Potenza Acustica, Efficienza, Sensibilità degli
Altoparlanti Dinamici
di Mario
Bon
Glossario essenziale: da “Altoparlante” a “Xmax”
Parte Prima: La potenza (meccanica, acustica,
elettrica, ecc.)
Parte Seconda: Efficienza dell’ altoparlante
dinamico
Parte Terza: La misura della sensibilità
Parte Quarta: Altoparlante Equivalente
Parte Quinta: Valutazione del Rendimento di un
generico sistema di altoparlanti.
Appendici: #1 #2 #3
Parte Terza: La misura della sensibilità
28 ottobre
2015 – rivisto il 3 dicembre 2015, riletto il 21 novembre 2016
La misura
della sensibilità
Misura
della sensibilità tra 200 e 10kHz
La misura
di Stereophile
La misura
di Soundstage
Le
Sensibilità secondo le riviste tedesche Audio, Stereo e Stereoplay.
Calcolo
della sensibilità noto il rendimento
La misura della sensibilità di un diffusore acustico non è una cosa semplice e, spesso, più che una misura è una stima. Per di più, in base alla definizione, non è nemmeno sempre possibile da realizzare.
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Risposta in frequenza in asse del diffusore. Viene
ripresa in campo vicino alle basse frequenze (<200 Hz) e sopprimendo le riflessioni
sul resto dello spettro. I diffusori oltre una certa dimensione vengono
misurati a due metri di distanza e quindi il livello misurato riportato a un
metro come da normativa. In questo caso viene riportato
il dato di sensibilità valutato tra 200Hz e 10kHz (escludendo quindi la prima
decade e l’ultima ottava). L’avvallamento tra 500 e 1000 Hz è dovuto alla posizione del microfono di misura e incide sul valore misurato (che dovrebbe essere 89 dB). |
La misura
della sensibilità si dovrebbe fare in questo modo:
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si porta il DUT in camera anecoica (utilizzabile da almeno
20 Hz in su)
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si determina a quale distanza comincia il campo lontano del
DUT
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si determina l’asse privilegiato di radiazione
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si posiziona il microfono nel campo lontano lungo l’asse
privilegiato di radiazione
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si applica come stimolo un rumore rosa isoenergetico con
valore efficace pari a 2.83 Vrms (equivalenti a 1 Watt su 8 ohm) e banda
passante da 20 a 20kHz.
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si registra il valore SPL ottenuto
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si riporta il valore registrato alla distanza di un metro.
Se, per esempio, il diffusore è stato misurato con il microfono a 3 metri di distanza, alla misura vengono aggiunti 9.54 dB. La sensibilità del DUT è espressa da un unico valore di SPL misurato in un solo punto privilegiato. Ci sono diverse osservazioni da fare:
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I diffusori “grandi” vanno misurati ad una distanza che
potrebbe risultare superiore a quella del punto di ascolto nell’ effettivo
utilizzo. Quindi anche la misura in camera anecoica è, in certi casi, una stima
di ciò che avverrà nelle effettive condizioni d’uso.
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Il sistema potrebbe avere una risposta molto irregolare che
potrebbe far apparire la sensibilità più alta o più bassa.
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Il dato di sensibilità rilevato in asse ha un significato
diverso per un sistema omnidirezionale o per un sistema fortemente direttivo. A
parità di sensibilità, il sistema omnidirezionale, in ambiente, genera un campo
riflesso più intenso (suona più forte).
Il dato di
sensibilità misurato riguarda esclusivamente il campo diretto ed assume un
significato quando associato alla risposta in potenza ed all’indice di
direttività (alla dispersione). In sostanza il solo dato di sensibilità non è
sufficiente se non per caratterizzare il campo diretto (che è prevalente
nell’ascolto ravvicinato). Ne segue che la risposta in frequenza è ben
rappresentativa del comportamento di un sistema “piccolo” e diventa via via
meno rappresentativa man mano che le dimensioni del sistema aumentano
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Un caso limite…. Si consideri il sistema mostrato qui a sinistra.
