Il Fattore di smorzamento
dell’amplificatore
di Mario Bon
30 ottobre
2011 , riletto 23 marzo 2017
Paragrafi presenti in questo capitolo:
Definizione di Fattore di Smorzamento
Come aumentare il fattore di Smorzamento
Qual è l’effettivo fattore di smorzamento visto dal woofer
(o da un altoparlante in generale)?
Effetti del fattore di smorzamento sulla risposta in
frequenza del diffusore acustico
La misura del fattore di smorzamento
Conclusioni
Il Fattore di Smorzamento dell’amplificatore - esperimenti
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Definizione di Fattore di Smorzamento
Il “fattore di smorzamento”, per definizione, è il rapporto
tra l’impedenza di carico e l’impedenza di uscita Rout dell’ amplificatore.
Come impedenza di carico si assume convenzionalmente un resistore da 8 ohm.
Impedenza
del carico
Fattore di smorzamento =
---------------------------------------------------------- = 8/Rout
Impedenza
di uscita dall’amplificatore
In base alla definizione, dimezzando il carico (da 8 a 4 ohm) il fattore di smorzamento si dimezza.
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Fattore di Smorzamento su 8 ohm |
Rout |
Note |
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500 o più |
<0.016 ohm |
Amplificatore stato solido molto retroazionato |
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200 |
0.040 ohm |
Amplificatore stato solido retroazionato |
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100 |
0.080 ohm |
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50 |
0.16 ohm |
Amplificatore stato solido poco retroazionato |
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24 |
0.333 ohm |
Ampli a valvole |
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20 |
0.400 ohm |
Minimo valore accettabile (variazioni di 0.2 dB su 8 ohm) |
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10 |
0.8 ohm |
Cominciano i problemi |
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2 |
4.00 ohm |
Monotriodo non retroazionato (eccessivo) |
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1 o minore di 1 |
Maggiore di 8 ohm |
Valore non accettabile per diffusori commerciali. (variazioni di oltre 6 dB su 8 ohm) |
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0 |
infinito |
Amplificatori in corrente (OTL a valvole) |
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Valori tipici del fattore di smorzamento. Si noti la differenza tra gli amplificatori allo stato solido e quelli a valvole. |
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Dato che l’impedenza di un diffusore, tranne casi
particolari, è molto lontana dall’essere costante, il valore del fattore di smorzamento
assume un significato diverso a seconda dell’andamento dell’impedenza con la
frequenza del diffusore. Certo che, se è molto alto (per es. superiore a 100) e
soprattutto costante con la frequenza, difficilmente potrà dare problemi.
Il fattore di
smorzamento misura indirettamente una serie di caratteristiche
dell’amplificatore retroazionato che vanno dalla risposta in frequenza ad
anello aperto, al fattore di retroazione fino alla massima tensione prodotta
sul carico al variare del carico stesso.
Noto il
Fattore di Smorzamento (per esempio 80 su 8 ohm) si risale al valore di Rout
dell’amplificatore (8:0.80= 0.1 ohm).
E’ preferibile un fattore di smorzamento moderato (pari a
50) ma costante con la frequenza, piuttosto che uno di 300 che diminuisce con
la frequenza a partire da 1000 Hz: questo infatti indica che la risposta in
frequenza ad anello aperto dell’amplificatore è limitata, appunto, a circa 1000
Hz. La limitazione della larghezza di banda ad anello aperto è una delle cause della distorsione in
generale e della distorsione di
intermodulazione dinamica in
particolare.
In generale
il fattore di smorzamento dipende dalla frequenza e può diminuire sia verso le
basse frequenze (accoppiamento in alternata) sia verso le alte frequenze (diminuzione
del guadagno ad anello aperto verso le alte frequenze). Tutti gli amplificatori
allo stato solido retroazionati presentano una impedenza di uscita di natura
induttiva che, a volte, viene compensata con reti RC, poste in parallelo
all’uscita, dette reti di Zobel. La
rete di Zobel è una compensazione applicata all’uscita dell’amplificatore
e riduce il guadagno ad anello aperto
alle alte frequenze. Le reti di Zobel si utilizzano per impedire
all’amplificatore di auto oscillare su carichi reattivi ma anche per adattare
l’impedenza di uscita dell’amplificatore alla impedenza dei cavi di potenza
(alle frequenze oltre la banda audio). Se la rete di Zobel è presente non va
tolta perché potrebbe servire.
