Potenza Acustica, Efficienza, Sensibilità degli
Altoparlanti Dinamici
di Mario
Bon
Glossario essenziale: da “Altoparlante” a “Xmax”
Parte Prima: La potenza (meccanica, acustica,
elettrica, ecc.)
Parte Seconda: Efficienza dell’ altoparlante
dinamico
Parte Terza: La misura della sensibilità
Parte Quarta: Altoparlante Equivalente
Parte Quinta: Valutazione del Rendimento di un
generico sistema di altoparlanti.
Appendici: #1 #2 #3
Parte Prima: La
potenza (meccanica, acustica, elettrica, ecc.)
30
novembre 2015 corretto il 10 maggio 2018
Energia
Potenza
Potenza elettrica
Potenza soggettiva
Potenza di un segnale (potenza
elettrica)
Potenza: Condizione di massimo
trasferimento sul carico
Potenza acustica
Misura della potenza acustica
In Fisica l’energia è una
particolare funzione E definita in modo tale per cui la differenza tra
l’energia calcolata all’istante finale meno l’energia calcolata nell’istante
iniziale fornisce il lavoro svolto (o subito) dal sistema.
L = Ek(t2)-Ek(t1)
Lo scopo è quindi calcolare il lavoro.
L’energia non è un osservabile ma una quantità che viene
calcolata. Si definisce una forma di energia per ogni campo (energia cinetica,
energia elettrica, energia magnetica, energia acustica, ecc.)
L’energia è importante perché l’energia totale di un sistema
si conserva. Questa proprietà, assieme alla conservazione dell carica, della
quantità di moto e del momento angolare, consente di eseguire i calcoli e
ottenere previsioni.
La conservazione dell’energia è una conseguenza della
omogeneità del tempo.
In Fisica la potenza rappresenta il
lavoro svolto nell’unità di tempo. Lo scopo è quindi capire quanto lavoro si
riesce ad ottenere in un certo tempo. In generale il lavoro è una variazione di
energia. Il lavoro svolto da una forza si calcola anche come prodotto della
forza per lo spostamento (integrato lungo il percorso) oppure come prodotto
della forza per la velocità.
|
L =
Ek(t2)-Ek(t1) |
Si dimostra che queste due
espressioni sono equivalenti |
|
L = forza x velocità |
Per le forze conservative il lavoro
non dipende dal percorso ma solo dal punto iniziale e finale:
L =
Ep(1)-Ep(2)
dove Ep è una particolare funzione
delle sole coordinate spaziali (funzione di punto) detta Energia Potenziale.
(vedere il glossario alla voce Energia).
La velocità, la pressione, la
tensione, la corrente, ecc. sono tutte grandezze (segnali) rappresentate da
funzioni appartenenti allo spazio di Hilberti L2. Ne segue che la
potenza (per esempio elettrica) è data dal prodotto scalare pre-hermitiano
<v|i>= <v|(v/Z)> = v* v /Z = |v|2 /Z .
Potenza elettrica
In regime di correnti e tensioni continue, la potenza
elettrica è data dal prodotto della tensione (V in Volt) per la corrente (I in
Ampere): P = V* = <V|I> I e si esprime in Watt (V* è il complesso
coniugato di V). Utilizzando la legge di Ohm risulta che P = R |I|2 (resistenza x corrente al quadrato) o P= |V|2
/ R (resistenza del carico in corrente continua). Con i sistemi di
altoparlanti (la cui impedenza di ingresso dipende dalla frequenza) le cose non
sono così semplici.
|
Potenza continua |
quando tensione e corrente sono espresse come
valori RMS (impropriamente detta
“potenza RMS”). In regime sinusoidale vale ½ della potenza di picco. In
regime non sinusoidale per risalire al valore di picco si deve conoscere il
fattore di cresta FC del segnale. Wpicco=Wrms/(FC)2 |
|
Potenza di picco |
quando tensione e corrente sono espresse come valori di picco |
|
Potenza musicale |
è quasi sempre un dato di fantasia (nella migliore
delle ipotesi la potenza continua o la potenza di picco moltiplicata per 4 o
anche più). |
Uno studio statistico sui segnali musicali ha
mostrato che un amplificatore per HiFi deve poter erogare potenza per almeno
0.7 secondi. Ne segue che, per un amplificatore HiFi, l’unico dato
rappresentativo è la potenza continua (o RMS) mentre la potenza “istantanea” o
“impulsiva”, non rappresenta le effettive condizioni d’uso.
