29 ottobre 2009, ultima revisione 8 Giugno 2017 , 4 dicembre 2020
Paragrafi di questo capitolo
I
Metalli
Resistività
Crudo,
cotto e ricotto
Rapporto
tra peso e conducibilità
Il rame (simbolo Cu, numero
atomico 29, elemento di transizione) Rame: Corrente Massima Rame: Effetto pelle Rame:
Elettromigrazione Rame: Flessibilità de cavi Guaine:
Tensione di rottura del dielettrico (breakdown)
Guaine:
Dielettrico ed Effetto Piezoelettrico
Guaine: L’effetto Maxwell-Wagner Guaine:
Polarizzazione per deformazione Guaine:
Polarizzazione per orientamento Guaine:
distorsione dielettrica (Anti-Cable) Guaine:
invecchiamento Cavi: La
componente resistiva
Cavi: Le componenti reattiveCavi: Velocità di propagazione Cavi:
Impedenza caratteristica
Cavi:
Modello a parametri distribuiti Cavi:
Modello a parametri concentrati e linee corte
Cavi: Cavi schermati |
Cavi:
Effetti meccanici: Attrazione tra fili percorsi da corrente
Cavi:
Geometria dei cavi
Cavi:
Cordatura
Cavi:
Calibratura, Centratura, Crimpatura, Trafilatura. Cavi:
Rumore nei cavi Cavi: La
distorsione dei cavi
Cavi: La
connessione Multi-wire
Cavi: Connettori
Leggende
Metropolitane: Verso di Percorrenza Leggende
Metropolitane: Il Rodaggio dei Cavi
Leggende
Metropolitane: Super conduttori a temperatura ambiente
Leggende
Metropolitane: elettroni veloci
Leggende
Metropolitane: meglio la qualità della quantità
Cavi di
alimentazione
La
tensione di rete
Un buon
Compromesso
Conclusioni |
|
Argomenti
correlati: AWG =
American Wire Gauge
Velocità
di propagazione e impedenza caratteristica TABELLE AGGIUNTIVE:
Impurità
presenti nel Rame
Alcuni materiali utilizzati
per realizzare l’isolamento e/o le guaine dei cavi (dal sito
www.novacavi.it): Costante dielettrica relativa di
alcuni materiale e velocità di propagazione Diametro esterno dei fili di
rame |
|
Questo articolo è stato pubblicato da Audio Review e viene riproposto riveduto, corretto (perché conteneva degli errori) e molto ampliato. Si vedano le appendici dove ci sono tabelle di un certo interesse.
I metalli
sono caratterizzati dalla sovrapposizione tra la banda di valenza e la banda di
conduzione. Ne segue che, già a temperatura ambiente, una quantità di elettroni
si trova in banda di conduzione dove sono liberi di muoversi non appena venga
applicato un campo elettrico esterno (una differenza di tensione). In generale,
tranne poche eccezioni, i metalli sono di natura cristallina (eccetto i
cristalli singoli) e , visti al microscopio, mostrano una struttura a grani. I
grani sono di varie forme e dimensioni e riempiono completamente il metallo senza
lasciare intercapedini (se non ci sono impurità). Esiste comunque, tra un grano
e l’altro, una superficie di separazione. La dimensione dei grani determina le
caratteristiche meccaniche ed elettriche del metallo (meno grani, meno
separazioni). In questo scritto ci
soffermiamo in particolare sul rame ma, in campo audio, vengono utilizzati
anche oro, argento, alluminio, titanio, rodio, berillio, tungsteno oltre ad
altri materiali tra cui costantana, grafite, ossidi vari, diamante ecc..
In
generale le caratteristiche che influenzano la resistività sono la purezza e la
dimensione dei grani. Per rendere il rame più puro lo si sottopone a dei
processi che ne aumentano anche la dimensione dei grani. Per rendere la
superficie più dura si usano tecniche criogeniche (freddo) queste però riducono
la dimensioni dei grani.
|
|
simbolo Be numero atomico 4. Il berillio è un metallo
alcalino terroso color grigio acciaio, tenace, leggero ma fragile. La
relazione diagonale con l'alluminio fa sì che questi due elementi abbiano
proprietà simili. La velocità del suono nel Berillio è pari a 13000 metri al
secondo. È il metallo con il miglior rapporto tra resistività e
peso. Con il berillio si realizzano le cupole dei tweeter. |
|
|
Struttura cubica. Densità 2.7. Buona conducibilità termica ed elettrica. Molto utile per realizzare bobine per altoparlanti (CCAW) |
|
|
Struttura cubica a facce centrate In natura il rame è presente con
2 isotopi 63Cu (circa 30%) e 65Cu (circa 70%). Il 64Cu
è sintetico ed instabile. Sicuramente qualche “purista” pretenderà un cavo
realizzato con rame mono-isotopico (per esempio 100% di 63Cu). Il rame elettrolitico ha purezza
del 99.97% . |
|
|
Struttura cubica a facce centrate. Stessa famiglia del rame. E’ il
miglior conduttore di corrente. Il numero atomico è 47. Densità relativa 10,5
e peso atomico 107,868. L’ Ag presenta scarsa reattività: a temperatura
ambiente non reagisce con l'ossigeno e con l'acqua. Non si ossida se esposto
all'aria ma viene facilmente attaccato dallo zolfo e dai solfuri presenti in
atmosfera (annerimento = solfuro di argento). L’ossido di argento è
conduttivo. Disponibile in lingotti con purezza 999/1000 quindi meno puro del
rame elettrolitico. Anche l’argento si lega con il
cloro in AgCl2 |
|
|
Conducibilità
elettrica = 17.85 · 106 /m Ω Resistenza
per unità di lunghezza = 0.056 ohm/km Viene
usato per realizzare cavi esoterici L’elevata resistenza “maschera l’induttanza” e consente di ottenere una banda passante più ampia (che non serve) ma con forti perdite a causa della resistenza in continua. Lo stesso risultato si ottiene collegando una piccola resistenza in serie a un conduttore in rame. |
Vengono commercializzati altoparlanti con diaframmi in titanio, ceramica, diamante… in realtà si tratta di alluminio sul quale viene vaporizzato uno strato sottilissimo di titanio, ceramica, diamante, ecc. .
La resistività elettrica (indicata con r), anche detta resistenza elettrica specifica, è l'attitudine di un materiale ad opporsi al passaggio delle cariche elettriche. Si misura in Ohm per metro (Ω*m). Per in cavi viene indicata la resistenza per unità di lunghezza in modo che la resistenza possa essere ottenuta moltiplicando per la lunghezza del conduttore.
Materiale
|
Resistività in Ohm × mm2 / m a 20 °C |
Coef. di temperatura |
|
Conduttori |
||
|
Argento (Crudo, Ricotto, Semicrudo) |
0.0159 |
0.0038 |
|
Rame LC OFC e Annealed
Copper |
0.0168 |
0.0039 |
|
Rame ricotto OFC |
0.0176 - 0.0172 |
0.0039 |
|
Rame Crudo |
0.0178 |
0.0039 |
|
Rame stagnato |
0.017931 |
0.0039 |
|
Rame nichelato |
0.01796 |
0.0039 |
|
Oro |
0.0230-0.0244 |
0.0039 |
|
Alluminio crudo |
0.0282 |
0.0043 |
|
Alluminio ricotto |
0.0276 |
0.0043 |
|
Aldrey (Al 99% +0.5% Mg +0.5% Si) |
0.031-0.033 |
0.0036 |
|
Berillio |
0.0319 |
|
|
Tungsteno |
0.056 (3.2 volte il rame) |
0.0045 |
|
Ottone |
0.07
(4 volte il rame) |
|
|
Grafite |
3-10 (1000 volte il rame) |
negativo |
|
Altri conduttori |
||
|
Ottone |
0.07 (4
volte il rame) |
|
|
Platino |
0.106 |
|
|
Ferro |
0.10-0.13 |
|
|
Acciaio |
0.12-0.18 |
|
|
Piombo |
0.22 |
|
|
Grafite |
0.4 circa |
|
|
Costantana
(l80% Cu, 40% Ni) |
0.49 |
0 |
|
Pelle
umana |
0.5 circa |
|
|
Nitinol
(nichel + titanio) |
0.80 |
|
|
Mercurio |
0.94 |
|
|
Nichelcromo |
1.5 |
|
|
Carbonio
|
35 |
|
.