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Amplificatore non invertente, retroazionato
con una rete di compensazione in uscita composta da due reti di Zobel (rossa
e blu) e una cella RL parallelo (verde). La RC rossa riduce il guadagno ad anello aperto. La rete
di compensazione, nel suo complesso, serve per evitare auto oscillazioni ad
alta frequenza. Alcuni la vedono come un modo per disaccoppiare il carico
altri per adattare l’impedenza del cavo (sempre ad alta frequenza). In ogni modo queste reti alterano (in peggio) il fattore
di smorzamento. |
Sia l’impedenza
del diffusore acustico (carico) che il fattore di smorzamento dipendono dalla
frequenza. Questa dipendenza dalla frequenza è una delle cause del diverso
“suono” degli amplificatori e, più in generale, della terna amplificatore+cavo+diffusore. Anche per
questo è importante scegliere diffusori acustici con impedenza regolare (poco
variabile) e minimi non inferiori a 3.2 ohm per il modulo e 3 ohm per la parte
reale dell’impedenza. L’ideale sarebbe contenere le rotazioni di fase entro più
o meno 20° (più o meno 36° al massimo).
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Per contenere
le rotazioni di fase la Dahlquist DQ10 aveva un resistore da 8.2 ohm posto in
parallelo ai morsetti del woofer (anch’esso da 8 ohm). Questo riduce in modo significativo le rotazioni difase a
bassa frequenza (le peggiori) ma dimezzava l’efficienza del woofer. |
Come
aumentare il fattore di Smorzamento
Ci sono due modi per aumentare il fattore di smorzamento (o diminuire l’impedenza di uscita che è lo stesso):
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Impiegare più dispositivi di uscita tra loro in parallelo (transistors, mosfet, valvole) |
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Aumentare il tasso di controreazione |
Si noti che, impiegando un numero abbastanza alto di dispostivi di uscita (tubi, MOSFET, transistore, ecc) in parallelo, si possono ottenere fattori di smorzamento alti anche senza (o con modesta) retroazione. Il tasso di retroazione, in condizioni opportune, non è necessariamente un male.
Anche aumentare il numero dei dispositivi di uscita ha le sue controindicazioni: ogni transistor o mosfet presenta una certa capacità di ingresso, più ce ne sono più la capacità aumenta e tanto maggiore deve essere la corrente di pilotaggio (pena un decadimento dello Slew rate).
Andiamo ai
morsetti del woofer e guardiamo verso l’amplificatore: la prima cosa che
troviamo è il filtro cross-over, quindi la morsettiera di collegamento del
diffusore, il cavo di potenza ed infine l’amplificatore. Il fattore di smorzamento
effettivamente “visto” dal woofer dipende da tutti questi elementi e risulta
sempre più basso di quello dell’amplificatore da solo.
Sulla base
di questa situazione i tecnici della JBL sostengono che è inutile perseguire un
fattore di smorzamento elevato. Consideriamo la figura che segue:

qui si vede il circuito equivalente dell’altoparlante
dinamico pilotato da un generatore di tensione E e impedenza interna Rout (che
rappresenta l’amplificatore). Il filtro cross-over non è presente. L’impedenza
dell’altoparlante è rappresentata dalla serie di Re e Le e dal gruppo in
parallelo Res, Les e Ces che forma l’impedenza Zes. Zes rappresenta il
generatore BLv dove v è la velocità del diaframma. Ora il generatore BLv “vede”
verso l’amplificatore (il generatore E) la serie di tre elementi Re+jwLe+Rout.
Dato che Re assume valori compresi tra 2.8 e 6.4 ohm (raramente superiori o
inferiori) i tecnici JBL si chiedono: a cosa serve diminuire Rout se Re è così
alta?
Visto che producono diffusori acustici lo dovrebbero saperlo bene: serve a prevenire alterazioni della risposta in frequenza del diffusore dato che il diffusore stesso è progettato nell’ipotesi che Rout sia nulla e che la risposta in frequenza misurata all’uscita dell’amplificatore sia piatta (nel punto A).
Infatti la tensione ai capi dell’altoparlante vale Vout =
E (Zes+Ze)/( Zes+Ze+Rout). Se Rout è
nulla risulta che Vout=E.
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Quello che conta è la risposta in frequenza misurata ai morsetti di ingresso del diffusore acustico quindi l’impedenza del cavo e Rout devono essere le minime possibili. Questo serve a garantire che la
risposta in frequenza del diffusore sia più vicina a quella prevista in sede
di progetto. |
La grande
variabilità della impedenza dei diffusori, cavi e fattore di smorzamento
origina una infinità di “accoppiamenti”
o “sinergie” più o meno felici con differenze sonore ben udibili e altrettanto ben
misurabili. Le variazioni sulla risposta in frequenza, causate
dall’accoppiamento ampli+cavi+diffusori, va da frazioni di dB a 4 dB (e
oltre). Nelle figure che seguono sono
riportati alcuni esempi di risposta in frequenza misurata ai capi di un diffusore
con amplificatori diversi. Quelle illustrate sono certamente variazioni
udibili.