|
|
Nella figura a sinistra si vede la potenza erogata
da un amplificatore in funzione della durata del segnale. Come si vede la differenza tra la potenza continua
e quella “istantanea” è di oltre 10 volte (per impulsi di durata di 20
millisecondi). La potenza continua è rappresentata dalla curva più
bassa, la successiva si riferisce a segnali di durata di mezzo secondo (che
sono già troppo brevi per rappresentare le effettive condizioni d’uso). |
L’amplificatore
ideale raddoppia la potenza erogata sul carico per ogni dimezzamento del carico
stesso. Ciò implica un fattore di smorzamento infinito (ovvero impedenza di
uscita nulla). Si veda la tabella che segue.
Un amplificatore decente, per ogni
dimezzamento del carico, aumenta la
potenza erogata del 40%, un buon amplificatore arriva al 60% mentre l’amplificatore ideale raggiunge il 100%.
|
Carico |
Amplificatore
decente (+40%) |
Amplificatore
buono (+60%) |
Amplificatore Ideale
(+100%) |
|
8 ohm |
100 Watt |
100 Watt |
100 Watt |
|
4 ohm |
140 Watt |
160 Watt |
200 Watt |
|
2 ohm |
200 Watt |
256 Watt |
400 Watt |
|
1 ohm |
280 Watt |
409 Watt |
800 Watt |
|
Circuiti lineari: in corrente continua
e carico resistivo: P = R I2 = V I = V2/R |
Nel caso di tensione e corrente costante sparisce la
dipendenza dal tempo |
|
Circuiti lineari: tensione e corrente variabili su carico
resistivo: Potenza istantanea (funzione del tempo) p(t) = v(t) i(t) = R |i(t)|2 = |v|2(t)/R |
dove v(t)
è la tensione e i(t) è la corrente.
Tensione e corrente sono in fase. La potenza istantanea assorbita da un
resistore lineare R si calcola applicando la definizione di potenza e con l’
ausilio della legge di Ohm |
|
Circuiti lineari con segnali
qualsiasi su carico reattivo |
Si veda il prossimo paragrafo |
In genere le protezioni, quando presenti, sono
regolate per limitare la massima corrente erogata dall’amplificatore su un
carico resistivo di 2 ohm. Ciò è coerente con il mino valore che dovrebbe avre
un sistema di altoparlanti (3.2 ohm) mantenendo un ragionevole margine di
sicurezza. Ne segue che la corrente erogata da un amplificatore è limitata ad
un valore massimo che, per un amplificatore da 100 Watt, vale una ventina di
Ampere di picco (40V/2ohm=20A).
