Amplificatore: La manopola del volume
di Mario Bon
7 settembre 2012
riletto il 4
febbraio 2012
Supponiamo di leggere un CD. Il CD contiene il segnale in forma
numerica. Il massimo valore numerico (positivo) dell'ampiezza del segnale
presente nel CD vale 32767.
Supponiamo che a questo numero corrisponda una tensione di 2 Volt
di picco (che sarà quindi la Massima Modulazione Assoluta o MMA). Ora non tutti
i CD raggiungono la MMA anche se la maggioranza di essi, oggi, è sovramodulata
(si veda “loudness war”). Avremo quindi dei CD che contengono dei picchi
assoluti di segnale inferiori alla MMA.
L'altro numero che interessa, e che riguarda sempre il segnale
presente nel CD, è il Fattore di Cresta. Il Fattore di Cresta è il rapporto tra
il valore di picco e il valore RMS del segnale. Nelle registrazioni di musica
pop e rock (tipicamente sovramodulate) il Fattore di Cresta vale circa 3 (che è
un valore molto basso). Queste tracce suonano "forte" perché il
valore RMS del segnale (responsabile della sensazione di "volume"
della musica) è alto e vale 2/3= 0.66 Vrms (il valore di picco raggiunge la MMA
= 2 Volt).
Prendiamo ora un CD che contenga una traccia con Fattore di Cresta
pari a 10. Questa traccia suona molto più piano perché il valore RMS vale solo
2/10 = 0.2 Vrms (con il valore di picco sempre di 2 Volt). In pratica questo CD
suona 10 dB più "piano" della traccia precedente con CF=3. Per
ascoltarla allo stesso volume sonoro, di deve ruotare la manopola del volume e
amplificare 10 dB in più. Detto per inciso il Fattore di Cresta del segnale
presente nel CD varia sostanzialmente da 3 a 30 (9.5 – 29.5 dB).
La rotazione della manopola del volume dipende:
-
dalla Modulazione e dal Fattore di Cresta del segnale presente nel
CD,
-
dal livello di uscita della sorgente (per esempio il lettore CD)
-
dalla sensibilità di ingresso del pre amplificatore,
-
dalla sensibilità di ingresso (e dalla potenza)
dell'amplificatore,
-
dalla sensibilità dei diffusori,
-
dalla distanza del punto di ascolto dai diffusori (per dire che
anche l'ambiente ci mette del suo)
E' del tutto naturale che con certi CD o cambiando amplificatore,
sorgente o diffusori ci si ritrovi ad agire sulla manopola del volume in modo
diverso.
In linea di principio un potenziometro stereo può presentare un
difetto di "sbilanciamento tra i canali".
In pratica un potenziometro stereo o "doppio" è
realizzato montando assieme due distinti potenziometri in modo che siano
contemporaneamente regolabili ruotando la stessa manopola. In teoria i due
potenziometri sono identici. In pratica possono esserci della differenze e
queste, di solito, si manifestano per piccole rotazioni del volume (attorno a
60 dB di attenuazione). Raramente si riscontrano difetti a 40 dB di
attenuazione. In realtà i potenziometri sono realizzati in modo che, se ci sono
differenze, queste si manifestano all'inizio della corsa (a volumi bassissimi
dove è poco probabile che diano fastidio). Questo significa che, superata la
prima frazione di grado di rotazione, tutti i potenziometri sono almeno
"buoni". Certo che, se il
segnale che viene dal pre o dal lettore CD è troppo alto rispetto alla
sensibilità dell'amplificatore, con diffusori molto sensibili e fattori di
cresta bassi, diventa difficile regolare il volume (basta un piccolo movimento
e il volume cambia di molto).
In questo caso la cosa migliore da fare è interporre un
attenuatore (partitore resistivo) dove serve (per esempio all'uscita del
lettore CD).