di Mario
Bon
26
febbraio 2012
riletto 19
novembre 2012
In
passato per caratterizzare un diffusore acustico si eseguiva la risposta al burst
(dall’inglese: scoppio, esplosione, scatto, scroscio).
.

In questa misura il sistema sotto test (DUT = Device Under
Test = dispositivo sotto test) viene stimolato con dei "treni d'onde
sinusoidali" centrati su diverse frequenze. In tal modo si evidenziano i
fenomeni di interferenza tra i diversi altoparlanti, l’effetto di sorgenti
secondarie, i break up delle membrane e altre cose interessanti.
Particolarmente significative sono le risposte al burst in corrispondenza delle
regioni di cross-over nei sistemi multivia. Per una analisi completa servono un
gran numero di rilevazioni a frequenze diverse.
La risposta al burst è comunque una misura valida anche se
soffre degli stessi difetti della risposta in frequenza (in asse):
sostanzialmente dipende dalla scelta della posizione e distanza del microfono
di misura. Per diffusori a due vie, dove la distanza dei centri acustici di
tweeter e woofer e inferiore alla lunghezza d’onda della frequenza di incrocio,
ponendo il microfono ad un metro di distanza in asse tra woofer e tweeter si
ottiene una misura credibile. Quando l’estensione della sorgente supera il
mezzo metro il microfono dovrebbe essere posto ben oltre il metro o la misura
diventa sensibile anche rispetto a piccoli spostamenti del microfono.
Con le prime schede di acquisizione digitali corredate di
programmi specifici per le misure audio (vds Clio e MLSSA) la
rappresentazione Waterfall è diventata
popolare (diagrammi di decadimento e accumulazione).
Per inciso si deve ricordare che queste schede, pur ottime,
non fanno miracoli e non possono sopperire più di tanto alla mancanza di un
ambiente adatto alle misure. In generale o l’ambiente di misura è molto grande
oppure deve essere anecoico. Fine dell’inciso.
La Waterfall rappresenta la risposta al burst a tutte le
frequenze. In particolare il diagramma di accumulazione rappresenta l’attacco
(la salita del segnale) mentre il diagramma di decadimento rappresenta il
rilascio (la fine del segnale). Per ottenere la stessa quantità di informazioni
si dovrebbe ripetere la misura al burst per migliaia di volte. La waterfall è
una misura correlata alla Chiarezza.
Nel seguito daremo la dimostrazione matematica che sta alla
base della implementazione e della interpretazione della waterfall.
Per prima cosa la waterfal non è una misura ma un
particolare modo di rappresentare la
misura al burst. Waterfall significa cascata e in effetti la waterfall assomiglia
ad una cascata di risposte in frequenza. Forse per questo alcuni interpretano
la waterfall come un insieme di risposte in frequenza "ad istanti
diversi". Nulla di più sbagliato. Come si dimostra nel seguito la
waterfall rappresenta la risposta del DUT ai burst sinusoidali.
Il burst.
Un burst è un segnale transitorio ottenuto moltiplicando una
sinusoide per un paio di segnali a gradino (funzione di Heaviside). Il tutto
viene regolato in modo che la sinusoide parta da zero e percorra un numero
intero di periodi. La figura è molto più chiara di ogni spiegazione.
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Quando un altoparlante viene alimentato con un burst, la
pressione prodotta, rilevata dal microfono, ha un aspetto simile a quello
mostrato in figura.

Si distingue il transiente di salita e il transiente di
discesa. Se il burst dura abbastanza a lungo tra la salita e la discesa si
osserva la risposta "in regime stazionario". Se il burst dura
abbastanza a lungo in questa zona si sovrappongono i contributi delle sorgenti
secondarie (per esempio gli spigoli del cabinet) o delle riflessioni
dell’ambiente. Nel tratto “stazionario” è possibile misurare la distorsione
armonica.
La figura che segue mostra un “diagramma di decadimento”
(Cumulative Spectral Decay). In realtà non ha nulla di “spettrale” perché rappresenta
un insieme di risposte nel dominio del tempo
(anche se ottenuta eseguendo una serie di trasformazioni di Fourier).

Vediamo come si ottiene questa Waterfall. Ricordiamo che:
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Funzione di Heaviside
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Burst
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Integrale di Fourier |
Un sistema lineare è descritto dalla funzione h(t) tale per
cui l’uscita del sistema y(t) è data dalla convoluzione di h(t) con lo stimolo
di ingresso x(t)
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Scriviamo l’uscita per esteso: |
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consideriamo l’uscita all’istante t1: |
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E riscriviamola come segue: se w è costante y(t1) è uno scalare. (l’esponenziale in t1
è una costante - non dipende da T – e viene fattorizzato) |
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Se w è variabile y dipende da t1 e da w. Passando al
modulo l’esponenziale in t1 scompare (modulo=1) |
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Ora se w rimane costante y(t1) è uno scalare e abbiamo
semplicemente riscritto la convoluzione in una forma diversa. Ma se non assegniamo
un valore ad w allora y(t1) diventa
y(t1,w) e si può leggere l’integrale come la trasformata di Fourier di
H(t1-T) H(T) moltiplicata per il fattore di fase exp(jwt1).
Nel caso particolare in cui sia t1=0 si ottiene lo spettro
di y.

Ne segue che y(t1,w) al variare di t1 fornisce i valori di
ampiezza della risposta al burst all’istante t1 per ogni w (diagramma di
accumulazione). Dato che interessa il valore del modulo dello spettro
l’esponenziale in t1 non è rilevante (modulo unitario, il modulo del prodotto e
uguale al prodotto dei moduli). Utilizzando come stimolo il burst rappresentato
di seguito si ottengono i diagrammi di decadimento.

Figura: ipotetica risposta
impulsive e funzione di Heaviside per la pesatura,

esempi di waterfall (decadimento) per tre diversi tweeter
SEAS
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Diagrammi
di accumulazione e decadimento presentati su 60 dB di dinamica. I decadimento
riguarda i primi 2 millisecondi (da AudioVisione). Anche se l’enorme quantità
di dettagli rende difficile la lettura si notano bene delle code in gamma
media. In
questo caso si vede bene come dopo due millisecondi rimane ancora una
quantità di energia da smaltire. Pulire una waterfall è molto facile: basta
restringere la dinamica della misura e una quantità di dettagli scompaiono.
Qui l’analisi si estende fino a 12500 Hz. Per
essere coerenti con la definizione di T60 la dinamica di questa misure
dovrebbe essere di 60 dB. |