Potenza di un segnale (potenza elettrica):
Sono in uso le seguenti definizioni:
|
|
Energia normalizzata del segnale x(t) (normalizzata ->
su carico resistivo di 1 ohm). Questa espressione è essenziale |
|
|
Potenza normalizzata del segnale x(t), ). Se il segnale è
periodico gli integrali sono estesi ad un periodo. Se il segnale non è
periodico gli integrali sono estesi alla durata del segnale. |
|
Circuiti lineari in regime sinusoidale:
|
dove VM è la tensione massima, IM
l’intensità di corrente massima, ω la pulsazione e φ
lo sfasamento tra tensione ed intensità di corrente. Il valore medio del
termine moltiplicato per cosφ è sempre positivo ed è la potenza assorbita (attiva) Il
temine che dipende da senφ rappresenta la potenza reattiva (che
non produce lavoro ma viene
continuamente scambiata tra il generatore ed il carico) |
Potenza attiva
|
La potenza attiva (o reale) è la media della potenza istantanea su un periodo. Rappresenta l’energia assorbita (o generata) in un periodo. Si misura in Watt. |
Potenza apparente
|
In regime periodico non
sinusoidale la potenza si definisce come prodotto dei valori efficaci di tensione
e corrente e si esprime in VA (VoltAmpere). |
Potenza generalizzata
P(jw) = v(jw)* i(jw) = Z(jw)
|i(jw)|2 = |v(jw)|2/Z(jw)
|
Nel dominio della frequenza, su
qualsiasi carico lineare con stimoli e segnali genericamente dipendenti dalla
frequenza. |
Potenza:
Condizione di massimo trasferimento sul carico
In
generale, dato un generatore di tensione con impedenza interna Rg collegato al
carico RL, il massimo trasferimento di potenza dal generatore al carico si ottiene
quando Rg=RL. La cosa si dimostra trovando il massimo della funzione:

|
Teorema del massimo trasferimento di
potenza: La potenza trasferita al carico è massima
quando la resistenza di carico è uguale alla resistenza interna del generatore equivalente. |
Il Teorema di massimo
trasferimento di energia vale sempre sia per la potenza elettrica che per la
potenza acustica. Quindi una sorgente acustica eroga sul carcio (l’aria) la
massima potenza quando la sua impedenza interna è pari all’impedenza dell’aria.
E’ noto
che quando una linea di trasmissione viene chiusa su una impedenza diversa
dalla propria impedenza caratteristica, si osservano delle riflessioni e la
potenza non viene tutta trasferita al
carico ma una parte torna verso il generatore. All’interno della linea si
formano le onde stazionarie ed il cavo si riscalda. Per scaricare la massima
potenza sul carico, l’impedenza del carico deve essere uguale alla impedenza
caratteristica del cavo (si veda ROS = Rapporto Onde Stazionarie o SWR in
inglese).
Quindi, in
teoria, la condizione di massimo trasferimento di potenza sul carico si ottiene
quando:
Quando:
|
Entrambe le condizioni sono
contemporaneamente soddisfatte |
la potenza che esce
dall’amplificatore arriva tutta (contemporaneamente) al carico (condizione di
adattamento perfetto) |
|
solo una condizione è
soddisfatta |
solo una parte della potenza raggiunge
il carico ma non si formano onde stazionarie all’interno del cavo. |
|
nessuna condizione è soddisfatta
|
solo una parte della potenza
(anche nulla) raggiunge il carico . Si formano onde stazionarie nel cavo. Il
cavo dissipa in calore la potenza che vi resta “intrappolata”. La
potenza arriva al carico “un poco alla volta”. |
Tutto ciò avviene a quelle frequenza in corrispondenza delle quali il cavo è abbastanza lungo rispetto alla lunghezza d’onda del segnale. In tali condizioni il cavo si rappresenta con un modello a costanti distribuite. Ricordiamo che a 20000 Hz la lunghezza d’onda del segnale elettromagnetico che si propaga in un cavo è nell’ordine dei chilometri quindi, in campo audio, tutti i cavi sono “corti” e l’impedenza che presentano è sostanzialmente pari alla loro componente resistiva (è sufficiente sostituire il cavo con il modello a parametri concentrati). Alla stessa frequenza di 20000 Hz la lunghezza d’onda del suono è di 1.72 centimetri. Questo significa che, in acustica, i dispositivi hanno, in generale, dimensioni paragonabili alla lunghezza d’onda (con tutti i problemi che ne conseguono).
Lo scopo
dell’amplificatore HiFi, quando pilota un sistema di altoparlanti, non è
trasferire la massima potenza ma applicare la massima tensione al carico quindi
l’amplificatore deve avere una impedenza interna teoricamente nulla (fattore di
smorzamento infinito) e comportarsi come un generatore di tensione ideale e la
corrente erogata deve dipendere solo dal carico. Per un generatore di tensione
ideale, con fattore di smorzamento infinito, la potenza erogata è definita dal
carico (e diventa massima quando l’impedenza del carico è pari all’impedenza
interna dell’amplificatore).
