Il test “ideale” per i diffusori acustici
di Mario Bon
9 gennaio 2012
(corretto il 13 dicembre 2012, 24 marzo 2017)
Il test ideale, secondo chi
scrive, dovrebbe essere basato su giudizi soggettivi con l’ausilio di poche
misure di controllo. Le misure indispensabili sono:
-
risposta in ambiente con rumore a terzi di ottava nel punto
di ascolto (eventualmente la Sensibilità, livello SPL ottenuto con 2,83 Vrms a 1 metro)
-
misura dell’impedenza elettrica con indicazione del minimo
della parte reale dell’impedenza
-
spostamento volumetrico degli altoparlanti impiegati in
particolare del woofer (dovrebbe essere fornita direttamente dal produttore del
sistema).
La misura di risposta in ambiente
serve anche per capire se i diffusori sono stati convenientemente posizionati.
Un generatore di rumore rosa e un analizzatore di spettro a terzi di ottava si
trovano in rete gratuitamente o a costi nell’ordine dei 100$. Per quanto riguarda il microfono ne esistono
di economici ma calibrati (per esempio UMIK-1 https://www.minidsp.com/products/acoustic-measurement/umik-1
)
L’unico grafico irrinunciabile è
quello dell’impedenza elettrica (modulo, fase e minimo della parte reale
dell’impedenza). Tutti gli altri grafici sono opzionali perché conta la qualità
percepita della riproduzione. Questo vale se chi ascolta è in grado di valutare
quindi deve avere una esperienza di ascolto di musica riprodotta e una certa
esperienza anche di musica dal vivo. Qui di seguito la scheda con i giudizi
soggettivi e i risultati delle misure.
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Attributo |
Giudizio
e Misure |
Voto |
|
Calore |
ogni strumento è
timbricamente perfetto. (eventuale misura della risposta in frequenza) |
0<=A<=10 |
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Fatica da ascolto |
nessun affaticamento anche dopo
ascolti prolungati (eventuale misura della
distorsione integrale) |
0<=B<=A |
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Chiarezza |
Definizione orizzontale: ottima Definizione verticale:
fantastica (eventuale misura della waterfall, ETC, risposta allo
scalino, ecc.) Nota: per un sistema a più vie si potrebbe esprimere un giudizio
per la Chiarezza di bassi, medi e alti separatamente. |
0<=C<=B |
|
Spazialità |
Il diffusore è fornito
in coppie speculari La massima differenza
tra i due diffusori è di 0,5 dB a 7000 Hz… Palcoscenico sonoro: Larghezza: ottima Altezza: fantascientifica Profondità: stellare (anche se
dipende dalla registrazione) Palcoscenico sonoro
assolutamente credibile, piacevole, palpabile … |
0<=D<=C |
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Forza |
Sensibilità pari a
86dB per 2.83Vrms a 1 metro. Lo spostamento volumetrico
del woofer vale 0.1 litri. Si consigliano amplificatori a
partire da almeno 100 Watt RMS per ambienti fino a 40 metri quadri. |
0<=E<=10 |
|
Brillanza |
Il diffusore dispone di una
sorgente ausiliaria che non interferisce con il suono diretto. |
-10<=F<=10 |
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Interfaccia ampli-diffusore |
Minimo modulo dell’impedenza =3.8 ohm a 150 Hz,
rispetta la norma DIN. Massima rotazione di fase 30° a 60Hz Minimo della parte reale dell’impedenza =3.6 ohm
a 150 Hz. Carico talmente facile che mentre suona l’entropia
dell’Universo diminuisce. |
0<=G<=10 |
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Interfaccia Diffusore-ambiente |
Suona bene anche capovolta e
appesa al soffitto ma richiede un ambiente a pianta ottagonale. |
0<=H<=10 |
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Estetica |
materiali e finiture di eccellente
qualità: cabinet realizzato in osmio da 5 centimetri di spessore, tempestato
di diamanti e smeraldi. Cablaggio interno con cavi solid core in argento AWG
10. |
0<=I<=10 |
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Concretezza |
Costruttore serio con ottimo
servizio di assistenza post vendita che interviene grazie alla lettura
telepatica del pensiero dell’utente. In caso di guasto il diffusore viene
sostituito con una coppia nuova e l’utente indennizzato con l’equivalente del
suo peso in oro (polizza Montezuma).
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0<=L<=10 |
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Voto complessivo per Qualità
Sonora |
max 60 |
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Voto complessivo per
I’interfacciabilità |
max 20 |
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Voto Estetica |
max 10 |
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Voto Concretezza |
max 10 |
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Totale |
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max 100 |
Comunque il diffusore riceve quattro votazioni distinte: qualità sonora, interfacciabilità, estetica e concretezza. Il voto totale interessa solo se è molto vicino a 100 (da 96 in su). Quello sulla Qualità Sonora è quello che serve di più assieme alla interfacciabilità. Con questo tipo di valutazione potremo avere diffusori che suonano bene, difficili da pilotare, molto belli, ma prodotti in un sottoscala.