Supponiamo di volerlo misurare. Per esercizio, determinare la distanza alla quale inizia
il campo lontano e la dimensione minima della camera anecoica necessaria per
effettuare delle misure attendibili. Di
seguito determinare l’asse privilegiato di radiazione. |
Quando non
è disponibile una camera anecoica (che comunque è risolutiva solo con i sistemi
di dimensioni non esagerate) ci si deve inventare qualche cosa. In passato i sistemi
venivano sollevati lontano da terra con delle gru e misurati in campo libero. Oggi
si preferisce eseguire le misure in bassa frequenza in campo vicino (fino a
200-300 Hz) mentre la misura di sensibilità viene fatta limitando la banda
passante dello stimolo (escludendo o
attenuando le basse e le alte frequenze). Anche i sistemi di misura che sopprimono
le riflessioni richiedono ambienti vasti (in modo che la prima riflessione
giunga con un ritardo sufficiente per consentire la misura delle basse
frequenze). Purtroppo il pavimento ed il soffitto sono sempre “troppo vicini”
(anche in questo caso, tuttavia, qualche cosa si riesce a fare…).
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Misura della
risposta in frequenza ripresa in campo vicino ed in camera anecoica a 3 metri
circa (Keele). La misura
in campo vicino simula la risposta dell’altoparlante su schermo infinito
nella regione dove ka<<1. A bassa frequenza l’altoparlante irradia sullo spazio intero mentre alle frequenze più alte irradia su mezzo spazio per effetto della dimensione del pannello frontale. Ciò provoca una differenza di 6 dB nel livello delle basse frequenze rilevate alla distanza maggiore. |
Per
consentire un utilizzo pratico del dato di sensibilità, la misura viene fatta
escludendo gli intervalli di frequenza che soffrono maggiormente degli effetti
dell’ambiente e della posizione del diffusore (toe in).
Prendiamo
un rumore rosa isoenergetico con banda passante di 3 decadi da 20 a 20kHz.
Togliamo la prima decade 20-200Hz e l’ ultima ottava 10k-20kHz.
Perché si
fa questo? La risposta in frequenza in ambiente, sotto la freq. di Schroeder, è
dominata dai modi normali. Limitando la stima della sensibilità al di sopra dei
200 Hz si taglia buona parte del contributo dell’ambiente (altri alzano questo
limite a 300 Hz). Questo è corretto perché la posizione relativa del diffusore
rispetto alle pareti può alterare significativamente la risposta in frequenza.
Per quanto riguarda l’ultima ottava (10-20kHz) molto spesso il livello in
questo intervallo di frequenze viene alzato per tenere conto della ridotta
dispersione dei tweeter (e questo provoca una sovrastima della sensibilità).
In pratica,
limitando la misura tra 200 e 10kHz, sono stati tolti 13 terzi di ottava
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10 terzi di ottava tra 20 e 200 Hz (una decade = 10 terzi)
-
3 terzi di ottava tra 10 e 20 kHz (una ottava = 3 terzi)
Togliendo
questi 13 terzi di ottava (sui 30 complessivi), il valore RMS dello stimolo si
riduce di 10log(13/30)=-2.46 dB. Questo significa che, se la risposta del
diffusore fosse perfettamente piatta e producesse, in camera anecoica, su tre
decadi e con 2.83 Vrms di stimolo, 90 dB SPL, riducendo (solo) la banda
passante del rumore a 200-10kHz ne produrrebbe 87.36 dB. Il problema si supera regolando la tensione
RMS dello stimolo a banda limitata per ottenere ancora 2.83 V rms.
Evidentemente il dato ottenuto non può più essere messo direttamente in
relazione con il rendimento del sistema.
La rivista
americana Stereophile misura la sensibilità dei sistemi di altoparlanti con un
fonometro impostando la curva di pesatura B (che attenua in una certa misura
gli estremi della banda). Questa stima
concorda sostanzialmente con le misure di Audio Review. I commentatori
di Stereophile attribuiscono grande importanza alla regolarità (piattezza)
della risposta in ambiente nella decade tra 500 e 5000 Hz..