I sistemi di altoparlanti in commercio NON vengono
realizzati per essere utilizzati in condizioni di massimo trasferimento di
potenza e vanno pilotati con amplificatori con fattore di smorzamento elevato
(normalmente si indica il valore minimo del Fattore di Smorzamento pari a 20 riferito a 8 ohm ma se è più alto è
meglio).
Per quanto riguarda i dispositivi acustici analoghi
alle linee di trasmissione, vale lo stesso principio con la differenza che la
velocità di propagazione del suono nell’aria è “solo” 344 metri al secondo.
Entra quindi in gioco il rapporto tra le
dimensioni del dispositivo e la lunghezza d’onda.
Il campo delle frequenze audio va (per convenzione)
da 20 a 20kHz. Di conseguenza le lunghezze d’onda vanno da 17.2 metri a 1.72
centimetri. Quando le dimensioni del
dispositivo sono molto minori della lunghezza d’onda si può utilizzare un modello
a parametri concentrati (esattamente come per i cavi percorsi da segnali
elettrici).
È sostanzialmente un dato di fantasia utilizzato per pubblicizzare le apparecchiature (molto) economiche. Nel migliore di casi, per un amplificatore stereo, è pari alla somma delle potenze di picco dei due canali. Per esempio un amplificatore stereo da 5+5 Watt continui diventa un amplificatore da 20 Watt.
Nelle effettive condizioni d’uso, a causa della
distorsione aurale, un amplificatore a valvole (poco o nulla retroazionato) “sembra”
suonare più forte di un amplificatore allo stato solido di pari potenza: è un
effetto psicoacustico (che associa ad un suono distorto un livello SPL
superiore). Se il fattore di cresta del programma musicale è
maggiore di 5, un amplificatore a valvole sembra suonare come un amplificatore allo
stato solido di potenza doppia o anche quadrupla. Più il fattore di
cresta del programma musicale è alto, più l’amplificatore a valvole sembra
suonare forte. Ciò indica anche la necessità di distinguere una distorsione non
lineare “stazionaria” da una distorsione non lineare detta “di forma”
La distorsione stazionaria si misura
con stimoli con fattore di cresta compresi tra 3 e 4, la distorsione di forma
si misura sui picchi di segnale (nel tempo).
In certe condizioni (soft clipping)
la distorsione di forma è ampiamente
più tollerabile della distorsione stazionaria.
Tipo di distorsione |
Dipende dal… |
|
Stimoli usati per la misura |
|
stazionaria |
Livello RMS |
Non udibile < 0.1% |
Stimoli con 3<FC<4 |
|
Tollerata se <1% |
|||
|
Di forma (soft clipping) |
Valore di picco |
Ben tollerata |
Stimoli con FC >5 |
|
Di forma (hard clipping) |
Saturazione |
Poco tollerata |
Qualsiasi segnale |
Potenza acustica:
Le norme IEC indicano almeno 6 procedure diverse per la
misura della potenza acustica.
La potenza acustica è la potenza
erogata da una sorgente acustica (corpo in movimento) sulla componente
resistiva del carico (aria). Si calcola come prodotto della pressione per la velocità integrata su una superficie
chiusa. Ne segue che si deve tenere conto dalla fase relativa tra pressione e
velocità. Di conseguenza la potenza acustica dovrebbe essere misurata con un
dispositivo sensibile alla intensità acustica (che è un agrandezza vettoriale).
Nei laboratori di solito si usano
microfoni sensibili alla pressione e non all’intensità.
Per misurare la potenza utilizzando
microfoni sensibili alla pressione ci si deve porre ad una distanza dalla sorgente
dove pressione e velocità risultino in fase (e l’impedenza di radiazione
puramente resistiva). Per non complicare ulteriormente la misura, come
superficie di integrazione si sceglie una sfera.
L’ntensità acustica è una quantità
vettoriale, la potenza acustica è una quantità scalare (dipendente dalla frequenza) e si esprime in Watt
acustici. La potenza acustica è il risultato di una integrazione lungo una
superficie. Misurare la potenza acustica a 10 centimetri o a 10 metri dalla
sorgente fornisce esattamente lo stesso risultato con la differenza che, in
prossimità della sorgente, si deve misurare l’intensità acustica (o pressione e
velocità separatamente) mentre a 10 metri si può misurare solo la pressione
(perché si può considerare che v=p/Z con Z=rc).