Il rame elettrolitico
(ottenuto per elettrolisi) viene detto “crudo” ed è puro al 99.97% che è più
che sufficiente per l’uso audio. L’argento “crudo” è puro al 99.9%. Il processo
di cottura o ricottura è sostanzialmente una fusione che avviene, a seconda dei
casi, scegliendo la temperatura e l’ambiente appropriati. Per esempio per
purificare il rame questo viene rifuso in un ambiente privo di ossigeno (rame
OFC). La ricottura, in assenza di ossigeno, aumenta la dimensione dei grani del
rame il quale acquista una conducibilità maggiore del rame crudo. Quindi i
termini crudo, cotto, ricotto o semicrudo si riferiscono ai processi di fusione
cui il metallo è stato sottoposto.
Per quanto
riguarda l’alluminio la resistività tra crudo e ricotto varia da 0.0282 a 0,0276
(-2.12%)
Anche
l’argento esiste nelle versioni crudo, cotto o semicrudo e con diversi gradi di
purezza. Ne segue che un cavo in argento o di alluminio (dal punto di vista
della purezza del metallo) può essere più o meno buono esattamente come uno di
rame. Negli altoparlanti, per ridurre il peso della bobina mobile si usa filo
di alluminio che, per consentire la saldatura, viene ricoperto di uno strato di
rame e quindi smaltatati. Questo filo si chiama CCAW (Copper Clad Allumium Wire
= Filo di alluminio ricoperto di rame).
Per
ottenere la resistenza del filo CCAW calcolarla come se fosse di rame e quindi
moltiplicare per 1.6.
Si
considerino questi metalli Berillio (3), Alluminio (13), Rame (29) e Argento
(47). L’Argento ha la conducibilità migliore ma è il più pesante. Il Berillio
ha conducibilità bassa ma è leggero. Quando è importante ridurre il peso
conservando la stessa conducibilità il metallo più conveniente è il Berillio
(molto costoso) e in seconda battuta l’Alluminio. Tra alluminio e rame il
rapporto di peso è circa 3 mentre il rapporto tra le conducibilità è circa 2.
Ne segue che si può realizzare un cavo in alluminio con la stessa resistenza di
un cavo di rame ma con meno peso. Con il Berillio si potrebbe fare un cavo
ancora più leggero. Il miglior conduttore per realizzare la bobina mobile
di un tweeter dinamico è il berillio
(per ridurre il peso).
|
Argento |
quando è richiesta la massima conducibilità
indipendentemente da altri fattori |
|
Rame |
quando è richiesta la massima conducibilità con la minima
sezione di filo ma a prezzo ragionevole |
|
Alluminio |
Quando è richiesta il minor peso a prezzo ragionevole |
|
Berillio |
quando è richiesto il minor peso a qualsiasi prezzo |
|
Tungsteno |
quando un minor ritardo di gruppo è ritenuto più
importante della conducibilità (? Sembra più una trovata pubblicitaria) |
|
Grafite |
quando di vuole fare colpo senza badare alle
caratteristiche elettriche |
|
|
Struttura cubica a facce centrate In natura il rame è presente con
2 isotopi 63Cu (circa 30%) e 65Cu (circa 70%). Il 64Cu
è sintetico ed instabile. |
I cavi sono
realizzati con fili di rame, argento o alluminio (almeno un produttore di cavi
audio usa tungsteno).
Il rame
viene preferito per l’ottima conducibilità ed il costo ragionevole. Il rame è
un metallo con reticolo cubico a facce centrate come l’argento. Nella tavola
periodica degli elementi il rame appare nella stessa colonna di oro e argento
con i quali condivide molte proprietà chimico-fisiche. Il rame si lega
facilmente con altri metalli dando origine a svariate leghe. Il rame è
disponibile in lastre di 95 cm x 95 cm
x 1 cm, dal peso di circa 100 kg di peso e purezza 99.97% (rame elettrolitico
standard ASTM B 115-00 o N4). Le lastre di rame subiscono poi
ulteriori lavorazioni (attraverso una
successiva fusione in assenza di ossigeno) e diventano rame ricotto (OFC
standard A STM B 170 puro al 99.99% o
N5). Anche l’argento è disponibile con
purezza diversa fino a 99.999% (in letteratura non si trovano riferimenti ad
argento puro al 1000 per 1000, nella pubblicità dei cavi si).
|
N4 |
Puro al 99.9x (la
prima cifra diversa da 9 è la quarta) |
|
N5 |
Puro al 99.99x |
|
N6 |
Puro al 99.999x
si arriva a N9 ma è già difficile distinguere un N6 da un N7 quindi è
inutile acquistare rame N7 |
Il rame si
lega all’Ossigeno ed al Cloro dando origine ai seguenti composti:
|
CuO |
ossido di rame, stabile in ambiente |
|
Cu2 O
|
ossido rameoso che è un semiconduttore (rettifica la
corrente) dal caratteristico colore verde |
|
CuCl2 |
In presenza di cloro il rame si combina in CuCl2. |
Osservato al microscopio il rame si presenta composto da grani
(150000 grani per metro nel rame
normale – dimensione dei grani 0.010 mm). Più questi grani sono grandi e tanto migliore
è la conducibilità. La dimensione dei grani dipende dal processo di ricottura e
dalla presenza di gas quali ossigeno ed idrogeno. Quando i grani sono grossi la
superficie del rame è più liscia e compatta (minore rugosità) il che consente
una copertura più uniforme e una migliore lavorazione. Quando i grani sono
ultrasottili il rame acquista una maggiore durezza conservando la duttilità. In
letteratura si trovano ricerche che hanno il fine di ridurre la dimensioni dei
grani (per aumentare la durezza) ed altre tese ad aumentarla per migliorare la
conducibilità.
|
Rame
OFC |
Rame
LC-OFC |
|
|
|
|
Numero di grani per metro = 50000 |
Numero di grani per metro =
200-400 (dimensione dei grani 5 mm) |
Il rame è disponibile
con diversi gradi di purezza ottenuti con procedure di purificazione
brevettate: LC-OFC, OHFC, OCC e probabilmente altre ancora.
|
LC-OFC |
Il rame LC_OFC (Linear
Crystal Oxygen-Free Copper) è stato prodotto da Hitachi a partire dalla metà degli
anni ’80 fino ai primi del 2000. La produzione è stata ripresa nel 2008 su
richiesta di alcuni produttori di cavi. Il rame LC-OFC è prodotto per
cristallizzazione a partire dal rame OFC di classe 1 ottenendo una purezza
del 99.995%. Il contenuto di ossigeno è nell’ordine di 10ppm. E’ un rame di categoria N5 |
|
OFHC |
OFHC è un marchio registrato di American Metals Climax, Inc. Il marchio, i processi di
produzione e la linea di prodotti come pure le macchine per la produzione
sono state cedute alla Phelps Dodge
che è ora proprietaria del prodotto. Le specifiche del rame OFHC sono
contenute nel documento ASTM F68 (identiche a alle specifiche UNSC-10100
UNSC-10100). |
|
OFE |
Equivalente al rame
OFHC |
|
OCC |
Il processo OCC è stato sviluppato e brevettato da Professor Ohno del Chiba Institute of
Technology in Giappone. Il processo OCC ottiene grani più grandi e più puri
(99.9995%) vicini alla categoria 6N ( 99.9998%). |
|
UP-OCC |
Con il rame UP-OCC Ultra Pure vengono realizzati cavi con
coppie di conduttori twistati. |
I fili di rame, quando necessario, vengono smaltati (per esempio per realizzare trasformatori, bobine presenti nei cross-over dei diffusori acustici o per realizzare la bobina mobile degli altoparlanti). La smaltatura è classificata in funzione della temperatura che può sopportare.