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Alterazione
della risposta in frequenza di diversi amplificatori (valvole e stato solido)
misurata con un diffusore collegato. Si osservano variazioni di 2 dB. (grafico a 2 dB divisione) (da SUONO) |
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A sinistra: Monotriodo non retroazionato: su carico di 8 ohm
e su carico fittizio (nella figura a destra) simile alla impedenza di un
diffusore acustico (1dB/divisione). Stranamente il carico fittizio presenta il minimo sulle
medio alte anziché tra 100 e 300 Hz come riscontrato nella maggioranza dei diffusori
commerciali. |
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Minima
Impedenza del diffusore |
Massima
attenuazione accettabile |
Massima
resistenza in serie |
Fattore
di smorzamento corrispondente su 8 ohm |
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2 |
0.10 dB |
0.024 |
333 |
|
3 |
0.10 dB |
0.035 |
228 |
|
4 |
0.10 dB |
0.0465 |
172 |
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6 |
0.10 dB |
0.0695 |
115 |
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8 |
0.10 dB |
0.100 |
80 |
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Fattore
di smorzamento (amplificatore + cavi) necessario per ottenere 0.1 dB di
attenuazione in corrispondenza del minimo di impedenza. Una variazione di 0.1
dB probabilmente è udibile solo con rumore rosa in commutazione rapida. Con
programma musicale è difficilmente udibile. |
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Per misurare il fattore di smorzamento di deve misurare l’impedenza
di uscita dell’amplificatore (Rout), Un modo semplice per farlo è applicare un
segnale sinusoidale all’amplificatore, regolare il volume per ottenere una
certa tensione sul carico (una resistenza da 8 ohm) è utilizzare la formuletta
del partitore di tensione resistivo. Note la tensione a vuoto (senza
carico) con carico collegato (Avin) e
la resistenza di carico si risale al valore di Rout.
Vout = AVin Zcarico/
(Rout + Zcarico)
posto G = Vout/AVin
risulta
Rout = Zcarico (1-G)/G
il fattore di smorzamento = 8/Rout
Si noti che per G=1 risulta Rout=0 mentre per G minore di
uno risulta un valore negativo, Questa procedura ha senso se G è maggiore di
uno.
Questo funziona se Rout è indipendente dalla frequenza e se
lo stadio di uscita è in classe A pura.
Per i finali in push-pull in classe AB la resistenza di
uscita è diversa per piccoli e grandi segnali.
Per piccoli segnali (classe A) la resistenza di uscita è più bassa perché
deriva dal parallelo dei dispositivi di uscita sui rami positivo e negativo.
Per grandi segnali (classe B), invece, funzionano alternativamente o il ramo
positivo o quello negativo e l’impedenza è maggiore. Se la resistenza di uscita
dipende dalla frequenza una sola misura non basta perché si deve misurare sia il
modulo che la fase.
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Schematizzazione
semplificata di un amplificatore con carico collegato per la misura del
fattore di smorzamento. |
Conclusioni:
il fattore
di smorzamento misura, indirettamente, la resistenza (in generale l’impedenza) di
uscita di un amplificatore. Idealmente tale impedenza è nulla e il fattore di
smorzamento, conseguentemente, infinito. Impedenza interna nulla significa
anche capacità di erogare corrente infinita.
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E’ sempre preferibile un fattore di
smorzamento di valore alto ma soprattutto costante al variare della frequenza
(indica una superiore qualità
generale dell’amplificatore). |
L’ultima
tabella proposta indica che, per limitare le variazioni di risposta in
frequenza a 0.1 dB, sono necessari fattori di smorzamento che vanno da 80 e
oltre 300 (in funzione della minima impedenza dei diffusori). Tanto per fare un
esempio un fattore di smorzamento pari a 115 con un minimo di impedenza di 2.5
ohm è insufficiente (attenuazione 0.238 dB).
Se un cavo
possiede una componente resistiva sufficientemente alta altera (in
attenuazione) la risposta in frequenza nell’intorno dei minimi di impedenza del
diffusore (tipicamente tra 100 e 300 Hz). L’entità della variazione dipende dalla resistività del
cavo.
In generale
si deve calcolare il fattore di smorzamento sommando il contributo di Rout alla
componente resistiva del cavo.
Per non
alterare il fattore di smorzamento dell’amplificatore il cavo tra amplificatore
e diffusore dovrebbe avere impedenza molto minore dell’impedenza di uscita
dell’amplificatore.

FS_totale è il fattore di smorzamento dovuto alla coppia
ampli+cavo ed è quello effettivamente visto dal diffusore acustico.
Le variazioni
di risposta in frequenza determinate dai diversi abbinamenti
ampli+cavo+diffusori sono misurabili e, se superano la soglia differenziale di
udibilità sono udibili.
Che poi
piaccia o non piaccia, piaccia di più o di meno è un altro paio di maniche.