La potenza acustica emessa da un
asorgente può essere misurata, in modo indiretto, misurando il livello del solo campo riflesso in una
camera perfettamente riverberante. Il problema delle misure acustiche è sempre
lo stesso: le dimensioni dell’ambiente dove vengono fatte. L’ambiente deve essere grande sia rispetto
alle dimensioni della sorgente che rispetto alla minima frequenza che si
intende misurare. Questo vale per
qualsiasi procedura eseguita co qualsiasi tecnica e indipendentemente da chi la
esegue.

Le
ultime due espressioni della potenza acustica sono valide ad una distanza tale
dalla sorgente per cui l’impedenza di radiazione possa essere posta pari a r0c. Ne segue che
la misura della potenza acustica non dipende dalla particolare impedenza di
radiazione della sorgente (dalla “forma” della sorgente).
Si
tenga conto che dW per la sfera è così
definito:

Quindi
l’espressione della potenza acustica si semplifica in:

Qui
serve una precisazione importante: nelle espressioni qui sopra l’impedenza di
radiazione vale rc. In effetti l’impedenza acustica vale rc solo per le onde piane. Data una qualsiasi sorgente di
dimensioni limitate, quando la distanza della sorgente è sufficiente, i fronti
d’onda assumono forma sferica. Il campo lontano di una sorgente è quella zona
di spazio dove i fronti d’onda sono sferici. Aumentando ulteriormente la
distanza il raggio di curvatura dei fronti d’onda aumenta e il fronte d’onda
(su superfici limitate) si approssima con un fronte piano. Dato che la misura
della potenza acustica emessa da una sorgente è indipendente dalla distanza,
conviene mettersi nelle condizioni più comode ovvero a grande distanza dalla
sorgente in modo da semplificare la procedura di misura ed i calcoli.
Andiamo
ancora più in dettaglio: la impedenza specifica di radiazione di una sfera
pulsante vale

l’impedenza
acustica specifica di radiazione di un fronte d’onda sferico vale (Beranek,
“Acoustics” pag 36)

dove
k è il numero d’onda, a il raggio della sfera e r la distanza dalla sorgente.
Per ka (o kr) abbastanza grande Zrad e Zs tendono a rc. Questo comporta che una sfera “grande” emette più potenza
alle basse frequenze e che a grande distanza l’impedenza di radiazione vale rc (che è l’impedenza acustica specifica di radiazione di un’onda
piana). Tutto ciò vale in campo libero ovvero in assenza di riflessioni.
Restiamo sulla sfera pulsante: quando la sfera pulsante ideale emette la potenza di 1 Watt acustico produce, a un metro di distanza,
|
109.2
dB |
Spazio
libero |
Irradia
tutta la potenza su tutto lo spazio |
|
109.2
dB |
incastrata
in uno schermo infinito |
Irradia
metà potenza su ogni lato della parete (metà
potenza in metà spazio) |
|
103.2
dB |
incastrata
alla fine di un lungo tubo |
Metà
potenza viene dissipata all’interno del tubo (-3dB). Metà potenza viene
irradiata su tutto lo spazio (-3 rispetto a mezzo spazio) 109.2-3-3=103.2 dB |
Vedremo poi cosa succede con un pistone rigido. Una sfera pulsante
ideale che emette un Watt acustico e assorbe un Watt elettrico presenta un
rendimento del 100%. Tal sorgente, in natura, non esiste ma esiste solo come
astrazione teorica.. Come visto l’SPL a un metro vale 109.2 dB. Abbiamo quindi
un riferimento che vale in una condizione ideale: nessuna sorgente fisica che
emetta su tutto lo spazio, alimentata con un Watt elettrico, può erogare più potenza acustica di una
sfera pulsante ideale. Questo significa che:
|
una sorgente fisicamente realizzabile
che emette su 4p steradianti produce, a un metro e con
un watt elettrico applicato, una SPL minore di 109.2 dB. Se emette su un angolo solido
inferiore a 4p steradianti il
valore va corretto tenendo conto dell’Indice di Direttività. |
Per misurare la potenza acustica il metodo di misura più diretto è il seguente: si porta la
sorgente (per es. un sistema di altoparlanti) in campo libero (o in camera
anecoica) si fissa una distanza consona
dalla sorgente (campo lontano) e si delinea attorno ad essa una superficie
sferica.

Si divide detta superficie sferica in un numero congruo di
settori e, al centro di ciascuno di essi, si misura l’intensità sonora
prodotta. Se il raggio della sfera è sufficientemente grande e la velocità e la
pressione dell’aria risultano in fase, si può misurare la pressione sonora con
un microfono (sensibile alla pressione). La dimensione dei settori va scelta in
modo che sulla loro superficie l’intensità acustica sia costante. Quindi si
calcola la potenza acustica sommando tutti i termini IiSi (intensità i_esima x superficie i_esima) . Più i settori sono piccoli (e
numerosi) più l’errore è contenuto.
In alternativa la potenza acustica si può misurare all’nterno di
una camera riverberante ponendo il microfono in una zona dove il livello del suono
diretto è trascurabile rispetto al livello del suono riverberato (lontano dalla
sorgente, almeno 4 volte il raggio di riverberazione). Si noti che,
indipendentemente dalla tecnica di misura, servono comunque ambienti molto
grandi (rispetto alle dimensioni della sorgente e rispetto alla massima
lunghezza d’onda da misurare).
Qui sotto è riportato quanto
descritto da Beranek.


Quella che segue è la definizione di Potenza Acustica secondo la norma
ISO 3740 e UNI EN ISO 9614 (che coincide con quella data da Beranek)

|
La potenza
acustica, per definizione, si misura su una superficie sferica (anche
approssimata) con la sergente al centro. |
La misura della potenza acustica non va confusa con la misura proposta da Toole (che ha usato i nomi delle grandezze standard con significati diversi).
|
|
Misura della “potenza acustica”
secondo Toole: in camera anecoica, 70 punti di misura lungo 2
circonferenze di 2 metri di raggio
(una misura ogni 10 gradi). Questa non è la potenza acustica. Potrebbe
esserlo in particolari condizioni di simmetria della sorgente (simmetria
assiale). Il risultato viene utilizzato per calcolare l’Indice di Direttività
(altra grandezza definita da Toole che porta
lo stesso nome dell’Indice di Direttività definito da Beranek ma che è
una cosa diversa). (da “Loudspeakers and Rooms for Multichannel Audio
Reproduction” di Floyd E. Toole). |
Le
sorgenti ideali sono le uniche di cui si conosce tutto e sono quelle con cui si
tenta, in tutti i modi, di rappresentare i sistemi accettando anche pesanti semplificazioni (per evitare calcoli
complicati) salvo verificare poi sperimentalmente i risultati.
Le
più utilizzate sono: la sfera la pulsante,
il pistone vibrante su parete infinita
ed il pistone vibrante posto alla fine di un lungo tubo. Si conosce
anche l’impedenza del pistone rigido montato su una sfera e della calotta vibrante assialmente (ma sono già
troppo complicate).
|
sfera pulsante, spazio intero |
La sfera pulsante radialmente emette su tutto lo spazio in
modo isotropo (uguale in tutte le direzioni). Potenza acustica = W0 = 4 p r2 I = 4 p |p0|2/(rc) (in
campo lontano kr>>1) I è l’intensità. L’impedenza specifica di radiazione delle onde
sferiche vale Z=(rc) jkr/(1+jkr) e dipende sia dalla distanza che dalla frequenza.
A grande distanza Z=rc il che
significa che il raggio di curvatura dei fronti d’onda è talmente grande che
i fronti d’onda stessi appaiono (su una sezione limitata) come se fossero
piani. La sfera pulsante è “caricata” dalla sua impedenza di radiazione
(sulla superficie della sfera) che vale Z=(rc) jka/(1+jka). Essa equivale
all’impedenza del parallelo di una induttanza L=ra con una resistenza R= rc La sfera emette potenza sulla parte reale della
impedenza di radiazione. Una sfera pulsante che emette un Watt acustico produce, a
un metro di distanza,109.2 dB SPL. r = distanza dalla sorgente, a = raggio della sfera I = intensità p =
pressione p=p0/r r =
densità dell’aria, c = velocità del suono |
|
sfera pulsante, semispazio |
quando la sfera viene incastrata su uno schermo infinito,
la potenza acustica prodotta rimane la stessa ma viene emessa per metà in un
semispazio e per metà nell’altro (questo caso è diverso dalla sfera pulsante
posta in prossimità di una parete infinita). Integrando su 4p la
potenza acustica è la stessa della sfera pulsante in campo libero. Se si
integra solo su un semispazio la potenza acustica si riduce alla metà (la superficie di radiazione è la metà). Potenza acustica su un lato dello schermo = 0.5 W0
= 2pr2 I = 2p |p|2/(rc) Si noti che in questo caso non si generano
sorgenti virtuali come quando la sfera è posta in prossimità di una parete. |
|
pistone,
parete infinita |
Il pistone su parete infinita si comporta come un dipolo le cui emissioni sono separate e non interferiscono tra loro. Quindi la potenza acustica emessa, a bassa frequenza, è la stessa della sfera pulsante (a parità di spostamento volumetrico) incastrata sullo schermo infinito. Potenza acustica su un lato dello schermo = 0.5 W0
= 2pr2 I = 2p |p|2/(rc) Quando lo schermo non è infinito si osserva l’interferenza
tra la radiazione anteriore e posteriore che porta alla riduzione della
potenza acustica emessa (cortocircuito acustico). Il dipolo è l’esempio più
semplice di sorgente anisotropa e può essere sfruttato in diversi modi. |
|
pistone rigido, spazio intero |
Se una faccia del pistone viene chiusa da un cabinet, la
potenza acustica emessa verso l’interno del cabinet viene perduta (viene
dissipata in calore all’interno del cabinet). A bassa frequenza, fin dove la velocità di volume può
essere considerata costante sulla superficie del cabinet, il sistema, in campo lontano, si comporta come una sfera pulsante che
emette metà potenza (0.5 W0) che si “spalma” su 4p . A frequenza sufficientemente bassa, quando un
lato del pistone emette un mezzo Watt acustico, produce 103.2 dB SPL a un
metro. Tre dB vengono perduti perché soppressi dalla cassa chiusa, 3 dB
vengono perduti perché metà potenza viene “spalmata” su tutto lo spazio. Un altoparlante in cassa chiusa viene spesso approssimato
con un pistone posto alla fine di un lungo tubo che emette quindi su 4p . Successivamente, se la sorgente è prossima ad una parete,
si aggiungono, alla potenza acustica, 3 dB, 2 pareti 6 dB, 3 pareti (in
angolo) 9 dB. |
Il caso del pistone caricato da una cassa chiusa deve essere completato: nella realtà la potenza acustica erogata dipende dall’impedenza del carico ed è massima quando l’impedenza meccanica del diaframma è uguale alla impedenza meccanica di radiazione. Quindi metà della potenza disponibile viene sacrificata nel cabinet e metà della potenza restante viene persa a causa del Teorema del massimo trasferimento di energia. Ne segue che il massimo rendimento di un pistone rigido montato in cassa chiusa è pari (al massimo ed in caso ideale) al 25%. Questo se si parte da un pistone ideale con rendimento del 100% quando montato su schermo infinito (quindi con un rendimento meccanico del 100%).
Alle situazioni viste va aggiunto un caso particolare che però è rilevante per la misura della potenza acustica prodotta da un driver a compressione. In sostanza si tratta di un pistone che viene caricato da un lato con un tubo di lunghezza infinita. In questo caso l’impedenza di radiazione vale rcSD (SD è la superficie del pistone) ed è puramente resistiva e costante con la frequenza. Evidentemente questo facinita di molto il calcolo e l’interpretazione dei risultati.
Segue la Parte Seconda: Efficienza dell’ altoparlante (dinamico)