|
Classe Rame Smaltato |
Range di Temperatura |
|
B |
-60 + 130 |
|
F Gr 1 e 2 |
-60 + 155 |
|
H Gr 1 |
-60 + 180 |
|
H Gr 2 |
-60 + 220 |
Quando la bobina mobile di un altoparlante viene riscaldata oltre la massima temperatura consentita, la smaltatura si sfalda e le spire dell’avvolgimento entrano in contatto elettrico tra loro (cortocircuito). L’altoparlante non funziona più e ai suoi capi si misura una resistenza prossima a zero (cortocircuito). Quando invece l’altoparlante subisce uno stress meccanico, i contatti della bobina mobile si strappano. L’altoparlante non funziona più e ai suoi capi si misura una resistenza infinita (circuito aperto). Quando l’altoparlante va in cortocircuito l’amplificatore vede una impedenza di carico molto bassa e va il protezione oppure si brucia. Quando i contatti della bobina mobile si strappano, l’amplificatore vede un carico molto alto e non succede niente. La smaltatura di classe B è tipica degli altoparlanti prodotti in Cina. Dato che la temperatura della bobina mobile aumenta di oltre 100° la smaltatura in classe B non è sufficiente.
|
Corrente
Massima in Ampere |
Potenza
continua erogata su 1.6 ohm 3.2 Ohm (3.2 +60°) in Watt |
|
Sezione
del filo in mm² |
|
|
5 |
40 |
X1 |
0,1 |
AWG 27 |
|
6 |
57.60 |
|
0,14 |
|
|
7 |
78.40 |
|
0,2 |
|
|
9 |
129.60 |
|
0,25 |
|
|
10 |
160 |
X4 |
0,35 |
|
|
12,5 |
250 |
|
0,5 |
AWG 21-20 |
|
15 |
360 |
|
0,75 |
|
|
18 |
518.40 |
|
1,0 |
AWG 17 |
|
20 |
640 |
X6 |
|
|
|
21 |
705.60 |
|
1,5 |
|
|
30 |
1440 |
|
2,5 |
|
|
40 |
2560 |
X64 |
4,0 |
tra AWG
12 e 11 |
|
44 |
3097.60 |
|
5,25 |
AWG 10
|
|
55 |
4840 |
|
6 |
|
|
70 |
7840 |
|
8 |
|
|
80 |
10240 |
X256 |
|
|
|
85 |
11560 |
|
10 |
AWG 7 |
|
La tabella si legge così: un filo in rame di sezione pari
ad 1 mm² raggiunge una temperatura
massima di 70°C quando è attraversato da una corrente di 18 Amper RMS ammesso
che la temperatura ambiente non
superi a 35°C. Con sezioni superiori ad AWG 11 è molto poco probabile possano
insorgere problemi su questo fronte (eccessivo riscaldamento). Il carico minimo equivalente ammesso dalla norma DIN 45500
per un diffusore da 4 ohm nominali è di 3.2 che si riducono a 1.6 ohm nelle
peggiori condizioni (fase = 60°). Il coefficiente termico del rame vale 0.4% per grado di
temperatura quindi la resistenza dei cavi considerati aumenta del 35 x 0.4 = 14% |
||||
Possiamo allora chiederci: la variazione di temperatura di un cavo può causare compressione termica? Difficile. Consideriamo le condizioni peggiori:
-
fattore di cresta del programma musicale = 3 (il minimo)
-
carico di 1.6 ohm (il minimo pari a 3.2 ohm con 60° di
svasamento)
-
amplificatore da 100 Watt (40 Volt di picco sul carico ->
500 Watt su 1.6 ohm)
la potenza
continua erogata sul carico vale 111 Watt (quella di picco vale 1000 Watt) per
una corrente di 8.33 Ampere rms. (25 A di picco). Ne consegue che la
temperatura del cavo aumenta di 35° solo se la sua sezione è compresa tra 0.2 e
0.25 mm2 (AWG 27). In pratica se si usano cavi di segnale al posto
di cavi di potenza.
Se il
fattore di cresta del programma musicale aumenta -> la corrente RMS
diminuisce.
Se il
carico aumenta -> la corrente RMS diminuisce.
Un cavo composto da conduttori di sezione AWG
10 è opportunamente sovradimensionato.
L’ “effetto pelle” è un
fenomeno fisico ben conosciuto e ampiamente studiato (Tesla): quando un
conduttore è percorso da corrente alternata (segnale audio) la densità di
corrente non si distribuisce uniformemente su tutta la sezione del conduttore
ma, all’aumentare della frequenza, tende a concentrarsi vicino alla superficie.
In questo modo la sezione “efficace” del conduttore diminuisce con conseguente
aumento della resistenza. È come se il conduttore diventasse sempre più cavo
all’interno man mano che aumenta la frequenza. Lo spessore δ, all’interno
del quale rimane confinata la corrente, è detto “Skin detph” (letteralmente “profondità
della pelle” o “lunghezza di penetrazione”) e va confrontato con il raggio del
filo del conduttore.
|
|
ρ =
resistività (resistenza specifica) del conduttore ω =
pulsazione = 2π × frequenza μ =
permeabilità magnetica assoluta del materiale conduttore ( per i metalli = 4*
π *10^(-7)). |
La
lunghezza di penetrazione diminuisce con l’inverso della radice della
frequenza. Se la lunghezza di penetrazione è maggiore del raggio del conduttore
non c’è effetto pelle. La tabella che segue riporta lo skin-detpth al crescere
della frequenza.
|
Frequenza
in Hz |
Stima
dello Skin depth δ = spessore dello strato conduttore |
|
50 Hz |
9.5
millimetri |
|
100 Hz |
6.715 millimetri |
|
1000 Hz |
2.123
millimetri |
|
10 kHz |
0.671
millimetri |
|
20 kHz
(Banda Audio) |
0.475
millimetri |
|
200 kHz |
0.3 millimetri |
|
2 MegaHz |
47 micro
metri |
|
20 MegaHz |
30 micro
metri |
|
200 MHz |
9 micro
metri |
|
Tabella:
Lunghezza di penetrazione in funzione della frequenza (rame) . Tanto più il conduttore
è grosso e tanto più bassa è la frequenza alla quale si manifesta l’effetto
pelle. Per cavi di diametro superiore a 20 millimetri l’effetto pelle si fa sentire già a 50 Hz.
I tecnici dell’ENEL tengono in debito conto questo fenomeno e sfruttano la
parte centrale dei cavi (che conduce
poca corrente) per far scorrere al loro interno il liquido di raffreddamento. |
|
In banda
audio, l’effetto pelle si manifesta quando il raggio del conduttore supera il mezzo
millimetro (raggio = 0.475 mm., diametro = 0.95 mm ). Detto in altro modo: i
conduttori a sezione circolare e
diametro minore di un millimetro sono esenti dall’effetto pelle fino
all’estremo della banda audio (20kHz). Ne segue che l’impiego del filo Litz in
banda audio non è giustificato: basterebbe usare fasci di conduttori (isolati)
di diametro appena inferiore a un millimetro.
La
prossima tabella riporta l’attenuazione del segnale, causato dall’effetto
pelle, valutato su un carico da 4 ohm collegato con 10 metri di cavo (5 in
andata e 5 in ritorno) alla frequenza di 20 kHz e per diversi diametri del
conduttore.
|
Frequenza |
diametro del filo in millimetri |
Resistenza in CC (senza effetto pelle) in milli ohm per
metro |
Resistenza in AC (con effetto pelle) in milli ohm per metro |
Aumento di resistenza per effetto pelle in milli ohm |
Aumento dell’attenuazione su carico resistivo di 4 ohm in deciBel causata dall’effetto pelle
(10 metri di cavo) |
|
20 kHz |
1 |
22.7 |
22.7 |
0 |
0. dB |
|
20 kHz |
2 |
5.7 |
7.8 |
2.1 |
0.046 dB |
|
20 kHz |
3 |
2.5 |
4.7 |
2.2 |
0.048 dB |
|
20 kHz |
4 |
1.4 |
3.4 |
2.0 |
0.042 dB |
|
20 kHz |
6 |
0.61 |
|
|
|
|
20 kHz |
20 |
0.06 |
0.61 |
0.55 |
0.012 dB |
|
Attenuazione del segnale, causato dall’effetto pelle,
valutato su un carico da 4 ohm collegato con 10 metri di cavo (5 in andata e
5 in ritorno) alla frequenza di 20 kHz e per diversi diametri del conduttore. |
|||||
E’ vero che
l’effetto pelle diventa sempre più importante all’aumentare del diametro del
filo, ma è anche vero che l’attenuazione causata dall’effetto pelle NON aumenta
perché compensata dalla diminuzione, in valore assoluto, della resistenza. In
altre parole all’aumentare del diametro del filo la resistenza aumenta in
percentuale ma rimane comunque bassa in valore assoluto (che è quello che
interessa). Ad esempio per il diametro massimo di 20 millimetri la resistenza,
a causa dell’effetto pelle, aumenta di 10 volte ma il valore assoluto della
resistenza rimate di soli 0.610 millesimi di ohm per metro (0.00061 ohm per
metro !).

