Istituto Medico Legale Aeronautica Militare Roma

 

Per quanto riguarda gli effetti dell’esposizione a diverse intensità del rumore, è stata suggerita, in maniera molto schematica, una scala di lesività:

 

inferiore a 10 dBA

Troppo silenzioso, limite della deprivazione sensoriale

Fino a  35 dBA

non provoca disturbi, raramente dà fastidio

da  35 a 65 dBA

causa fastidio e molestia (può disturbare sonno e riposo; può determinare altri effetti extrauditivi);

da  66 a 85 dBA:

induce affaticamento e disturbo (è capace di provocare reazioni di allarme, effetti psichici e neurovegetativi).

Attorno a 85 dBA, può determinare danno uditivo;

da  86 a 94 dBA: (*)

Livello di fruizione della musica in ambiente domestico

da  95 a 115 dBA:

causa effetti uditivi, psichici ed in organi bersaglio;

In questa regione cadono i 113 dB di picco.

da 116 a 130 dBA:

molto pericoloso, provoca accentuati effetti uditivi, evidenti effetti su organi bersaglio

Attorno a 120-130 dBA

possono provocare effetti sulla funzione vestibolare: nausea, vertigini, disturbi dell’equilibrio.

Maggiore di 130 dBA:

impossibile da sopportare, induce immediata o assai rapida insorgenza di danno uditivo

Maggiore i 148 dB

Provoca il collasso immediato delle strutture muscolari dell’orecchio

(*) aggiunta da Mario Bon

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Nota 1

il livello sonoro è dato dalla sovrapposizione del suono diretto e del suono riflesso. La presenza di suono riflesso, in generale, riduce il valore del fattore di cresta del segnale che perviene all’orecchio na aumenta il livello SPL. 

Nota 2

rispetto al rumore rosa esteso da 20 a 20.000 Hz, la pesatura A riduce la potenza acustica di 3 dB circa (alla metà).

Nota 3

la “zona Calabrese” è evidenziata in giallo (livelli di ascolto posti inequivocabilmente nella zona di pericolo).

Nota 4

L’ing. Renato Giussani ha indicato il 113 dB di picco la massima pressione nel punto di ascolto consigliata per la fruizione della musica in ambiente domestico. Questo porta ad un valore RMS attorno a 100 dB. Secondo Olson la maggioranza degli appassionati di musica la ascolta livelli RMS compresi tra 85 e 95 dB.

Nota 5

L’esposizione prolungata (oltre 8 ore l giorno) a livelli di 85 dBA può produrre danni uditivi irreversibili. All’aumentre dell’intensità il tempo di esposizione deve essere ridotto secondo normativa.

Nota 6

Benché le normative prevedano di ridurre il tempo di esposizione all’aumentare del livello, è stato provato che basta un singolo evento per provocare danni irreversibili nel nervo acustico.

 

Il fattore di cresta è pari al valore di picco diviso per il valore RMS. Quando il fattore di cresta è basso, il valore di picco ed il valore RMS differiscono di 3-6 dB. La tabella qui sopra (che è pesata A) deve ritenersi attendibile per suoni con fattore di cresta bassi.

Per suono transitori intensi il danno uditivo è correlato all’energia (ampiezza e durata).

 

Quello che mette in movimento il timpano è la pressione acustica. Che tale pressione sia generata da un rumore o da una musica non è rilevante. Per esempio la musica tecno, che è praticamente stazionaria se non ergodica e con fattori di cresta bassi, produce effetti assolutamente riportabili alla tabella qui sopra (se non addirittura peggiori). La musica classica, invece, ha un impatto sicuramente minore come disturbo mentre i danni causati dall’energia trasportata del suono, se eccessiva, sono quelli che sono.

 

Nella musica il valore RMS può essere relativamente basso accompagnato da un fattore di cresta elevato. In sostanza la musica è costituita da picchi di intensità elevata ma brevi e abbastanza separati uno dall’altro. Ne segue che ascoltando programmi musicali si è sottoposti a valori RMS tipicamente moderati e a picchi di pressione brevi ma intensi. Per quanto riguarda il livello dBA che sia musica o rumore poco importa. Se la tabella qui sopra comprendesse anche il fattore di cresta sarebbe molto più utile.

 

Le frequenze infrasoniche venono completamente annullate dalla pesatura A  ma, se intense, portano a disturbi anche gravi (vomito, nausea cefalea, disturbi del sonno, fino alla produzione di ormoni). La loro pericolosità non deve essere sottovalutata.