Potenza Acustica, Efficienza, Sensibilità degli
Altoparlanti Dinamici
di Mario
Bon
28 ottobre
2015 – rivisto il 28 febbraio 2018
Glossario essenziale: da “Altoparlante” a “Xmax”
Parte Prima: La potenza (meccanica, acustica,
elettrica, ecc.)
Parte Seconda: Efficienza dell’ altoparlante
dinamico
Parte Terza: La misura della sensibilità
Parte Quarta: Altoparlante Equivalente
Parte Quinta: Valutazione del Rendimento di un
generico sistema di altoparlanti.
Appendici: #1 #2 #3
28 ottobre
2015 – rivisto il 16 novembre 2015, riletto il 28 febbraio 2018
Altoparlante equivalente
Sensibilità e fattore di
direttività
Massimo diametro “pratico” per
un woofer
Sensibilità e filtri
cross-over passivi
Limite di utilizzo dei filtri
passa basso progressivi del primo e secondo tipo
Limite di
utilizzo dei filtri passa basso auto compensati inversi
|
I
confronti tra sistemi di altoparlanti diversi vanno fatti a parità di SPL
riprodotto nelle effettive condizioni
d’uso. (“condizione
di equivalenza delle effettive condizioni d’uso” (Kistanami - 2015).) |
Beranek e
Keele indicano due modi per aumentare l’SPL prodotto da un sistema di altoparlanti:
uno è usare array di altoparlanti. Si possono trattare più woofer come se
fossero un woofer unico (e viceversa). Ciò è possibile quando gli altoparlanti
sono connessi in serie, in parallelo o in array regolari di serie-parallelo.
Per semplicità conviene pensare ogni altoparlante montato in cabinet, tutti
uguali e tra loro isolati.
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Un array
regolare è formato da n rami (di n altoparlanti collegati in serie) connessi
in parallelo, In tal caso l’array di ordine n contiene n2 altoparlanti. L’impedenza
elettrica di un array regolare di altoparlanti è uguale all’impedenza del
singolo altoparlante (questo
rende più agevole il confronto del rendimento di sistemi diversi) |
Tutti gli altoparlanti dell’array vanno collegati in fase. Gli array regolari godono delle proprietà definite da Kuntz. Affinché l’impedenza di radiazione dell’array sia pari a quella dell’altoparlante equivalente, gli altoparlanti dell’array devono essere montati il più vicino possibile gli uni agli altri (in pratica organizzati in righe e colonne alla minima distanza, in una matrice quadrata). Comunque le differenze causate dalla impedenza di radiazione si vedono quando il sistema inizia a diventare direttivo.
Ricordiamo che vale il secondo teorema di Kistanami:
|
Dato un altoparlante arbitrario con superficie di radiazione SD, nel rispetto delle regole di Kuntz, è sempre possibile determinare i parametri di Small di un altoparlante di superficie radiante SD1 tale che NSD1=SD per cui, connettendo opportunamente gli N altoparlanti, si ottiene un array che ha le stesse caratteristiche acustiche ed elettromeccaniche dell’altoparlante di partenza (almeno finché la radiazione è omnidirezionale). |
N può essere, in generale qualsiasi numero intero purché gli altoparlanti siano convenientemente collegati. I valori preferibili di N sono 4, 9, 16, 25, ecc. nel qual caso vanno connessi in array regolari (serie-parallelo).
Si consideri
la tabella che segue:
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un ramo |
un ramo |
due rami |
due rami
(regolare) |
tre rami |
tre rami
(regolare) |
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Un
Altoparlante |
2
Altoparlanti in serie |
2
Altoparlanti in parallelo |
Array di
4 altoparlanti |
Array di
6 altoparlanti |
Array di
9 altoparlanti |
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5” |
>7” |
>7” |
>10” |
>12” |
>15” |
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Impedenza
elettrica=Z0 |
2 Z0 |
Z0/2 |
Z0 |
2/3 Z0 |
Z0 |
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SD=104 cm2 |
2 SD |
2 SD |
4 SD |
6 SD |
9 SD |
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BL |
2 BL |
BL |
2 BL |
2 BL |
3 BL |
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Mms |
2 Mms |
2 Mms |
4 Mms |
6 Mms |
9 Mms |
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VAS |
2 VAS |
2 VAS |
4 VAS |
6 VAS |
9 VAS |
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SPL |
SPL |
SPL+6 |
SPL+6 |
SPL+9 |
SPL+9 |
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Ka=1 a 951 Hz |
660 Hz |
660 Hz |
467 Hz |
388 Hz |
317 Hz |
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1 Watt per 2.83Vrms in |
0.5 Watt |
2 Watt |
1 Watt |
1.5 Watt |
1 Watt |
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951 Hz DI=3.8dB |
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951 Hz DI=5.9dB |
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951 Hz DI=9.3 |
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In questa tabella sono mostrati più array di altoparlanti (regolari e non) e sono indicati: diametro nominale, impedenza elettrica, superficie di radiazione, fattore di forza BL, massa, Volume equivalente, SPL, limite di funzionamento omnidirezionale e potenza elettrica assorbita a parità di tensione applicata rispetto al singolo altoparlante. Gli
altoparlanti sono montati su schermo infinito. L’ultima riga riporta il
fattore di direttività calcolato a
951 Hz. |
|||||
I calcolo
dei parametri di Small di un altoparlante equivalente ad un array di
altoparlanti è triviale. Basta quindi ricordare le ipotesi per quanto riguarda
la banda passante utilizzabile:
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(*) Nota sulla efficienza: due woofer in serie, rispetto ad un singolo woofer e a
parità di tensione applicata, producono la stessa potenza acustica assorbendo
metà corrente (a bassa frequenza). Quindi la potenza acustica resta la stessa
prodotta da un altoparlante mentre la potenza elettrica assorbita si dimezza.
Il rendimento raddoppia. In generale per un array regolare di ordine n il
rendimento aumenta di n volte. Ciò è vero, come si dimostra, finché SD non
diventa “troppo grande”. |
L’utilità del concetto di altoparlante equivalente dovrebbe essere palese. Per esempio è utile per confrontare sistemi diversi ed in particolare se il volume (o l’ingombro complessivo) di un diffusore è stato sfruttato al meglio. Keele estende questo concetto anche alle trombe esponenziali (confrontando il volume occupato da una tromba con il volume occupato da un sistema a radiazione diretta con la stessa risposta in frequenza).
Un buon diffusore di riferimento è la Opera Prima 2015
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Opera Prima 2015, due vie
da stand o scaffale Con woofer 18W45UKD Sensibilità = 91.5 dB con
2.83Vrms a 1 metro (media da 200 a 10kHz) Da 150 a 300 Hz la
sensibilità è di 90 dB. Banda passante:
50Hz-28kHz a –3dB su mezzo spazio Distorsione di seconda e
terza armonica minore di 0.32% da 80 a 8kHz Distorsione di quarta e
quinta armonica minore di 0.1% da 70Hz in su. Volume 12 litri in reflex
(condotto anteriore) Impedenza nominale: 4 ohm
(minimo > 3.2) conforme alla norma DIN 45500. Misurata da Audio Review.n
367. Si noti la distorsione armonica a 90 dB. La quarta e quinta armonica
sono fuori dal grafico a partire da 90 Hz. La Opera Prima 2015 può essere utilizzata come riferimento. |
Il woofer equivalente ad un array di 9 woofer 18W45UKD ha un diametro nominale di 18” e, in 108 litri, presenta una sensibilità pari a 100.5 dB ma di 99 dB nella ottava tra 150 e 300 Hz (con la stessa estensione verso il basso della Opera Prima 2015).
Questo corrisponde ad un rendimento del 5% circa (tra 150 e 300 Hz) e un po’ minore nella ottava precedente.
Sensibilità
e fattore di direttività
In
preparazione (ma sostanzialmente inutile).
Massimo
diametro “pratico” per un woofer
I woofer sono disponibili con diametri nominali che vanno da 5 a 24 pollici e oltre (almeno uno da 30”). Tuttavia esiste un limite oltre al quale non conviene andare. Tale limite è stato stabilito con l’aiuto del sistema Quebek applicando la procedura di ottimizzazione multidimensionale riferita, non solo ai parametri di Small, ma anche alle effettive condizioni d’uso. Il criterio considera sistemi passivi a due e tre vie.
Sensibilità
e filtri cross-over passivi
È del tutto evidente che l’interposizione di filtri passivi tra l’amplificatore e l’altoparlante introduce delle perdite (causate dalle resistenza in serie delle induttanze nei filtri passa passo). È altrettanto noto che la presenza dei filtri passivi passa basso altera l’allineamento nei sistemi reflex. Anche la qualità dei componenti impiegati nel filtro cross-over ha la sua importanza (ma questo vale anche per i filtri attivi). L’ideale sarebbe realizzare sempre sistemi multiamplificati preceduti da filtri attivi. I sistemi multiamplificati, tuttavia, richiedono un amplificatore per ogni via e per ogni canale (quattro amplificatori per un sistema stereo a 2 vie e 6 amplificatori per i sistemi a tre vie) ed i filtri dovrebbero comunque essere adattati ai singoli altoparlanti usati. Un altro vantaggio dei sistemi amplificati è che consentono di ottenere buoni risultati anche con amplificatori di qualità non eccelsa. Ciò è dovuto alla ridotta intermodulazione che deriva dalla limitazione della banda passante in ingresso agli amplificatori.
I moderni filtri cross-over digitali sono molto flessibili e ancor più lo ono i sistemi basati su DSP. Se poi consideriamo le possibilità dei sistemi DRC vediamo che è possibile raggiungere virtualmente qualsiasi risultato.
Limite di utilizzo dei filtri passivi passa basso progressivi del primo e secondo tipo
I filtri passa basso progressivi consentono di superare le limitazioni degli array verticali di altoparlanti.
Limite
di utilizzo dei filtri passa basso auto compensati diretti e inversi
Il filtro autocompensato realizza un compromesso tra numero di altoparlanti utilizzati, incremento dello spostamento volumetrico, impedenza elettrica ed incremento della sensibilità. Il filtro autocompensato può essere realizzato in forma diretta ed inversa. Il filtro autocampensato è stato proposto qualche anno fa da chi scrive, il filtro autocompensato inverso è una rielaborazione del filtro compensato del dott. M. Kistanami.
La sperimentazione con i filtri autocompensati è stata condotta nel 2015 e nel 2016. La prima implementazione commerciale è stata, al momento rimandata.
Segue la Parte Quinta