La cosa è
ulteriormente rimarcata dalla figura qui sopra dove si vede l’aumento della resistenza
del conduttore in funzione del rapporto tra raggio del conduttore e lunghezza
di penetrazione.
Se si
parte con un filo a resistenza molto bassa (per esempio 0.01 ohm) la lunghezza
di penetrazione aumenta di 5 volte per effetto pelle ma la resistenza del cavo
rimane comunque bassa (meno di 0.03
ohm).
E allora quando è importante
l’effetto pelle? La tabella qui sotto è simile alla precedente ma riguarda un
cavo lungo 50 centimetri con conduttori molto più sottili e frequenze molto più
alta. Le resistenze sono espresse in ohm anziché milli ohm.
|
Frequenza |
diametro del filo in millimetri |
Resistenza in CC (senza effetto pelle) in ohm per metro |
Resistenza in AC (con effetto pelle) In ohm per metro |
Aumento di resistenza per effetto pelle in ohm |
Aumento dell’attenuazione su carico resistivo di 4 ohm in deciBel causata dall’effetto pelle
(10 metri di cavo) |
|
20 MHz |
0.1 |
2.26 |
4.44 |
2.2 |
2.5 dB |
|
20 MHz |
0.2 |
0.55 |
2.04 |
1.5 |
2.4 dB |
Attenuazione per effetto pelle per un cavo lungo 50 centimetri con conduttori molto più sottili a 20 MHz. |
|||||
Con filo
sottile e frequenza elevata l’attenuazione per effetto pelle è importante, ma
siamo a frequenze 1000 volte oltre la banda audio.
Per concludere l’effetto
pelle esiste, è prevedibile e misurabile, ma , se il diametro del conduttore è
nell’ordine di AWG 6, si manifesta con attenuazioni trascurabili. E’ invece più
sensibile quando la sezione del filo è nell’ordine di AWG 10 – AWG 14. Per
quanto riguarda i cavi di potenza per diffusori è sempre conveniente impiegare cavi di grosso diametro (AWG 10, AWG
9, AWG 8,…). Il rame argentato non è più attraente perché meno soggetto
all’effetto pelle ma perché l’argento (e anche lo stagno) proteggono la
superficie del rame dall’ossidazione. L’ossido di argento, diversamente
dall’ossido di rame, è conduttivo (e comunque non si forma a temperatura
ambiente). L’argento tuttavia si combina con il cloro dando origine al cloruro
di argento (AgCl). Quindi le guaine in PVC e PVDF sono sconsigliate anche
quando il conduttore è argento o rame argentato. Il PVC ed il PVDF, come
dielettrico, devono essere comunque evitati. Possono essere usati solo come
guaina esterna per cavi coassiali schermati al 100%.
Secondo alcune scuole di pensiero (Supra) un cavo multistand (composto da molti strand o trefoli) realizzato con trefoli argentati favorisce il passaggio di elettroni da uno strand all’altro aumentando il rumore. E’ una considerazione degna della massima attenzione anche perché, a ben guardare, l’unica cosa che può fare un cavo, oltre ad introdurre attenuazione, è proprio introdurre rumore. Il rumore termico aumenta all’aumentare della resistenza (altro buon motivo per usare cavi di sezione generosa).
Per quanto riguarda i cavi di potenza per diffusori acustici la densità di corrente è nell’ordine di 1000-10000 Ampere per centimetro quadro ovvero almeno 100-1000 volte più piccola di quanto richiesto per innescare l’elettromigrazione. Nei cavi per usi audio non c’è elettromigrazione (il cavo non si consuma col tempo). La resistenza alla elettromigrazione migliora aumentando la dimensione dei grani e ottenendone la disposizione a “bamboo”. Il rame OFC presenta grani più grandi rispetto al rame di purezza inferiore ma questo non ha alcun effetto pratico sulla elettromigrazione nelle effettive condiziono d’uso..
Rame: Flessibilità de cavi
il rame OFC consente di
ottenere trefoli di diametro inferiore e quindi più flessibili. Con il rame
elettrolitico non è possibile realizzare trefoli con diametro inferiore a 0.2
mm perché si spezzano. Più il rame è puro e i trefoli sottili più aumenta il
costo. L’unico motivo tecnicamente valido per utilizzare rame con elevato grado
di purezza è per ottenere cavi molto flessibili. I cavi flessibili costano
giustamente di più dei cavi rigidi. Il rame OFC consente di ottenere frefoli da
0.1 mm di diametro.
Le guaine che ricoprono i cavi sono fatte di materiale isolante.
L’isolante
dei cavi di potenza per altoparlanti è sottoposto a tensioni inferiori a 400 Volt
e la distanza tra i conduttori è nell’ordine dei millimetri. Assumendo
uno spessore di un millimetro per l’isolante interposto tra i due conduttori è
sufficiente che il dielettrico resista ad una tensione di 4 KiloVolt per
centimetro (circa 10 KiloVolt per pollice) per scongiurare il breakdown. Come
si vede dalla tabella qui sotto 4 KiloVolt è un valore di molto inferiore al
più basso valore di breakdown riportato. In condizioni normali nei cavi di
potenza per HiFi il breakdown nel dielettrico non è un problema.
Materiale |
Tensione di Rottura (kV/centimetro) |
Tensione di Rottura (kV/pollice) |
Vuoto |
|
20 |
Aria |
|
20 - 75 |
Porcellana |
|
40 - 200 |
Gomma |
170 – 270 |
450 - 700 |
Carta |
|
1250 |
Teflon |
|
1500 |
|
|
|
PVC |
200 – 400 |
500 – 1000 circa |
Polietilene |
> 700 |
> 1700 circa |
Polipropilene |
> 500 |
> 1250 circa |
Polistirene |
> 500 |
> 1250 circa |
Politetrafluoroetilene |
200 - 400 |
500 – 1000 circa |
Policarbonato |
350 |
880 circa |
Poliammide |
100 - 150 |
250 - 380 circa |
Il miglior
dielettrico è il vuoto che è omogeneo ed isotropo ed è l’unico che consente al
segnale di viaggiare alla velocità della luce. Un dielettrico è tanto migliore
quanto più assomiglia al vuoto. Nel mondo reale i dielettrici migliori
presentano:
-
costante dielettrica bassa e indipendente dalla frequenza
-
tensione di rottura elevata
-
resistenza al calore, acqua, agenti chimici, ecc,
-
bassa fumosità in caso di incendio
L’isolamento delle guaine
plastiche dovrebbe produrre valori di G nell’ordine di 10-12 o
inferiori (più e piccolo e meglio è). I materiali più diffusi come isolanti per
cavi audio sono PVC, Polietilene,
Polipropilene, ecc. Il PVC (ed il PVDF) contengono alogeni (Cloro, Fluoro) che
sono responsabili di due effetti: rendono la guaina piezoelettrica e inquinano
il rame.
Anche il Teflon contiene
Cloro ma la sua struttura cristallina è molto più “rigida” e il Cloro non si
può muovere.
Un materiale è detto piezoelettrico quando cambia forma in presenza di campi elettrici. Oltre al quarzo e ad alcune ceramiche, presentano effetti piezoelettrici la gomma, il nylon, il PVC, la lana, la fibra di legno, la seta e anche materiali organici come le ossa ed i tendini. Negli anni ottanta è stato scoperto un polimero, detto PVDF (fluoruro di polivinilidene) che è dieci volte più piezoelettrico del quarzo. Il PVDF viene usato nel campo biomedico (sostituisce il timpano negli apparecchi acustici) ma anche per le realizzare le guaine dei cavi impiegati nel cablaggio negli aerei (resiste al fuoco, alla temperatura e agli agenti chimici). L’effetto piezoelettrico, negli aerei, è irrilevante rispetto al fattore sicurezza.
|
PVDF
(piezoelettrico) |
PVC (piezoelettrico) |
Polipropilene |
Polietilene (non piezo) |
|
|
|
|
|
|
Strutture
molecolari di PVDF, PVC, Polipropilene e Polietilene. Il PVC contiene Cloro che giustifica le
propietà piezoelettriche. Il polietilene non è piezoelettrico. |
|||
Le
proprietà piezoelettriche del PVDF derivano dalla presenza, al suo interno, del
fluoro. I gruppi -CF2, fortemente polari, in presenza di
un campo elettrico esterno, tendono ad allinearsi alla direzione del campo. Se
il campo elettrico è variabile (un segnale audio) il PVDF “suona” (nel vero
senso della parola). Il PVC è parente
stretto del PVDF ed è anch’esso piezoelettrico anche se in misura minore. In
letteratura si trovano esplicite conferme sulla piezoelettricità del PVC e
sull’assenza di tale effetto nel Polietilene e Polipropilene.
