Il suono non esiste in natura. In
natura esistono solo variazioni di pressione rispetto alla pressione “normale”
(1016 millibar). Per consuetudine chiamiamo le variazione di pressione che
percepiamo come suoni “suono” o “onde sonore”. Il suono si forma a livello
cosciente nel cervello.
L’orecchio è sensibile alle
variazioni di pressione ma non a qualsiasi variazione di pressione. Per prima
cosa queste variazioni devono avere una ampiezza superiore ad una certa soglia
(fissata a 0 Phon ovvero 10 dB SPL a 1000 Hz riferiti 20 microPascal). Tale
soglia è detta soglia di udibilità. Per secondo la frequenza deve essere
compresa tra circa 12 e 22000 Hz. Per convenzione il campo delle frequenza
audio è fissato da 20 a 20000 Hz (tre decadi). Tale range di frequenze di
riduce con l’età. I “suoni” di frequenza inferiore a 12 Hz non vengono
percepiti dall’orecchio ma dal corpo e, se troppo intensi (oltre 100 dB),
possono mandare in risonanza le cavità del corpo (cranio, addome..) e provocare
dalla nausea alla cefalea fino al rilascio di ormoni da parte dell’ipofisi e
delle ghiandole surrenali. Recentemente è stato scoperto che gli ultrasuoni
sono in grado di eccitare direttamente i neuroni (le frequenze corrispondono
alla parte bassa degli ultrasuono quindi non troppo oltre i 22kHz).
Le variazioni di pressione che
hanno effetto sul corpo umano di estendono quindi da circa 2 Hz fino a 40000Hz
o poco più. Sia L’eccessivo silenzio che l’eccessivo rumore sono dannosi. Il
troppo silenzio porta alla pazzia. Il troppo rumore porta a danni permanenti
all’udito ed è anche una forma di tortura.
|
|
Queste curve rappresentano
l’intensità relativa della sensazione sonora in funzione della frequenza e
del livello. L’apparato uditivo umano
presenta la massima sensibilità in corrispondenza delle armoniche della voce
umana. In tal modo è possibile riconoscere più facilmente le persone dal
timbro della voce. Il range di massima sensibilità
è limitato dalle due righe verticali verdi. La dinamica dell’orecchio non è
di 120 dB ma di 90dB perché ai 120 vanno sottratti i 30 di amplificazione
cocleare. |
L’essere umano non può vivere in
un ambiente troppo silenzioso. In una camera anecoica (dove non esiste alcuna
variazione di pressione) una persona resiste al massimo 45 minuti. In genere
dopo pochi minuti subentra un senso di
malessere, nause, vertigini e allucinazioni che, se si persiste, può provocare
anche danni gravi e permanenti (un caso di pazzia documenato, dopo 4 ore).
|
Steven
Orfield, il responsabile della camera anecoica degli Orfied Laboratoris di
Minneapolis, spiega come all'interno della sua camera anecoica, una volta
spente le luci, sia possibile sperimentare la più completa privazione
sensoriale alla quale l’uomo difficilmente riesce a resistere.” La Camera anecoica degli Orfied Laboratoris è entrata, nel 2008, nel Guinness dei
Primati come luogo più silenzioso della Terra. Il livello di rumore e di –9.4dB (19.4 dB
sotto alla soglia di percezione del suono
nell’uomo). Questo per quanto
riguarda la superficie della Terra. Nello
spazio la privazione sensoriale è ancora maggiore perché manca anche la
gravità. Lo studio
della privazione sensoriale è essenziale per determinare le condizioni
ambientali adatte per la vita degli astronauti nello spazio che, specie
durante le attività extraveicolari, si trovano in assenza di rumore e di
gravità. Dal momento che il laboratorio spaziale è in orbita da molti anni è
evidente che tali problemi sono noti da anni e sono stati risolti. |
Il silenzio non è quindi una
condizione adatta alla vita umana. Un rumore eccessivo, nemmeno.
Il concetto di silenzio è
relativo. L’apparato uditivo, infatti, modifica la soglia di percezione a
seconda del rumore ambientale: negli ambienti rumorosi la soglia si alza, negli
ambienti silenziosi la soglia si abbassa.
A questo si aggiunga
l’amplificazione coclearie che applica, negli ambienti silenziosi, un guadagno
di 30-40 dB (che scompare non appena si manifestano suoni o rumori).
