di Mario Bon
23 gennaio 2016, ultima revisione 11 giugno 2016

Quando due finali sono collegati a ponte l'escursione della
tensione di uscita raddoppia e anche lo Slew rate radoppia. Per simmetria le
componenti pari della disorsione tendono ad annullarsi.
Dato che la potenza vale V2/R, se V raddoppia la potenza
aumenta di 4 volte a parità di carico. Questo però non è un fatto automatico
perché gli amplificatori devono essere in grado di erogare tutta la corrente
che serve. In sostanza, sempre a parità di carico, quando sono collegati a ponte, ciascun amplificatore deve erogare
il doppio della corrente rispetto al
funzionamento normale.
Tanto per essere chiari: se un amplificatore eroga 2 Ampere
su 8 ohm sul carico cadono 16 Volt (RI2=4x8==16x2=32 Watt)
Quando due di questi
stessi amplificatori sono connessi a ponte, sul carico cadranno 32 Volt
ovvero 32/8=4 Ampere. 32 Volt e 4 Ampere corrispondono a 128 Watt che è
esattamente 32x4.
Quindi ci sono due possibilità:
-
o gli amplificatori possono erogare il doppio della corrente
-
o il carico deve essere moltiplicato per 2.
Ne segue che un amplificatore, per essere usato a ponte su
un carico di 4 ohm, deve poter pilotare senza sforzo un carico da 2 ohm.
Consideriamo questo amplificatore:
|
potenza per canale |
1100 Watt su 8 Ohm
(93.80 Vrms sul crico) 1500 Watt su 4 Ohm
(77.46 Vrms sul carico) 1800 Watt su 2 Ohm
(60 Vrms sul carico) |
Questo amplificatore garantisce 60 Vrms per carichi compresi
tra 2 e 8 Ohm. Se avesse un fattore di smorzamento molto alto potrebbe essere
considerato un 450 Watt "quasi ideale".
Quando viene utilizzato a ponte considerando quanto
dichiarato si ottiene
|
potenza a ponte |
2200 Watt su 16 Ohm 3000 Watt su 8 Ohm
(invece di 4400 W) 3600 Watt su 4 Ohm
(invece di 8800 W) |
Su 2 ohm non è utilizzabile (non è specificato per un Ohm di
carico). Su carichi superiori a 16 Ohm la potenza probabilmente non arriverà a
4400 Watt perché c'è la limitazione della massima tensione di uscita.
Notiamo comunque che se colleghiamo a ciascun canale un
woofer da 4 Ohm o se colleghiamo i due woofer in serie con l'amplificatore a
ponte otteniamo la stessa potenza ma nel funzionamento a ponte la istorsione
sarà molto più favorevole.. Questo se il carico è effettivamente da 4 Ohm
puramente resistivi.
Vediamo cosa comporta, in linea teorica, l'utilizzo a ponte
di due amplificatori:
-
la potenza aumenta (teoricamente quadruplica)
-
l’escursione di tensione raddoppia
-
il guadagno raddoppia
-
lo slew rate raddoppia
-
la distorsione armonica di ordine pari tende ad annullarsi
-
la componente di corrente in continua eventualmente presente
in uscita raddoppia (o si compensa)
-
l’impedenza di uscita raddoppia (il fattore di smorzamento
si dimezza)
Con una maggiore escursione di tensione è più facile erogare
potenza sui carichi reattivi.
Se lo slew rate aumenta e la distorsione diminuisce, la
qualità della riproduzione migliora. L’unico aspetto che va a peggiorare è il
fattore di smorzamento.
È del tutto evidente che un amplificatore che debba essere
utilizzato ponte deve essere realizzato
seguendo certe regole
-
deve erogare tutta la corrente che serve
-
deve avere un fattore di smorzamento alto
-
deve essere previsto per il collegamento a ponte.
I transistor sono
dispositivi adatti ad operare a bassa tensione ed ad alta corrente
quindi, sotto certi aspetti, è più vantaggioso realizzare amplificatori a ponte
a transistor. Anche i MOSFET non amano le tensioni troppo alte e possono
giovarsi della configurazione a ponte.
La cosa funziona con gli ampli a stato solido. Mettere a
ponte un ampli a valvole ha poco senso perché la corrente di un valvolare resta
quella che è e quindi si dovrebbe raddoppiare l'impedenza di carico (usare un
diffusore da 8 ohm collegato ai morsetti di uscita da 4 ohm). Per di più il
fattore di smorzamento (che in un vavolare è già basso) si dimezza ovvero
l'impedenza di uscita raddoppia (con quello che ne consegue in gamma bassa e
mediobassa). In compenso i cavi diventano meno importanti.
Per concludere il collegamento a ponte si fa con
amplificatori predisposti allo scopo.
L'Unico DM è un amplificatore di potenza stereo che può
funzionare a ponte. Infatti di norma, vengono venduti in coppie (altrimenti ci
sono gli integrati tipo Unico 50, 90, 100, 150).
Il test del DM è stato pubblicato da SUONO che ha fatto le
misure nelle due configurazioni "normale" e "a ponte" e i
risultati sono chiari.
La versione più recente del DM eroga 30 Ampere e regge (a
ponte) anche diffusori da 2 ohm nominali.
Per la cronaca 30 Ampere su un carico di 2 ohm producono una caduta di
tensione di 60 Volt e la potenza erogata sul carico, per brevi periodi, è di
1800 Watt.
E’ possibile collegare due amplificatori a ponte? È
possobile se sono uguali e se si dispone di un dispositivo (detto splitter),
per pilotarli in controfase.