Supponiamo allora che un cavo sia rivestito
da un materiale piezoelettrico come il PVC (o la seta). Il campo elettrico, associato alla corrente
che fluisce nel cavo, provoca la vibrazione delle molecole del PVC: una
parte dell’energia erogata dall’amplificatore viene “dirottata” per muovere le
molecole del dielettrico. Il movimento delle molecole causa altri fenomeni
dissipativi (isteresi, calore). Prima ancora di verificare eventuali effetti
udibili e vista la disponibilità di cavi isolati in polipropilene e
polietilene, si può semplicemente prevenire qualsiasi problema evitando i
materiali piezoelettrici quali PVDF, PVC,
nylon, seta e altri. Il PVC,
benché non adatto, è largamente utilizzato nei cavi in quanto molto economico
ma soprattutto perché è facile da colorare.
Nei
cavi coassiali il campo elettromagnetico è tutto confinato all’interno della
schermatura quindi la guaina esterna può anche essere realizzata in PVC (che
non viene eccitato). Resta comunque il problema della migrazione del Cloro
nelle schermatura in rame. Meglio quindi se la schermatura è in rame stagnato o
argentato.
Per
quanto riguarda il Polietilene ed il Polipropilene questi differiscono tra loro
per il diverso grado di fumosità e tossicità prodotta in caso di incendio. Per
il resto si equivalgono.
In
teoria il dielettrico dovrebbe avere la stessa costante dielettrica del vuoto
(o dell’aria). I dielettrici migliori sono delle schiume (di teflon, kapton)
anche caricate con gas inerti che permettono di raggiungere velocità di
propagazione pari a 0.92 volte la velocità della luce.

|
Costante dielettrica (Costante
dielettrica assoluta del vuoto = 8,854·10-12 [F/m]) |
||
|
Mezzo dielettrico |
Costante dielettrica relativa |
Rigidità dielettrica [KV/mm] |
|
Aria secca (alla pressione di 1 [bar]) |
1,0006 |
3 |
|
Cotone |
1,2-1,4 |
|
|
Olio minerale |
2,2 ÷ 2,5 |
7,5 ÷ 16 |
|
Olio per trasformatori |
2 ÷ 2,5 |
12 ÷ 17 |
|
Silicone |
2.6 ÷ 3,5 |
|
|
Bachelite |
5,5 ÷ 8,5 |
10 |
|
Carta comune |
2 |
6 |
|
Carta paraffinata |
2,5 ÷ 4 |
40 ÷ 50 |
|
Carta da condensatori |
5 ÷ 5,5 |
30 |
|
Gomma |
2,2 ÷ 2,5 |
15 ÷ 40 |
|
Mica |
6 ÷ 8 |
50 ÷ 100 |
|
Porcellana |
4 ÷ 7 |
12 ÷ 30 |
|
Vetro |
6 ÷ 8 |
25 ÷ 100 |
|
Ossido di titanio |
90 ÷ 170 |
5 |
Guaine: L’effetto
Maxwell-Wagner
Se esiste riguarda le frequenze nella banda delle micro-onde (e già questo sarebbe indicativo).
Oltre
all’effetto pelle ed all’effetto piezoelettrico si è voluto attribuire al dielettrico un ulteriore effetto, dal
nome quanto mai affascinante: l’effetto Maxwell-Wagner (detto anche
rilassamento interfacciale o polarizzazione interfacciale). Si parla di effetto
Maxwell-Wagner nell’ambito delle proprietà dielettriche dei modelli cellulari
ma anche nei modelli bidimensionali per magneto-tellurica. Affinché l’effetto
Maxwell-Wagner abbia luogo ci devono essere delle cellule o delle molecole che
contengono al loro interno delle
cariche libere, immerse in un fluido che contiene anch’esso altre
cariche libere. Queste non sono le condizioni riscontabili all’interno della
guaina di un cavo. L’effetto Maxwell-Wagner non ha nulla a che fare con i cavi
ed è solo un modo per attirare l’attenzione.
Guaine:
Polarizzazione per deformazione
Fenomeno fisico tipico dei dielettrici costituiti da molecole polari (per esempio PVC e PVDF). I dipoli tendono ad allinearsi al campo magnetico associato alla corrente che scorre nel conduttore. Se la corrente è alternata (musica) i dipoli devono muoversi parecchio e, urtandosi, danno origine a dissipazione termica. Ciò avviene alle frequenze nel campo della banda ottica. A bassa frequenza (rispetto alla banda ottica) il fenomeno è irrilevante. La banda ottica è centrata attorno a 60000 1014 ovvero oltre 14 decadi oltre il limite superiore della banda audio.
Guaine:
Polarizzazione per orientamento
Fenomeno fisico tipico dei dielettrici costituiti da molecole non polari. Gli atomi, sottoposti al campo magnetico associato alla corrente che scorre nel conduttore, acquistano un momento polare (per separazione del baricentro delle cariche). Avendo acquistato un momento polare tendono ad allinearsi al campo magnetico. L’effetto è quindi analogo alla polarizzazione per deformazione ma si manifesta alle frequenze nel campo delle micro onde. A bassa frequenza (rispetto alle micro onde) il fenomeno è irrilevante.
Guaine:
distorsione dielettrica (Anti-Cable)
Il campo magnetico associato alla corrente che percorre il cavo penetra nella guaina. Una parte dell’energia magnetica verrebbe accumulata nel dielettrico e rilasciata il ritardo. Questo rilascio di energia di trasformerebbe nuovamente in corrente (?) ma in ritardo rispetto alla corrente che la ha generata. Questo comporterebbe un deterioramento udibile della Chiarezza della riproduzione. Visti gli effetti della polarizzazione per deformazione e per orientamento se questa distorsione dielettrica esiste si manifesta a frequenze in banda ottica o in banda micro-onde e non certo a frequenze audio. Guaine: invecchiamento
Invecchiamento dei Cavi: Zi peggiora da 5 a 30 volte in 10 anni con valor medio di 10 volte (25% = 2 dB anno) Si noti che i dati sono riferiti alla frequenza di 300 MegaHertz che è una frequenza 1500 volte più alta del limite della banda audio. |
Un cavo con una resistenza complessiva di 0.2 ohm (dieci metri di cavo da 20 milli ohm per metro) può essere ritenuto tollerabile o scadente a seconda sia connesso ad un diffusore con impedenza nominale di 16, 8 o 4 ohm . Si vedano le due Tabelle che seguono.
|
Resistenza totale del cavo in ohm (andata e ritorno) |
Minimo della parte reale dell’impedenza dl carico in ohm |
Attenuazione in decibel |
|
0.2 |
16 |
-0.108
(tollerabile) |
|
0.2 |
8 |
-0.215 |
|
0.2 |
6 |
-0.285 |
|
0.2 |
4 |
-0.424 (scadente) |
|
0.2 |
3 |
-0.56 |
|
0.2 |
2 |
-0.83 (disastroso) |
|
Attenuazione
in deciBel |
Tensione
utile sul carico in % |
Potenza
Persa in % |
|
0 |
1.0 |
0 |
|
0.09 |
.99 |
1.99 |
|
0.18 |
0.98 |
3.96 |
|
0.26 |
0.97 |
5.91 |
|
0.35 |
0.96 |
7.84 |
|
0.45 |
0.95 |
10 |
La potenza
ha un costo: perdere 0.45 dB di segnale significa perdere circa il 11% della
potenza dell’amplificatore. I dati in tabella indicano che l’attenuazione
causata dal cavo può raggiungere e superare il dB (negli amplificatori OTL a
valvole il fattore di smorzamento può valere meno di 1). Si capisce allora
quanto siano importanti la sezione e la lunghezza del cavo in rapporto, per
prima cosa, alla impedenza di uscita dell’amplificatore e quindi rispetto ai
minimi di impedenza del diffusore acustico. Di norma i diffusori dinamici
presentano il minimo di impedenza in gamma bassa o medio-bassa, gli
altoparlanti elettrostatici tendono ad avere i minimi in gamma alta: un cavo
sotto-dimensionato, oltre ad attenuare certe gamme di frequenza più di altre,
riduce il fattore di smorzamento alterando la risposta sui bassi con esiti
udibili. Ne scaturisce anche una
considerazione sul costo dei cavi: in assoluto non è conveniente spendere per i
cavi più del 5-10% del costo dell’amplificatore.
