Modello neurofisiologico:

 

Modello neurofisiologico: sviluppato dal Prof. P.J.Jastreboff, dell'Università del Maryland, si basa sulla plasticità cerebrale e sulle connessioni tra il sistema uditivo ed aree del cervello come il sistema limbico e il sistema nervoso autonomo.

Questo modello si basa sul fisiologico meccanismo di percezione di qualunque stimolo sonoro, che può provenire dall'esterno o anche dall'interno del nostro corpo. Prima di raggiungere la corteccia cerebrale, qualunque messaggio è captato e valutato ad un livello sub-corticale non cosciente. Se un'informazione è classificata come sufficientemente importante, può raggiungere il livello corticale, dove avviene la percezione conscia delle informazioni; invece, se non è ritenuta sufficientemente importante, è rifiutata. Per esempio, quando parliamo con qualcuno in un ambiente affollato e con intenso rumore di fondo, possiamo focalizzare l'attenzione solo sul nostro interlocutore ed ignorare il rumore circostante, anche se questo ha un'intensità maggiore (ascolto intenzionale). Il nostro cervello, quindi, è capace di scegliere i messaggi interessanti ed ignorare gli altri, senza che noi ce ne rendiamo conto; inoltre, le connessioni che presenta il sistema uditivo centrale con altri centri nervosi (sistema limbico, formazione reticolare) mettono in relazione l’udito con lo stato emotivo e l’apprendimento. Qualsiasi stimolo sonoro, prima di essere inviato al cervello assume una carica emotiva che può variare nel tempo in funzione del nostro stato d’animo e del contesto nel quale lo percepiamo; pertanto esistono suoni in grado di evocare una sensazione gradevole (ad esempio una melodia, una risata) e suoni in grado di irritare o creare ansia.