L’energia non è un osservabile.
Ne segue che la Potenza non è un osservabile.
Questa affermazioni ha delle
implicazioni molto importanti in
particolare per quanto riguarda la stima del rendimento delle trombe.
|
Il massimo trasferimento di potenza si
ottiene quando l’impedenza interna del generatore è uguale alla impedenza del
carico
|
Quando l’impedenza interna del
generatore è uguale all’impedenza del carico si dice che generatore e carico
sono “adattati”. L’operazione che conduce all’adattamento si chiama
“rifasamento”. Il rifasamento, nel caso di carichi reattivi, può
avvenire solo in corrispondenza di alcune frequenza (dove la parte reattiva
si annulla).
|
Definizione di bipolo adinamico: un dipolo adinamico è in dispositivo composto da
resistori, generatori dipendenti
o indipendenti e giratori.
|
Teorema di Thévenin: ogni bipolo adinamico può
essere rappresentato con la serie tra un resistore (detto resistore
equivalente di Thévenin, Rth) e un generatore di tensione
indipendente (generatore equivalente di Thévenin, Eth). Questo teorema viene poi generalizzato a qualsiasi
bipolo.
|
Possiamo allora determinare la massima potenza erogabile dal
bipolo sul carico. Si dimostra che ciò avviene quando il bipolo è chiuso su un
resistore R il cui valore di resistenza è uguale alla Rth.
|
|
Circuito
equivalente di Thévenin.
I morsetti H e
K sono i terminali del bipolo.
Il massimo
trasferimento di potenza avviene quando R=Rth
|
Con riferimento alla figura
precedente, chiudiamo i morsetti di un generatore
reale di tensione su un generico
resistore R.
|
Sia quindi |
|
|
e |
|
|
Sostituendo si ottiene la
relazione tra la potenza erogata dal circuito e la resistenza applicata: |
|
|
Sviluppando si ottiene |
|
|
La potenza è massima quando il
denominatore è minimo. Annulliamo la derivata del denominatore: |
|
|
Una quantità definita positiva è
minima quando è nulla |
|
|
Sostituendo nella espressione di
P ne segue che la potenza massima erogata sarà: |
|
In pratica ai capi del carico si
ottiene la metà della tensione disponibile a vuoto.
Il teorema
si estende ai circuiti lineari in regime periodico sinusoidale (circuiti RLC).
In tal caso le parti reali devono essere uguali e le reattanze si deve
annullare. Questo risultato si otterrà, se possibile, a determinate frequenza.
Quando le resistenze sono uguali e le reattanze nulle i dipoli reattivi
scambiano la potenza massima tra di loro (la potenza reattiva del generatore
risulta quindi nulla). Per questo il rendimento è definito come rapporto tra le
potenze attive (le parti reali della potenza utilizzata ed ottenuta).
Per un
amplificatore a valvole il meccanismo è noto: una valvola presenta una
impedenza di uscita “alta”, l’altoparlante presenta una impedenza di ingresso
“bassa”. Interponendo un trasformatore viene ridotta la tensione sul carico ma
viene aumentata la corrente disponibile e si realizza un miglior trasferimento
di potenza.
Il
trasformatore è un elemento passivo: la potenza che esce dal secondario è
(idealmente) uguale alla potenza che entra dal primario. I trasformatori sono
tra le “macchine” più efficienti che si conoscano (con rendimenti anche
superiori al 99%).
Il caso
degli amplificatori a stato solido è diverso. Un ampli a stato solido presenta
una impedenza interna più bassa dell’altoparlante. Nel caso dell’amplificatore
a stato solido non si desidera ottenere il massimo trasferimento di potenza ma
il massimo trasferimento di tensione. In sostanza l’amplificatore si deve
comportare come un generatore ideale di tensione in modo che la tensione
applicata ai morsetti dell’altoparlante sia indipendente dalla sua impedenza.
La potenza erogata dall’amplificatore (frequenza per frequenza) è determinata
dall’impedenza del carico. Infatti, per convenzione, i diffusori acustici sono
progettati per produrre SPL costante per tensione di ingresso costante.
Questo è
uno dei motivi per cui la qualità della riproduzione sonora dipende dal fattore
di smorzamento dell’amplificatore e (in misura più o meno importante)
dall’impedenza dei cavi di collegamento tra ampli e diffusori.
Una sorgente acustica trasferisce la massima potenza
acustica al carico (aria) quando la sua impedenza di radiazione è uguale alla
impedenza di radiazione dell’aria. Vale la pena ricordare che l’impedenza
acustica è funzione delle tre coordinate spaziali. Di solito si conosce, e si
considera, l’impedenza di radiazione lungo l’asse principale di radiazione e
questo porta a gravi errori.
L’adattamento della impedenza
interna del generatore con l’impedenza del carico si realizza:
-
regolando
la resistenza del generatore o del carico (in sostanza scegliendo il carico più
idoneo)
-
interponendo un trasformatore tra
generatore e carico (amplificatori a valvole)
-
interponendo una linea di
trasmissione a un quarto di lunghezza d’onda (linee di trasmissione,
trombe) tra generatore e carico.
Le trombe si rappresentano con delle linee di trasmissione a
sezione variabile. Una tromba realizza un adattamento con il carico che è
massimo a certe frequenze lungo certe direzioni. In generale si osservano
riflessioni tra gola e bocca e la potenza acustica arriva all’esterno della
bocca “un poco alla volta” in tempi diversi. Per questo motivo le trombe non
sono dispositivi a fase minima (con tutto quello che ne consegue). L’essenza del funzionamento di una
tromba è descritto dalla espressione 4.20, a pag 109, di “Acoustics” di Beranek
Nota:
La Teoria
Generalizzata delle Reti (vds De Soer) prevede due tipi di generatori:
-
generatore di flusso (dipendente o indipendente)
-
generatori di caduta
(dipendente o indipendente).
In elettronica questi sono analoghi ai generatori di tensione e corrente, in meccanica sono analoghi ai generatori di forza e di velocità. Si noti che caduta e flusso sono degli osservabili. La potenza (prodotto del flusso per la caduta) non è un osservabile e questo ha una implicazione importante: non esiste un generatore di potenza. Questo non significa che è possibile erogare su un carico una potenza indipendente dal carico stesso.