|
In otorinolaringoiatria la
dinamica dell’ orecchio viene valutata in 40 dB. Questo dato è pari al rapporto
di intensità dello stesso suono percepito attraverso il timpano e per via
ossea. Il ragionamento è piuttosto semplice: dato che il suono si trasmette
contemporaneamente per via timpanica e per via ossea ma sentiamo solo quello
per via timpanica, significa che quello che arriva per via ossea, che è 40 dB
sotto a quello timpanico, non è udibile. È evidente che questo dato dipende
da come è stata definita la dinamica e da come è stata misurata. Per esempio
ciò implica che un tasso di distorsione dell’1% non sarebbe percepibile (in effetti alle frequenze basse, con toni
puri, l’1% di distorsione è difficilmente percepibile). In acustica architettonica un
suono viene considerato estinto quando il suo livello si è abbassato di 60
dB. Va notato che quando si misura il tempo di riverberazione di un ambiente
si parte con un segnale “forte” (anche oltre 90 dB) e se ne misura il tempo
che impiega per ridursi di 60 dB. Quindi la amplificazione cocleare è
“spenta” e la di manica massima dell’apparato uditivo è di 90 dB (se il
massimo livello SPL è di 120 dB). 60 dB corrispondono ad un tasso di
distorsione dello 0.1% che, in ambito di riproduzione musicale, coerentemente
con quanto visto per il tempo di riverberazione, non dovrebbe essere udibile.
Il problema è che non è
sufficiente misurare la distorsione armonica in regime sinusoidale per
stabilire se la distorsione sia abbastanza bassa: conta di più la distorsione
di intermodulazione in regime musicale che non è semplice da misurare perché,
per i diffusori acustici, la separazione della distorsione per coerenza non è
applicabile (vds Bendant & Piersol). |
Ma torniamo al silenzio che,
nell’ambiente adatto alla vita umana, non esiste e non deve esistere. Quello
che chiamiamo silenzio è una condizione dove è presente la dose di rumore
minima necessaria per coprire il rumore del sangue che scorre nelle vene, il
rumore delle bolle di gas che si muovono nell’intestino e nello stomaco, il
rumore meccanico delle articolazione, il battito cardiaco, i rantoli della respirazione
e il rumore prodotto dal cervello, ecc.. Insomma il rumore ambientale deve
coprire tutti i rumori “interni” prodotti dal nostro corpo. Negli ambienti più
silenziosi, le biblioteche, il rumore è di 20 dB (quindi 100 volte superiore
alla soglia di udibilità).
In biblioteca qualsiasi rumore dà
fastidio perché il guadagno cocleare è al massimo. Paradossalmente, per
aumentare il confort delle biblioteche, si dovrebbe introdurre una certa dose
di rumore rosa per elevare la soglia di udibilità (con un segnale stazionario
privo di contenuto informativo).
Dal silenzio o meglio dal rumore di fondo si “staccano” i suoni (come le immagini che si “staccano” dallo “sfondo”). Anche in presenza di suoni il nostro cervello può decidere di “non sentire” i suoni familiari (nel senso di conosciuti) ed i suoni non associati a pericoli. Se si manifesta un suono pericoloso interviene l’amigdala con opportuni segnali di allarme. Quando l’amigdala esagera si cade nella iperacusia per cui alcuni suoni vengono percepiti molto più intensi di altri (potendo causare anche panico).
Il “silenzio” è anche necessario
per separare le parole una dall’altra. Da questo punto di vista il silenzio è
l’elemento neutro del sistema linguaggio.
Il sistema linguaggio è formato dall’insieme
di tutti i fonemi e di tutte le parole della lingua parlata (insieme di
supporto) sul quale è imposta la struttura di monoide dotata di una operazione
chiusa associativa non commutativa (concatenazione di fonemi) con il silenzio
come elemento neutro. L’operazione di concatenazione delle parole è chiusa
perché qualsiasi concatenamento di parole è a sua volta una parola che
appartiene all’insieme di supporto.
|
Sistema linguaggio: insieme di supporto; fonemi,
sillabe e parole struttura di monoide (struttura con una operazione) operazione non commutativa:
concatenamento elemento neutro: silenzio Nota: l’operazione di
concatenamento è chiusa => gli elementi dell’insieme di supporto sono i
nfiniti. |
Dato che il suono è l’effetto di
una variazione di pressione, dove non c’è aria (o un mezzo di propagazione per
onde longitudinali) non c’è suono. L’Universo è immerso nel silenzio e due
pianeti che si scontano non producono alcun suono. All’interno del cranio di
certi soggetti si trova invece il “Vuoto Cosmico”.
Le piccole variazioni di
temperatura registrate nella radiazione termica di fondo che pervade l’Universo
sono state associate al suono. Tanto per cominciare sono variazioni di
temperatura della radiazione cosmica di fondo e per seconda hanno una lunghezza d’onda di 730000
(settecentotrentamila). anni luce. Anche se fosse suono non sarebbe udibile. Ai
giornali piace creare dei casi fondandoli, se necessario, sul nulla. Il suono
dell’Universo è uno di questi casi.
|
|
Georg Simon Alfred Ohm (Erlangen, 16/03/1789 – Monaco di Baviera, 6/07/1854) è stato un fisico e matematico tedesco scopritore della Legge che porta il suo nome. Il suo nome è stato dato all’unità di misura della impedenza (elettrica, meccanica, ecc.). Il padre di Georg, autodidatta, era estremamente colto in matematica, fisica, filosofia e chimica e insegnò tutto questo ai suoi figli. La famiglia Ohm venne paragonata alla famiglia Bernulli. |
Camera anecoica (camera priva di
eco)