Il Fattore di Smorzamento dell’amplificatore - esperimenti
di Mario
Bon
21 ottobre
2012
ultima
revisione 21 ottobre 2012
Qui di seguito un paio di semplici esperimenti che può fare
chiunque possegga un impianto stereo con una coppia di diffusori dinamici in
reflex (dipolo, linea di trasmissione): spegnete tutto e staccate la corrente.
Staccate il lettore CD (o il giradischi) dall’amplificatore.
L’ideale sarebbe cortocircuitare l’ingresso dell’amplificatore. Mettete a zero
il volume dell’amplificatore.

Per il primo test l’amplificatore non serve: con un cavo
collegate in parallelo i due diffusori (ingresso di uno all’ingresso
dell’altro). Movendo con la mano il diaframma di un woofer si genera la
tensione BLv (v=velocità) che, a sua volta, provocherà il movimento del woofer
dell’altro diffusore. Tutto normale: la bobina mobile movendosi nel campo
magnetico del traferro genera una tensione proporzionale alla velocità (forza
elettromotrice) che alimenta l’altro diffusore provocando lo spostamento del cono.
Adesso collegate entrambe i diffusori in parallelo allo
stesso canale dell’amplificatore. Accendete l’amplificatore: tutto tace….
Muovete con una mano il diaframma di un woofer. Dato che il segnale
all’ingresso dell’ampli è nullo, anche la tensione alla sua uscita è nulla e, movendo un woofer, quello
dell’altro diffusore dovrebbe rimanere
fermo e invece…..il woofer si muove perché l’impedenza interna
dell’amplificatore non è nulla.

Quello che segue è il circuito equivalente dello schema qui sopra
dove l’amplificatore è stato sostituito da un generatore di tensione spento
(V=0) con in serie la resistenza Rout (impedenza di uscita dell’amplificatore)
e i woofer sono rappresentati dalle
impedenze Za. Il woofer che viene mosso ha, in serie, il generatore di tensione
BLv. Ai capi del secondo woofer la tensione è nulla solo se Rout è nulla. Rout
non è nulla quindi il secondo woofer si muove. Se il woofer rimane fermo avete
un amplificatore perfetto.

Tutto ciò vale, nella sostanza, indipendentemente dal fatto
che l’amplificatore sia o non sia retroazionato.
La retroazione provoca la diminuzione di Rout e quindi, da
questo punto di vista, la situazione è migliore (il movimento del woofer è più
“controllato”).
Affinché l’ amplificatore sia insensibile ai segnali che
provengono dal carico, come detto, Ruot deve essere nulla. Quando ciò avviene
il moto del woofer è governato solo dal segnale che proviene
dall’amplificatore. Questo è quello che si intende quando si dice che
l’amplificatore “controlla” il
movimento del woofer: il moto del woofer è determinato solo dal segnale
prodotto dall’amplificatore. Da qui anche il nome scelto per il “fattore di
smorzamento” . Va precisato che, affinché il moto del woofer dipenda solo dal
segnale amplificato, anche i cavi ed il cross-over devovo presentare impedenza
nulla. La presenza delle induttanze in serie al woofer, con la loro componente
resistiva di decimi di ohm o più (Cisek), non aiutano in questo sforzo. Ci sono diffusori a due vie dove il
woofer è privo di qualsiasi cross-over. Questo presenta dei vantaggi dal punto
di vista dello “smorzamento” (o “controllo” nel senso appena spiegato) ma ha lo
svantaggio di aumentare la distorsione per intermodulazione. Per chi scrive
ridurre la distorsione è molto più importante.
Va poi detto che i woofer moderni presentano fattori di
merito totale bassi (raramente superiori a 0.7 anche in cassa chiusa) e non
hanno bisogno di essere smorzati dall’amplificatore. Anzi nel progettare i
filtri cross-over si tiene conto della impedenza del filtro stesso anche per
aumentare il Qt degli altoparlanti. Esiste poi un caso “storico”: il diffusore
Cisek III prevede la possibilità di inserire in serie all’intero diffusore una
resistenza per aumentare il fattore di merito (aumentando il livello relativo
delle basse frequenze).
Una breve parentesi storica: in passato i woofer avevano
fattori di merito alti e il fattore di smorzamento troppo basso poteva
provocare dei picchi in corrispondenza della frequenza di risonanza nei sistemi
reflex portando il sistema in condizioni di sotto-smorzamento (con effetto di
“basso monocorde”). Proprio per
fruttare questi woofer con Q elevato venivano impiegate le linee di
trasmissione (fine della parentesi storica).
Successivamente, con l’introduzione di magneti più potenti,
Il fattore di merito dei woofer è diminuito e il sistema reflex oggi è quello
più utilizzato (almeno quando non si può realizzare una sospensione
pneumatica).