Effetto_Tartini_Terzo_Suono
13 giugno 2019
MB


Tartini Giuseppe (nato a Pirano, 12 aprile 1692 – morto a Padova, 26 febbraio 1770) violinista e compositore italiano, autore della sonata per violino in sol minore Il Trillo del Diavolo. Scrisse diversi trattati
Scopritore del Terzo suono detto del Tartini (descritto nel Trattato di musica secondo la vera scienza dell'armonia, Padova, 1754).

Il terzo suono di Tartini corrisponde alla differenza fra le frequenze generatrici: un LA a 440 Hz e un MI 660 Hz, quindi, un LA 220 Hz cioè l'ottava sotto del LA 440 (660 - 440 = 220).
Questo sistema è utilizzato anche nella costruzione degli organi per creare un DO basso per cui sarebbe necessaria una canna troppo lunga. A volte, al posto di una canna molto lunga se ne mettono due, una al DO 8va sopra e una al SOL 12ma: il loro suono contemporaneo dà la sensazione di sentire il DO basso.

La causa di questo fenomeno deriva dalla non linearità intrinseca dall’orecchio (che soffre di un certo tasso di distorsione per intermodulazione).

Lo specchio completo dei possibili toni di combinazione non si esaurisce con il terzo suono. Oltre a quest'ultimo, che è la differenza semplice fra le frequenze generatrici (f2 - f1), in teoria sarebbe possibile percepire anche un suono di frequenza pari a (2f1 - f2) e un altro pari a (3f1 - 2f2). Bisogna però provare con coppie di frequenze diverse da tonica e 5a perché in questo caso due toni di combinazione coincidono e il terzo è zero. Infatti abbiamo:

660 - 440 = 220
2*440 - 660 = 220
3*440 - 2*660 = 0


Questa osservazione ha una valenza anche per la progettazione degli altoparlanti: per ogni coppia di frequenze tali per cui f1 = (3/2) f2 le componenti di intermodulazione (3f1 - 2f2) sono nulle. Se invece mf0 = f1 e nf0 = f2 con m e n interi (come avviene nella analisi spettrale) si ottengono una quantità di componenti coincidenti (per |n-m|= costante). Ne segue che, per esempio, ogni coppia di frequenza per cui |n-m|=1 genera una componente della stessa frequenza.