Un buon
cavo produce attenuazione minore di 0,1 dB. Tutti gli attuali modelli di
diffusori Opera presentano minimi di impedenza superiori (nella parte reale) a
3 ohm e modulo maggiore di 3,2 e rispettano quindi la normativa DIN 45500.
Purtroppo sono in commercio diffusori con minimi di impedenza che scendono a
0.8 ohm mentre valori compresi tra 2 e 2.5 ohm sono tollerati. Non è un
problema ma è evidente che questi diffusori richiedono cavi con resistenza
particolarmente bassa (a partire da AWG 8 e AWG 6 per lunghezze tra 2.5 e 5
metri).
|
Ci sono
diffusori acustici che “suonano meglio” con cavi “sottili”. Non si tratta di
una eccezione perchè ci sono delle ragioni tecniche: se l’impedenza del
diffusore presenta rotazioni di fase rapide ed importanti e l’amplificatore
non è adatto a pilotare carichi reattivi, l’interposizione di una resistenza
(anche da qualche decimo di ohm) tra amplificatore e diffusore, disaccoppiando
il carico, favorisce il lavoro dell’amplificatore. Quindi se i diffusori
“suonano meglio” con un cavo sottile significa che l’amplificatore non è
adeguato a quel particolare diffusore (e che il diffusore è oltremodo
difficile da pilotare). Un
carico particolarmente basso riduce il margine di guadagno dell’amplificatore
quindi le non linearità aumentano.
|
Argento e
Rame sono utilizzati per costruire fili, l’oro (o il rodio) è utilizzato per placcare
i contatti e i connettori (non ossida), l’Alluminio viene usato sia per i cavi
che per realizzare l’avvolgimento delle bobine mobili degli altoparlanti e in
generale quando sono necessarie resistenza meccanica e leggerezza. Il rame
offre il miglior rapporto resistività/prezzo ed è per questo largamente
utilizzato. La resistività dell’ Argento è circa il 10% più bassa rispetto al
rame: fissato un diametro D per un filo in argento, la stessa resistenza si
ottiene con un filo di rame di diametro maggiorato del 5%. Conviene quindi
aumentare un poco il diametro del filo e usare il rame che costa meno. Il
vantaggio del rame OFC come ricordato riguarda la flessibilità dei cavi.
Veniamo
ora all’accoppiamento amplificatore-cavo. In teoria l’impedenza di uscita di un
amplificatore dovrebbe essere nulla o comunque piccola (centesimi di ohm) e
puramente resistiva. Esiste una classe di amplificatori allo stato solido, con
banda passante ad anello aperto limitata (attorno 100 Hz o comunque minore di
1000 Hz) fortemente retroreazionati,
che presentano una spiccata componente induttiva nella impedenza di uscita.
Questi amplificatori hanno una impedenza di uscita che, praticamente, si
presenta come una resistenza con una bobina in serie. Questa induttanza, con la capacità parassita del cavo (o del
carico), forma un circuito risonante che può portare l’amplificatore alla
instabilità. L’ instabilità si manifesta con un picco nella risposta in frequenza
dell’amplificatore o peggio con l’innesco di oscillazioni che non sono udibili
ma “succhiano corrente” e producono
distorsione per intermodulazione. A volte il tweeter si brucia. Tutto ciò non
aiuta. Anche nel caso si generi “soltanto” un picco nella risposta questo porta
l’ aumento della corrente nel tweeter e non è detto che il tweeter stesso la
gradisca (specie se si tratta di un tweeter con la membrana in metallo). Al
minimo aumenta l’intermodulazione. Le
reti di Zobel non sono sempre sufficienti per
evitare questi inconvenienti. La rete di Zobel è una compensazione in
uscita che è il posto meno adatto per porre una compensazione. La presenza di
una rete di Zobel all’uscita dell’amplificatore potrebbe non essere un buon
segno. In ogni caso la rete di Zobel diminuisce il guadagno ad anello aperto (è
a tutti gli effetti una compensazione applicata all’uscita).
Riassumendo:
la combinazione cavo-diffusore può alterare la risposta del diffusore (a causa
di R), la combinazione amplificatore-cavo-diffusore può mandare in crisi l’amplificatore
(a causa di L e C parassite del cavo). La presenza della componente induttiva
(del cavo) da sola produce una attenuazione all’estremo alto della banda audio
che potrebbe addirittura avere effetti favorevoli (per esempio se il tweeter è
troppo esuberante o con diaframma in metallo). Ecco quindi che, sostituendo il
cavo, si possono ottenere risultati udibili anche rilevanti. Se, nel
confrontare due cavi, si avvertono delle differenze nella qualità sonora
significa che almeno uno dei due è da buttare. Un cavo a bassa capacità, a
parità degli altri parametri, è, in linea di principio, sempre preferibile.
Bassa induttanza significa inevitabilmente alta capacità.
Alcuni cavi di potenza per altoparlanti presentano una componente capacitiva molto alta. In tal modo si ottiene un cavo con velocità di propagazione bassa e impedenza caratteristica bassa tra 5 e 10 ohm. Una impedenza vicina a quella dell’altoparlante potrebbe sembrare interessante per limitare le riflessioni o per ottenere “il massimo trasferimento di energia”: Sono balle: nelle linee corte la frequenza è troppo bassa per dare origine a questi fenomeni. Bisogna tenere presente che l’impedenza caratteristica del cavo si stabilisce a frequenza alte (oltre la banda audio) e che, in ogni caso, il formato CD Audio presenta una banda passante rigorosamente limitata a 22050 Hz (ma anche 100 kHz sarebbe troppo bassa). In banda audio l’impedenza caratteristica di un cavo si rappresenta con il modello a parametri concentrati (induttanza e resistenza in serie, conduttanza e capacità in parallelo).
La
velocità di propagazione del segnale lungo un cavo viene espressa come frazione
della velocità della luce c. Per un cavo coassiale RG58 la velocità di
propagazione vale 0.66c (198000 chilometri al secondo circa). La velocità di
propagazione dipende dalla costante dielettrica del materiale dielettrico
interposto tra i conduttori.

Il Kapton
possiede la costante dielettrica più bassa (1.5-1.3) e permette di realizzare
cavi con velocità di propagazione compresa tra 0.82 e 0.88 volte la velocità
della luce (con una struttura bifilare o coassiale analoga ad un RG58).
Utilizzando particolari schiume caricate con gas inerti si arriva a 0.92.
Utilizzando
semplici misure impulsive è possibile misurare la velocità di propagazione con
un errore del 10% e valutare indirettamente il valore della costante
dielettrica relativa del dielettrico utilizzato.
È
importante notare che la velocità di propagazione dipende dal prodotto di L e C
mentre l’impedenza dipende dal rapporto tra L e C. Ne segue che non è possibile
fissare arbitrariamente la velocità di propagazione, la capacità, l’induttanza
e l’impedenza di un cavo.Una volta sceltoli dielettrico la velocità di
propagazione è fissata, a questo punto si può scegliere una tra queste
quantità: induttanza, capacità o impedenza.
Miracoli
in questo settore ancora non se ne sono visti.
L’impedenza
caratteristica di un cavo dipende, trascurando le perdite, dalla radice
quadrata del rapporto tra induttanza e capacità per metro. Il suo valore non è
importante in assoluto ma lo diventa in relazione al valore dell’impedenza del
carico. In alta frequenze il massimo trasferimento di energia si ottiene quando
l’impedenza del carico è uguale all’impedenza della linea. Quando l’impedenza
del carico e della linea sono diversi si parla di linee non adattate. Nelle
linee non adattate si formano onde stazionarie e una parte del segnale non
risce a raggiungere il carico e rimane a scaldare il cavo. Questo però succede
a frequenze molto oltre la banda audio. Nel caso di linee corte, cavi
nell’ordine delle decine di metri ed alle frequenza audio, l’impedenza vista
all’ingresso del cavo (per perdite trascurabili) è pari al carico collegato
all’estremità del cavo (+ la componente resistiva del cavo).
