Fattore di Cresta del Campo Sonoro in Ambiente
di Mario Bon
13 novembre 2016, corretto il 26 dicembre 2019
Definizioni dei termini
usati:
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Campo diretto |
Costituito dal suono che raggiunge
l’ascoltatore senza incontrare ostacoli. Il campo diretto è lo stesso in
qualsiasi ambiente. |
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Campo riflesso |
Costituito da qualsiasi suono che giunge
all’ascoltatore dopo aver subito almeno una riflessione (diffrazione,
diffusione). |
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sorgenti coerenti |
Due sorgenti si dicono coerenti se i loro
contributi si sommano in ampiezza (producendo interferenza) |
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sorgenti incoerenti |
Due sorgenti si dicono incoerenti se i loro
contributi si sommano in potenza (senza produrre interferenza) |
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Sorgenti |
Campo diretto |
Campo riflesso |
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coerenti |
la sovrapposizione di due sorgenti coerenti di
pari livello comporta l'aumento del livello SPL complessivo di 6 dB massimi
(interferenza costruttiva, somma in fase) o di meno infinito dB (interferenza
distruttiva, opposizione di fase). |
Con due sorgenti di
pari potenza attive (coerenti o incoerenti) la potenza acustica aumenta di 3
dB In camera anecoica il
campo riverberato è assente. La camera anecoica non è un mboente adatto alla
riproduzione della musica |
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incoerenti |
la sovrapposizione di due sorgenti incoerenti
di pari livello comporta l'aumento del livello SPL di 3 dB in tutto lo
spazio. |
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Valore RMS |
Radice quadrata della somma di quadrati dei
valori divisa per il numero di valori. |
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Livello SPL |
Il livello è il logaritmo di un rapporto
moltiplicato per 10 espresso in deciBell. Nel caso del livello SPL si
considera il rapporto tra valore RMS della pressione e la pressione di
riferimento pari a 20 micro Pascal. |
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Ambiente sabiniano |
È un ambiente il cui tempo di riverberazione è correttamente
previsto applicando l’espressione di Sabine (o di Eyring). Ciò richiede che
le dimensioni del locale siano “regolari” che le pareti abbiamo coefficiente
di fonoassorbimento omogeneo ed omogeneamente distribuito. Gli ambienti
domestici non sono sabiniani ma ci assomigliano abbastanza. Se si vuole
produrre un qualche tipo di stima, non si può fare a meno di considerarli
tali. |
.
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La distanza critica (o raggio di riverberazione)
aumenta con la radice del fattore di direttività. |
La distanza critica è quella distanza dalla sorgente dove
l’SPL del campo diretto è uguale all’SPL del campo riflesso. Q = fattore di direttività della sorgente T60 = tempo di riverberazione V = volume dell’ambiente Per Q=1 la sorgente è omnidirezionale, Q=2 per una
sorgente che irradia su mezzo spazio. Per valori superiori diventa più
direttiva. La voce umana possiede Q=2.5 circa. Una tromba tipicamente arriva
tra 10 e 26. Dove Q/T60 è costante la distanza critica è costante. |
La domanda è: possiamo
riprodurre lo stesso fattore di cresta del programma musicale registrato? La risposta è:
-
sì ma in camera anecoica
-
in ambiente domestico no
Se non possiamo
riprodurre i fattore di cresta significa che è inutile “alzare il volume” per
aumentare la pressione di picco.
Sappiamo che in
generale:
-
I campi prodotti da sorgenti coerenti si sommano in ampiezza
(interferenza)
-
I campi prodotti da sorgenti incoerenti si sommano in potenza.
Una sorgente, in un
ambiente chiuso produce il campo diretto ed il campo riflesso. Supponiamo che
l’ambiente considerato sia sabiniano in modo che il campo riflesso sia
perfettamente diffuso. Le considerazioni che seguono, quindi, non valgono dove
il tempo di riverberazione T60 non è definito (per esempio dove i modi normali
sono dominanti).
