Udibilità della fase assoluta
di M Kistanami Jr.
traduzione di Mario Bon
16 gennaio 2016
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P.S. il dr. Kistanami non è diplomatico e tende a trattare
bruscamente chi manifesta idee antiscientifiche. Nel tradurre il testo sono state soppresse le volgarità e gli
insulti. |
Nel contesto dell’alta fedeltà, invertire la fase assoluta
significa invertire la polarità del segnale. La cosa si realizza facilmente
invertendo la connessione dei diffusori acustici. Dove prima gli altoparlanti
si muovevano in avanti, ora si muovono all’indietro (e viceversa). Volendo se
ne può fare un hobby: ogni giorno, più
volte al giorno, si invertono le connessioni dei cavi dei diffusori
acustici. Si potrebbero risparmiare i soldi
della palestra.
Il cambio di segno di una funzione ne cambia la forma perché la
inverte rispetto alle ascisse. Nel caso di una sinusoide, l’inversione del
segno non ne cambia la forma ma la fase e siccome la fase di una sinusoide dipende
dalla scelta arbitraria dell'origine dell'asse temporale (e non ha significato
fisico), la forma della sinusoide non cambia e non cambia nemmeno il contenuto
informativo.
L’inversione della polarità di un segnale lo inverte rispetto
all'asse del tempo. Questa operazione (che è lineare ovvero non introduce
distorsione di alcun tipo) non cambia il suo spettro e nemmeno le informazioni
in esso contenute (la trasformazione di Fourier è lineare). L’informazione
dipende dalla ampiezza delle componenti
spettrali (modulo dello spettro, insensibile al cambio di segno) e dalle
differenze di fase relativa tra le componenti spettrali (e le differenze di
fase non cambiano invertendo il segno del segnale).
Se le informazioni non cambiano perché si dovrebbero sentire due
cose diverse? La natura ha tenuto conto di ciò. Infatti l'orecchio è sensibile
all'energia (frequenza) e all'inviluppo del segnale sonoro (in particolare al
transitorio di attacco). I segnali che viaggiano lungo il nervo acustico non
sono sinusoidi ma treni di impulsi digitali la cui frequenza è proporzionale
all'ampiezza delle oscillazioni della membrana basilare (su cui insistono le
cellule ciliate). Se la membrana basilare si muove molto (in corrispondenza ad
una certa frequenza) la frequenza degli impulsi inviati al cervello è maggiore
(max 150 Hz). Le cellule ciliate non rilevano la fase ma l'ampiezza del
movimento della membrana basilare. Questa parte dell'orecchio interno (la
membrana basilare) si comporta come un
analizzatore di spettro meccanico che misura il modulo dello spettro dello
stimolo. La fase assoluta, quindi, non c'entra.
Le differenze di tempo non sono differenze di fase ma differenze
di ritardo di gruppo. L' apparato uditivo discerne il ritardo di gruppo, ovvero
riconosce i ritardi di tempo (un transitorio che arriva prima di un altro). La
fase si definisce solo per le sinusoidi. Non si dovrebbe dire "Invertire
la fase assoluta" ma "invertire il segnale" oppure “invertire la
polarità del segnale” forse questo genera confusione.
In natura i toni puri non esistono (tutti i segnali hanno un
inizio e una fine) e, a meno che i diapason non crescano sugli alberi a mia
insaputa, perché mai l'evoluzione avrebbe dovuto preoccuparsi della fase
relativa o assoluta che sia se non esistono suoni per i quali valga la pena
valutarla?
Qualsiasi test che si voglia riferire alla percezione della musica
va fatto con segnali musicali: "nelle effettive condizioni d'uso".
Quindi i test condotti con segnali artificiali (come le onde quadre) o a livelli SPL esagerati non possono essere
riferiti alle sensazioni prodotte dall’ascolto della musica (ricordiamo che
anche il livello modifica il timbro).
Avendo detto tutto ciò se, invertendo la polarità del segnale, si
percepisce una variazione del messaggio sonoro (in particolare una variazione
di altezza o di timbro) significa che il sistema di riproduzione produce una
quantità udibile di distorsione da asimmetria.
I cavi con un verso di percorrenza privilegiato non dovrebbero
essere usati in HiFi perché distorcono il segnale (sono almeno parzialmente
rettificanti). Se utilizzate cavi con un verso di percorrenza privilegiato,
allora una variazione della qualità della riproduzione , invertendo il verso
del cavo, è assolutamente giustificata e anzi attesa. Infatti invertire il
verso del cavo o invertire la polarità del segnale , porta, in termini di
distorsione, allo stesso
risultato.
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Schema elettrico semplificato di un cavo con un verso
privilegiato di percorrenza. Si tratta di un cavo parzialmente rettificante. In questo caso passa una maggiore quantità di corrente da
sinistra verso destra. |
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<OT> Il fatto che venga processato un
segmento sonoro, e non l’ampiezza della pressione istante per istante, rende
la valutazione di una eventuale inversione del segnale tecnicamente
problematica. </OT> |
L’inversione della polarità del
segnale audio è avvertibile ma non da tutti, non con tutte le registrazioni,
non in tutti gli ambienti, non con
tutti gli impianti di riproduzione.
Per prima cosa va detto che, per
valutare l’effetto dell’inversione di polarità, l’ambiente dovrebbe essere
escluso o reso neutro quindi i test
andrebbero fatti con le cuffie, in ambiente anecoico o almeno nel campo vicino
dei diffusori (cosa abbastanza pericolosa per l’integrità dell’udito).
L’inversione di polarità può cambiare
contenuto informativo del segnale solo in presenza di forti asimmetrie il che,
in soldoni, significa quando il sistema di riproduzione produce tassi
importanti di distorsione di armonica pari specialmente con “grandi segnali”
ovvero a livelli di pressione elevati. Non tutti sono disposti a riconoscere
che i propri diffusori distorcono. Se è il caso bisogna farsene una ragione.
Il concetto di fase riguarda solo
ed esclusivamente i toni puri. Nel caso di segnali con banda passante finita si
deve parlare di “ritardo di gruppo”. Quando si invertono i fili di collegamento
del diffusore acustico all’amplificatore si opera una “inversione di polarità”
che inverte il segnale (lo proietta
sull’asse delle ascisse). In pratica l’inversione di polarità trasforma il
segnale f(t) in –f(t).
Questa operazione (moltiplicazione
per –1)
-
è lineare
-
non altera lo spettro del segnale
-
non altera le relazioni di fase tra le sue componenti
spettrali
-
non altera l’inviluppo
-
non altera le informazioni trasportate dal segnale
Solo in base a queste
considerazione (universalmente valide) si deve concludere che l’inversione di
polarità non è udibile.