Per fare
un esempio pratico: prendiamo un cavo un cavo con velocità di propagazione 0.5c
(ovvero un cavo lento di bassa qualità). La lunghezza d’onda corrispondente a
20kHz all’interno del cavo vale 7.5 chilometri. Anche un cavo lungo 75 metri è
100 volte più corto della lunghezza d’onda a 20kHz. Quindi anche il cavo più
lento è “corto” anche all’estremo della banda audio. Non ha quindi senso
utilizzare l’impedenza del cavo ad alta frequenza.
-
Parametri longitudinali (in serie) : resistenza R per metro
e induttanza L per metro
-
Parametri Trasversali (in parallelo): conduttanza G per
metro e capacità C per metro
In prima
approssimazione si può trascurare G. E’ possibile trascurare R in due casi:
quando il suo valore è effettivamente molto piccolo rispetto al carico (cavi di
potenza di grande sezione o carichi alti) o quando R è molto più piccola di wL
(a frequenze elevate).
|
|
|
Rappresentazione
di un cavo con il modello a parametri concentrati. |
Questi
quattro parametri dipendono dalla frequenza e presentano comportamenti non
lineari (per esempio la rottura del dielettrico a tensioni eccessive). La
conduttanza G è l’inverso di una resistenza e rappresenta l’isolamento del
dielettrico (dovuto alle guaine che isolano i conduttori). I quattro parametri
caratteristici del cavo sono definiti in modo che il loro valore totale, per un
cavo di lunghezza nota, si ottiene moltiplicando il valore “per metro” per la lunghezza totale del cavo. Per
esempio se un cavo presenta una induttanza di 1 microHenry per metro, tre metri
di cavo presenteranno una induttanza complessiva di 3 microHenry. Lo stesso
vale anche per R ,C e G.
Ne segue
che più un cavo è corto e maglio è.
Da questi
parametri si ricavano: l’impedenza caratteristica (Z0) , la velocità di
propagazione del segnale lungo la linea, i coefficienti di riflessione e di
attenuazione ecc.. Non sempre R,G,L e C sono dichiarati dal costruttore ma
possono essere ricavati se, per esempio, si conoscono la sezione, l’impedenza e
la velocità di propagazione.
Il modello a parametri
concentrati non è diverso, nella forma, dal modello a parametri distribuiti ma,
invece di rappresentare un tratto infinitesimo di cavo, rappresenta l’intero
cavo. Nel modello a parametri concentrati
R non rappresenta la resistenza per metro ma la resistenza totale e
analogamente L C e G rappresentano l’ induttanza totale, la capacità totale e
la conduttanza totale del cavo.
Usare il
modello a parametri concentrati significa togliere la linea di trasmissione e
sostituirla con un quadripolo: alcune proprietà della linea di trasmissione
(per esempio la velocità di propagazione) non sono più deducibili dal modello e
restano solo le proprietà del quadripolo rappresentate da R, L , C e G. In particolare,
a bassa frequenza, dove R e G sono
dominanti, il quadripolo si riduce ad un partitore resistivo di tensione dove G
è trascurabile (specie se il carico è basso).
La
condizione necessaria affinché la linea possa essere rappresentata da un quadripolo
è che sia “molto corta” rispetto alla lunghezza d’onda del segnale trasmesso.
Per segnali compresi nella banda audio e lunghezze del cavo nell’ordine dei
metri, questa condizione è più che
rispettata.
|
|
Impedenza
presentata da una linea corta chiusa in cortocircuito, chiusa su una generica
impedenza Z e aperta (senza carico). |
|
|
Confronto
tra l’impedenza di ingresso del cavo “lungo” e del cavo “corto” in condizione
di corto circuito. Linea sta
per linea “lunga”. La retta tratteggiata rappresenta la linea “corta”. A bassa
frequenza le due impedenze coincidono e qundi si usa la più semplice. |
Il cavo migliore è il cavo coassiale schermato. Oggi si preferisce utilizzare il doppino twistato ma questa scelta è dovuta a fattori economici. Quindi c’è poco da discutere: se si vuole la qualità migliore di devono adottare cavi coassiali schermati al 100%.
Nel
pannello posteriore dell’amplificatore sono connessi l’alimentazione, i cavi
che portano il segnale dalla sorgente ed i cavi che portano il segnale
amplificato ai diffusori. La corrente che circola nel cavo di alimentazione e
nei cavi dei diffusori è da tre a quattro ordini di grandezza più intensa di
quella che scorre nei cavi di segnale. Per questo motivo i cavi di segnale
vengono schermati in modo da impedire fenomeni di induzione tra l’uscita e l’ingresso. La schermatura deve essere
efficace al 100%. E’ necessario schermare anche i cavi dei diffusori acustici?
Certamente non è un male. Il cavo schermato irradia meno di un cavo non
schermato. Normalmente si preferisce schermare il cavo di segnale (più corto) e
utilizzare cavi non schermati (più lunghi) per i diffusori acustici. Si tratta
quindi di una scelta economica e pratica visto che i cavi schermati sono
normalmente più grossi, meno flessibili
e non devono essere calpestati. Tra l’altro nè amplificatori né i diffusori
acustici sono predisposti all’uso di cavi schermati di potenza E’ anche
opportuno, vito che esistono, adottare cavi di alimentazione schermati.
I cavi di
alimentazione schermati si acquistano nei negozi che vendono materiale
elettrico. L’efficacia della schermatura dipende da due fattori: la copertura e
la resistenza. I cavi schermati con calze metalliche possono avere copertura
comprese tra il 35 ed il 97%. I cavi a doppia schermatura sono migliori e
assicurano una copertura più prossima al 100%. Per ottenere il 100% di
schermatura si impiegano anche quattro schermature. La resistenza della
schermatura è fondamentale: più è bassa e più la caduta di tensione lungo lo
schermo è bassa e con essa la tensione di rumore. Nei cavi schermati il campo
elettrico è confinato all’interno della schermatura quindi la guaina esterna
può essere fatta in PVC. In questo caso perà la schermatura non deve essere
fatta di rame ma di rame stagnato o argentato..

Due fili
conduttori paralleli, percorsi da corrente, si attirano (o si respingono) con
una forza proporzionale al prodotto delle intensità delle correnti che li
attraversano e inversamente proporzionale al quadrato della distanza che li
separa (vds legge di Lorentz e Legge di Biot-Savar valide quando la distanza
tra i conduttori è grande rispetto al loro diametro). Se i conduttori sono
molto vicini la legge è più complicata ma la sostanza resta. Possiamo limitarci
a considerazioni di tipo qualitativo.
La forza
di attrazione tra i fili paralleli è responsabile, per esempio, delle vibrazioni
dei trasformatori. Nel caso di un cavo di potenza per diffusori acustici la
corrente che percorre i conduttori (in andata e ritorno) ha la stessa intensità
e verso opposto e possiamo esprimere la
forza come segue:
F =
(μ0 /2π) * ( i1
*i2 *L) /d -> ( i1 = -i2) -> F = (μ0 /2π) * (- i2 ) *L/d
Per una
corrente alternata (w = pulsazione):
F =
(μ0 /2π) * ( i2
cos2 (wt)) *L/d
Ricordiamo
che :
Cos2(alfa)
= 1 + sin (2*alfa)
Ciò
significa che la frequenza della vibrazione meccanica prodotta è doppia
rispetto alla frequenza della corrente che percorre il filo (la stessa cosa
avviene nei trasformatori che, in Italia, vibrano a 100 Hz e a 120 negli USA).
L’impedenza di radiazione acustica del filo è molto bassa e non è facile sentir
“suonare” un cavo.
L’ effetto
piezoelettrico, eventualmente presente nel dielettrico, produce invece
vibrazioni che hanno la stessa frequenza della corrente (distorsione a parte).
Questo permette di distinguere le vibrazioni indotte per piezoelettricità
(stessa frequenza) dalle vibrazioni indotte dall’attrazione tra i fili
(frequenza doppia).