L’importanza
psicoacustica di questa decade è nota almeno dal 1950.
La rivista
canadese Soundstage fa eseguire le misure ad un ente indipendente che dispone
di una amplia camera anecoica. La
sensibilità viene calcolata come valore medio dell’SPL nella banda da 300 a
3000 Hz (banda vocale) ricavandola dalla risposta in frequenza. Anche in questo
caso i risultati risultano compatibili con quelli di Audio Review e Stereophile
(almeno per i sistemi di altoparlanti con una risposta ragionevolmente piatta).
Le
Sensibilità secondo le riviste tedesche Audio, Stereo e Stereoplay.
Le stime
proposte da Stereophile, Audio Review e Soundstage sono sostanzialmente
compatibili tra loro con scarti nell’ordine di più o meno un deciBel.
Le riviste
tedesche seguono un criterio che non sempre fornisce valori compatibili
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non si sa se usano uno stimolo di 2Vrms o di 2.83 Vrms
-
non si sa se misurano la sensibilità a uno o a due metri
(spesso
scrivono a cosa e sembrano farne un’altra). Complessivamente la differenza
attiva a 9 dB (3 per la tensione dello stimolo e 6 per il raddoppio della
distanza). La stima della sensibilità operata dalle riviste tedesche rimane,
per chi scrive, un mistero irrisolto. C’è da dire che i diffusori di produzione
tedesca risultano sempre di sensibilità elevata.
Le
Sensibilità secondo i produttori di altoparlanti.
Qui c’è
una certa confusione. Alcuni riportano il dato misurato a 1000 Hz, altri la media
del livello in gamma media Seas e Scanspeak forniscono le misure effettuate in
camera anecoica con apparecchiature calibrate. In particolare Seas misura i
woofer montati in cassa chiusa mentre Scanspeak fornisce le misure con
l’altoparlante montato su uno schermo “infinito”. Tutto sommato, se vengono
fornite delle risposte in frequenza con una chiara descrizione delle condizioni
al contorno, i risultati si interpretano univocamente.
Quando non
sono specificate le condizioni al contorno vale tutto. La tendenza, nel campo
del professionale, è di far apparire dati di sensibilità molto elevati. Ciò si
giustifica considerando che nel campo professionale la risposta alle basse
frequenze viene equalizzata e, pertanto, la tenuta in potenza è più importante
del dato di sensibilità.
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Esempio di data sheet di un
altoparlante professionale da 8”. La misura è riferita al woofer in cassa reflex
misurato in camera anecoica. La sensibilità misurata a bassa frequenza (sotto
i 100 Hz) è si circa 90 dB ma viene dichiarata pari a 95 dB (valore ottenuto
a 800 Hz). Il rendimento a 90 Hz è pari a 0.79% (su 5 ohm e spazio intero) Ma
questo altoparlante sopporta 400 Watt quindi i 4-5 dB che mancano possono
essere ottenuti equalizzando la risposta. 400 watt consentono di aumentare il
livello di 26 dB. Sacrificandone 5 per l’equalizzazione ne restano
disponibili 21 che consentono di raggiungere 95+21=116 dB SPL a un metro (sempre
che Xmax lo consenta). |
Calcolo
della sensibilità noto il rendimento
Sia dato un woofer di cui è noto il rendimento h (a frequenza abbastanza bassa) dove Q=1. Se, per esempio h = 2% significa che per un watt elettrico in ingresso si ottengono 0.02 Watt acustici in uscita. Dato che con 1 Watt acustico e Q=1 si ottengono 109.2 dB a 1 metro con 0.02 Watt se ne otterranno 17 in meno (10 log(0.02)=-17dB) quindi la sensibilità di questo altoparlante vale 109.2-17=92.2 dB (su spazio intero). Quindi la sensibilità si calcola come
SPL = 109.2 + 10 log(h / 100) – 10 log(Q) = 89.2 + 10 log(h) – 10 log(Q) dB
Segue la parte Quarta : Altoparlante Equivalente