Il rapporto qualità prezzo, o lo
stesso prezzo, non rientrano nella valutazione. Ciascuno decide se vuole
spendere privilegiando l’estetica o la qualità sonora. Se, sfortunatamente, un
diffusore suona molto bene ma è in oro massiccio potrà interessare a qualche
sceicco. Se, ancora sfortunatamente, il diffusore suona divinamente ma è brutto
come l’anno della fame.. chi vuole se lo compra oppure fa a meno. Esistono
anche diffusori che costano molto, sono bellissimi ma lasciano a desiderare
come prestazioni.
La valutazione del prezzo
scaturisce dal confronto tra diffusori diversi. Per esempio si può confrontare il prezzo di diffusori che hanno
lo stesso voto nella “qualità sonora” e decidere di acquistare quello più
economico anche se è esteticamente orribile. Al contrario si potrà scegliere di
acquistare un diffusore bellissimo ma che suona così e così.
Un altro criterio di valutazione
può essere lo spazio occupato dal diffusore o se è gradito al resto della
famiglia.
Votazione:
|
Criterio di attribuzione dei punteggi per gli attributi
“quasi ortonormali” e “ortonormali”. |
Punteggio per il minimo della parte reale dell’ impedenza
Correzione della valutazione dell’impedenza per il valore
del massimo sfasamento. |
I voti non devono essere necessariamente numeri interi. Si
noti il modo di attribuire i punteggi. Gli attributi del diffusore si dividono
un due gruppi:
-
quelli che sono effettivamente ortogonali (indipendenti) tra
loro (punteggio da 0 a 10)
-
quelli che sono uno il prerequisito del successivo (A, B, C,
D) evidenziati in giallo (quasi ortogonali)
Il primo attributo è il Calore (o
bilanciamento timbrico). Una carenza di Calore si riflette sulla Fatica da
Ascolto quindi la valutazione della Fatica da Ascolto non potrà essere più alta
della valutazione data al Calore (a rigore la Fatica da Ascolto non dipende
solo dalla distorsione).
Per esempio se il Calore vale 8,
la Fatica da Ascolto al massimo potrà ricevere 8. Lo stesso vale per Chiarezza
e Spazialità. In questo modo non potrà mai capitare che un diffusore con scarsa
Chiarezza possa avere una spettacolare Spazialità. Diventa anche difficile
ottenere dei punteggi elevati senza i “fondamentali a posto” (Calore, Fatica da
ascolto e Chiarezza). In particolare se il Calore non è buono la valutazione si
abbassa parecchio. Nell’attribuire il punteggio è più facile procedere al
contrario: per esempio attribuire 9.5 alla Spazialità (quasi perfetta) e
procedere a ritroso (attribuendo per esempio 10 a Chiarezza, Fatica da Ascolto
e Calore). Se un diffusore provoca Fatica da Ascolto si può attribuire a questo
attributo un 7 che condizionerà Chiarezza e Spazialità. Del resto un diffusore
affaticante non può in nessun caso ricevere un punteggio elevato.
La Brillanza è un parametro
particolare perché dipende dalla disponibilità di una sorgente ausiliaria (un
dipolo o un diffusore omnidirezionale possono essere considerati come se
avessero una sorgente ausiliaria). Tale sorgente non deve interferire con il
suono diretto (altrimenti compromette la Chiarezza) per questo motivo è
prevista la possibilità di un voto negativo che significa che, se la sorgente
ausiliaria non ci fosse, il diffusore funzionerebbe meglio. L’interfaccia
diffusore-ambiente può valere zero per quei diffusori impossibili da
posizionare. Un diffusore a radiazione diretta senza sorgente ausiliaria si
trova con 10 punti in meno ma anche un diffusore con sorgente ausiliaria
potrebbe non ricevere punti o addirittura un punteggio negativo.
Questo sistema di valutazione non
è perfetto ma almeno considera tutti gli aspetti del diffusore e soprattutto
distingue la qualità della riproduzione, l’interfacciabilità e l’estetica.
Il test di ascolto va effettuato
con sorgenti e amplificatori di ottima qualità. In particolare l’amplificatore
deve avere un fattore di smorzamento minimo pari a 100 ed i cavi resistività
molto bassa (AWG 6 con guaina in PP, PE o teflon). Per valutare la sensibilità
del diffusore rispetto al fattore di smorzamento dell’amplificatore si deve
utilizzare lo stesso amplificatore ma collegare all’uscita di questo una
resistenza che ne aumenti (in modo controllato) l’impedenza di uscita.
Tale resistenza va realizzata
collegando in parallelo più resistenze a strato metallico (MOX) fino ad
ottenere il valore e la dissipazione desiderate.
Per valutare un diffusore in funzione dell’utilizzo di un
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amplificatore a stato solido |
La massima resistenza da utilizzare vale 0.39 ohm
(corrispondente ad un fattore di smorzamento pari a 20 su 8 ohm). |
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Amplificatore a valvole |
La massima resistenza da utilizzare vale 2 ohm
(corrispondente ad un fattore di smorzamento pari a 4 su 8 ohm). |
Naturalmente, per quanto riguarda la valutazione con
amplificatori a valvole, si possono usare resistori di valore inferiore a 2 ohm
(per esempio 1 ohm per simulare un fattore di smorzamento pari a 1).
In questo caso sarebbe opportuno produrre la risposta ai
morsetti del diffusore con più valori di resistenza in serie.