La
vibrazione meccanica si contrasta irrigidendo la struttura del cavo o con i
cavi a struttura coassiale. L’effetto piezoelettrico si evita utilizzando
guaine non piezoelettriche. I conduttori formati da più strand tra loro isolati
sono maggiormente soggetti alle vibrazioni meccaniche (fili Litz).
Nel cavo
coassiale, per questioni di simmetria, il conduttore centrale non vibra perché
la forza risultante su di esso è nulla. Anche da questo punto di vista il cavo
coassiale è preferibile.
La
“geometria” del cavo, il modo in cui è realizzato e i materiali impiegati,
determinano l’entità di L , C e G. Dal punto di vista della realizzazione (geometria) del cavo, si possono distinguere
tre tipologie principali:
cavo
solid-core (unico conduttore)
cavo
multi-strand (molti trefoli non isolati tra loro)
cavo Litz
(multi strand isolati singolarmente e intrecciati in modo particolare)
I cavi “solid-core”
e “multi strand” a parità di sezione si
equivalgono, per resistenza ed effetto pelle, e differiscono per la
flessibilità e per la diversa possibilità di ossidazione superficiale (meglio
il solid core). Il cavo Litz è
realizzato con un elevato numero di trefoli di piccolo diametro e isolati tra
loro. Offre una bassa induttanza (e
capacità elevata). Il costo di un Litz è elevato a causa della realizzazione
complicata e, come visto, non presenta reali vantaggi in banda audio. I cavi
Litz, in banda audio, sono inutili e dannosi.
Esistono
anche dei cavi “misti” che sono dei multi-strand con un’anima solid-core al
centro.
Per questi
tipi di cavo se i conduttori non sono tra loro isolati l’unico vantaggio, nei
confronti di un solid-core, sta in una certa flessibilità unita alla resistenza
alla trazione.
Il vero
problema è che i modi per realizzare un buon cavo sono pochi mentre i
costruttori di cavi sono tanti e tutti hanno la necessità di differenziare i
prodotti per distinguersi gli uni dagli altri. Questo è il motivo per cui si
vedono cavi realizzati nei modi più fantasiosi. Si tratta spesso di espedienti
commerciali per differenziare un prodotto dalla concorrenza.
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Il tipico cavo rosso-nero è
un multi-strand con dielettrico (e guaina) in PVC realizzato con rame
elettrolitico puro al 99.97%. Il PVC è piezoelettrico. Costa poco. E’
obbligatorio quando il valore dell’impianto stereo è inferiore a 500 Euro. |
Un cavo contiene
almeno due conduttori, ma potrebbero essercene anche 4, 6 o più. La cordatura
definisce come questi cavi sono “attorcigliati” tra loro. Un passo di cordatura
di 20 cm significa che nello spazio si 20 cm. i cavi sono stati “girati” di 360
gradi. La cordatura permette di ridurre l’induttanza del cavo e ne aumentano la
capacità. Chi desidera un cavo a bassa capacità deve preferire i cavi dovi due
conduttori sono tra loro paralleli. Le cordature più efficaci sono brevettate.
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Calibratura: |
il filo conduttore che compone il cavo deve avere sezione
costante in modo che tutti i parametri geometrici (vedi cordatura, distanza
tra i conduttori, diametro ed omogeneità del dielettrico…) siano a loro volta
costanti. Trefoli di diametro inferiore a 0.2 mm di diametro si ottengono con
il rame OFC. |
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Centratura |
Il filo di rame deve essere
perfettamente centrato all’interno della guaina isolante. Contrariamente le
parti più sottili possono spezzarsi a causa delle continue piegature. Il raggio di curvatura di un cavo di segnale è tipicamente
di 80 mm e diventa 160 mm per un cavo
di potenza. La centratura è una operazione delicata che va fatta con appositi
macchinari. I cavi realizzati a mano non danno sufficienti garanzie sotto
questo aspetto. |
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Crimpatura |
l’estremità del cavo viene crimpata per fissare il connettore.
La crimpatura deve essere circolare
(e non quadrata) per non introdurre strozzature (dislocazioni) nel
conduttore. |
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Trafilatura |
la trafilatura della guaina di un cavo è molto importante:
la guaina esterna deve aderire perfettamente alla guaina interna o al
conduttore. Eventuali bolle contribuiscono ad aumentare il rumore. Le guaine
devono essere anche in grado di impedire al cavo di vibrare (repulsione tra i
fili). Vedere anche Centratura |
Cavi:
rumore nei cavi.
Se le guaine
non sono perfettamente aderenti si
formano delle bolle d’aria (che dovrebbero essere scartate in fase di controllo
qualità) e queste generano rumore. Altro rumore viene generato quando gli
elettroni devono superare delle discontinuità (causate dalle impurità). In tal
caso si innescano dei micro archi voltaici. Ne segue che la purezza del rame
porta a diversi benefici: la flessibilità, minore probabilità di interruzione
dei trefoli, meno rumore, alta conducibilità. Non è invece il caso di parlare di
rumore termico causato dalla componente resistiva perché è molto piccola e
trascurabile.
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C’è un principio generale che è
bene chiarire. Partiamo dalla conservazione dell’energia. Consideriamo un cavo
con una guaina in PVC. L’energia proveniente dall’amplificatore per la
maggior parte giunge al carico ma una parte viene spesa per mettere in
movimento la guaina in PVC che è piezoelettrica. Supponendo che questi siamo
gli unici due fenomeni presenti scriviamo il bilancio energetico in questo
modo:
Energia
totale = (Energia sul carico) + (Energia sulla Guaina) Se k
rappresenta la frazione di energia dissipata nella guaina possiamo scrivere: (Energia
sul carico) = (1- k) (Energia
totale) (1) ora se k
è costante (in particolare indipendente dall’ampiezza dello stimolo) non c’è
distorsione. Se k non è costante
potrà essere sviluppata in serie di Taylor ( k(x) = a + bx + cx2 +
cx3 + …) questa relazione si riflette su (1-k) e l’effetto non
lineare si ritrova alla fine sul carico. (Energia
sul carico) = [1- (a + bx + cx2
+ cx3 + …)] (Energia totale)
Questo
ragionamento vale in generale (si consideri, per esempio, per la distorsione
magnetica negli amplificatori). |
Il rame
più o meno puro non produce alcuna forma di distorsione. Tuttavia ci sono
fenomeni che possono provocare distorsione e sono i fenomeni non lineari e le
vibrazioni meccaniche.
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Causa |
Natura |
Probabilità
di causare distorsione |
Riscaldamento |
Non
lineare |
Molto Scarsa |
|
Tensione
di break down |
Non
lineare |
Molto
Scarsa |
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Piezoelettricità |
Vibrazione
Non lineare |
Buona
(con PVC e PVDF) |
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Attrazione
tra i fili |
Non
lineare |
Buona |
|
Ossidazione
delle terminazioni |
Non
lineare |
Sicura |
La capacità
e l’induttanza del cavo dipendono anche dalla geometria della cordatura. Se i
cavi vibrano anche la capacità e l’induttanza cambiano di valore seguendo il
segnale (al quadrato). Un cavo composto da molti strand tra loro isolati ha
maggiore probabilità di vibrare (infatti le induttanze avvolte con filo Lits
presentano tassi di distorsione maggiori rispetto agli avvolgimenti realizzati
con solid core).
Il rame, a
contatto con l’aria, si ossida producendo una combinazione di CuO e Cu2O
. Il Cu2O è un semiconduttore e si comporta come un diodo lasciando
passare la corrente prevalentemente in un verso. Ne segue che il rame ossidato
produce distorsione per rettificazione. Questo fenomeno è molto rilevate nei
paesi a clima umido come la Malesia (dove si ossidano anche i fili di cablaggio
all’interno dei diffusori). Maggiore è il numero dei trefoli (strand) che
compongono il cavo, tanto più il cavo è flessibile ma tanto più aumenta la
possibilità che si formi ossido sulle superfici a contatto con l’aria. Da
questo punto di vista, il cavo migliore è quello unipolare (solid core) che
però non è flessibile. Tutti questi problemi scompaiono se il cavo è in rame
stagnato ed i connettori dorati (niente ossido, niente rettificazione). Le
morsettiere dorate presenti sui diffusori acustici, da questo punto di vista,
trovano una giustificazione: preservano le superfici di contatto dalla
corrosione e dagli ossidi. Le terminazioni ossidate vanno pulite.
Un cavo
produce distorsione? