Riproduzione Piccoli Segnali
di Mario Bon
7 novembre 2015
Un sistema di altoparlanti, per essere definito ad alta
efficienza, deve presentare sia una alta impedenza (8 ohm o più) che una
elevata sensibilità (superiore ad almeno 95 dB per 2.83Vrms@1metro)
Un diffusore da 8 ohm ad alta sensibilità richiede,
dall’amplificatore, una tensione di pilotaggio modesta. Ne segue che
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Un amplificatore in classe B |
mette in evidenza la distorsione di incrocio |
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Un amplificatore in classe AB |
ha una probabilità maggiore di rimanere nella zona di
funzionamento in classe A |
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Un amplificatore in classe A |
Non pone problemi |
Ne segue che, con diffusori molto efficienti, è meglio utilizzare
amplificatori in classe A pura (che sono i però i meno efficienti) o
amplificatori in classe AB ma con un buon margine di funzionamento in classe A.
L’uso di amplificatori in classe AB appare essere un buon compromesso perché al
massimo soffriranno di una certa dose di distorsione di forma che è la più
tollerabile.
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I
diffusori più efficienti funzionano meglio con gli amplificatori meno
efficienti. L’
ideale, dal punto di vista energetico,
sarebbe abbinare un diffusore molto efficiente con un amplificatore
altrettanto efficiente. Gli
amplificatori in classe D sono molto efficienti e si possono utilmente
impiegare per amplificare la gamma bassa (che è quella che richiede più
potenza). La soluzione migliore, nella multiamplificazione, è utilizzare
amplificatori in classe D per la parte bassa (anche fino a 2000 Hz) e
amplificatori in classe AB sopra tale limite. |
Un sistema di altoparlanti ad alta efficienza richiede
anche, a monte, una catena poco
rumorosa. Le questioni relative agli amplificatori
si esauriscono praticamente qui. Resterebbe da commentare la questione della forza
controelettromotrice prodotta dall’altoparlante e i “danni” che può produrre
all’amplificatore.
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La figura
mostra il segnale prodotto da un amplificatore in Classe A e in Classe B su carico resistivo. Nella
Classe A i dispositivi di uscita sono sempre
in conduzione e non si osservano discontinuità nella caratteristica di
trasferimento. Nella classe B la transizione avviene nell’intorno dello zero
(su carico resistivo) Negli
amplificatori in Classe AB (su carico resistivo) la transizione da classe A a
B avviene quando il segnale supera una certa soglia. Su carico reattivo le
transizioni avvengono ugualmente ma a
livelli di tensione diversi. Con la Classe A Dinamica la transizione
non avviene perché i dispositivi di uscita sono mantenuti in stato di conduzione
(non si spengono mai e restano in regime di funzionamento lineare). Questo
riduce l’ampiezza dei segnali di correzione che transitano nell’anello di
retroazione. Negli
amplificatori in classe SuperAB le transizione tra il funzionamento in classe
A e B è tale da ridurre l’ampiezza dei segnali di controreazione rendendo
fisicamente impossibile l’intermodulazione dinamica. Contemporaneamente, al
contrario di quanto avviene negli amplificatori in classe AB, l’impedenza di
uscita diminuisce. |
L’altoparlante dinamico ha due elementi elastici resilenti:
il rim (bordo esterno) e lo spider (sospensione interna). Teoricamente il rim
dovrebbe essere privo di elasticità. Se il rim è realizzato in gomma naturale
(o simile) è lineare e praticamente esente da isteresi. Ciò significa che lo
smorzamento, nel rim, è proporzionale
alla velocità.
Lo spider, invece, è generalmente realizzato in tessuto
imbibito di collanti (il metallo per fortuna è stato abbandonato) ed è sede di
attrito di natura viscosa, strutturale e colombiana. Lo spider soffre di
isteresi. Se lo spider è di qualità insufficiente possono manifestarsi dei
problemi nel passaggio nell’intorno dello zero (attrito coulombiano). In tal
caso la distorsione armonica, al crescere dello spostamento, prima diminuisce e
poi riprende a crescere. A parte questo, per riprodurre un suono ad un certo
livello SPL, due altoparlanti, di pari superficie di radiazione, si spostano
della stessa quantità ed alla stessa velocità. Questo è indipendentemente dalla
loro efficienza o sensibilità (l’unica differenza è la potenza
necessaria).
In sostanza non ci sono motivi di principio per cui un
altoparlante ad alta sensibilità dovrebbe riprodurre “più fedelmente” i piccoli
segnali (o microdettagli che dir si voglia) sempre che lo smorzamento non sia
tale da limitare lo slew rate meccanico. Caso mai può avvenire il contrario
visto che un cono “leggero”, specie se in carta, presenta break up a frequenze
piuttosto basse, un effetto coincidenza attorno a 700 Hz (che spesso coincide
con le risonanze del rim) e, come se non bastasse, può produrre anche
distorsione sub armonica.
In letteratura è stato dimostrato più volte che un diaframma
rigido produce meno distorsione di un diaframma “morbido”. Purtroppo rigidità e
leggerezza non vanno sempre di accordo.
Oggi (novembre 2015) si sta sperimentano un nuovo tipo di spider, denominato BC, a repulsione magnetica il quale, essendo privo di massa, consente di superare tutti i difetti degli spider convenzionali (in particolare le onde stazionarie e la non linearità). Strutturalmente, questo spider presenta una caratteristica complementare all’andamento del fattore di forza in funzione dello spostamento nel traferro che consente di aumentare l’escursione lineare dell’apparato mobile Xmax del 50% a parità di altezza del traferro e della bobina mobile. Ma la cosa ancora più curiosa è che le piastre polari possono essere del tipo più economico perché il fattore di forza si autocompensa. Il sistema richiede , oltre ad un normale magnete in ferrite, un minimo di tre piccoli magneti al samario. Grazie al recupero del campo disperso (attraverso una normale tazza) il campo B aumenta del 12% circa. Le correnti di Focault, che scorrono nel polo centrale in direzioni opposte, si annullano a vicenda riducendo la distorsione in gamma media in modo consistente anche in assenza di anelli stabilizzatori del flusso.
Il prototipo è stato sviluppato da una idea del dott. M.
Kistanami mentre cercava di risolvere un particolare problema di una lente
magnetica per super conduttori.