Nella regione di
frequenze dove il T60 è definito, il campo riflesso ed il campo diretto sono
incoerenti per definizione e si sommano in potenza. Per calcolare il fattore di
cresta si applica la definizione:
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Fattore di Cresta |
Il rapporto tra il valore di picco ed il
valore RMS di un segnale: FC = pk/RMS
da cui pk=FC RMS Il Fattore di Cresta deve essere misurato
direttamente. |
Supponendo che il picco del
suono diretto si uguale al picco del programma musicale registrato (il sistema
di riproduzione non comprime) dobbiamo calcolare
-
il picco del campo diretto
-
il valore RMS del campo diretto
-
il valore RMS del campo riflesso
fare una somma e
calcolare un rapporto. Possiamo notare subito che, se il punto di ascolto si
trova alla distanza critica, il fattore di cresta totale (diretto+riflesso) è
la metà del fattore di cresta del solo suono diretto (per definizione di
suono diretto, riflesso e distanza critica). Ne segue che a qualsiasi altra
distanza maggiore della distanza critica il FdiC sarà inferiore alla metà del
fattore di cresta del campo diretto fino a raggiungere, ad un certo punto, il
valore del FdiC del solo campo riflesso
Questa osservazione
esclude che, in ambiente domestico si posso riprodurre il fattore di cresta del
programma musicale registrato. Le registrazioni possono tenere conto di questo
fatto e contenere meno riverberazione rispetto all’originale in modo che quella
“mancante” possa essere aggiunta dall’ambiente. Ma questo implicherebbe che:
-
il sistema di altoparlanti utilizzato non fosse ad alta
direttività (altrimenti potrebbe non generare campo riverberato sufficiente)
-
l’ambiente debba possedere dimensioni e tempo T50 stabiliti da chi
prepara la registrazione.
-
Ogni registrazione
richiederebbe un ambiente di dimensioni e t60 diversi (che non è la filosofia
della riproduzione ad alta fedeltà).
Ciò non significa che il
sistema di altoparlanti utilizzato non debba essere in grado di replicare il
fattore di cresta del programma da riprodurre. Anzi questa è una condizione
necessaria.
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La linea orizzontale rappresenta l livello RMS
del campo riverberato in un ambiente sabiniano. La linea tratteggiata rappresenta l’andamento
dell’RMS del campo diretto. Dove i due livelli sono uguali (alla distanza
critica) l’RMS complessivo risulta 3 dB più alto. In quel unto il fattore di cresta del campo
diretto si dimezza. |
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In un ambiente non sabiniano il valore dell’FC del campo acustico
riflesso dipende da dove e come viene riflesso il suono (per esempio ci possono essere riflessioni
coerenti da ampie pareti piane e riflettenti). |
.
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I due canali di un sistema stereo sono parzialmente coerenti: -
la parte coerente (dxc,sxc) proveniente da dx
e sx dà origine al canale centrale virtuale, -
la parte coerente (dxn,sxn), ma ortogonale
alla precedente, proveniente da dx e sx, dà origine a sorgenti virtuali distribuite lungo la
congiungente dei due diffusori (per ogni n) (*) -
la parte incoerente (dxi.sxi) proveniente da
dx e sx dà origine a sorgenti che coincidono con un singolo canale (sorgenti
reali) (*) con opportuni processi si può far sembrare che i suoni
provengano da qualsiasi direzione in sostanza affinché
le cose funzionino, dxc, dxn e dxi devono essere tra loro ortogonali in che significa
separabili nel dominio del tempo, nel dominio della frequenza o nel dominio
della coerenza. |
Per effetto Haas la riverberazione che proviene dalla stessa direzione del campo diretto viene attenuta dall’apparato uditivo di circa 10dB. Questo avviene sia durante la riproduzione che “dal vivo” ma dal vivo la riverberazione che proviene dalla stessa direzione del suono diretto è minima.
Per mantenere una
corretta prospettiva della scena sonora, è necessario che la combinazione
sorgente+ambiente definisca una distanza critica costante (o poco variabile)
con la frequenza.
In un ambiente con tempo
di riverberazione costante questo richiede una sorgente con fattore di
direttività Q costante oppure con un Q
che abbia lo stesso andamento del T60 (per esempio ambienti con T60
progressivamente decrescente sorgenti con Q
progressivamente decrescente, solo che, di norma, avviene il contrario
perché T60 tende a diminuire mentre Q tende ad aumentare con la frequenza).
I sistemi di
altoparlanti più “delicati”, anche sotto questo aspetto, restano quelli più
direttivi.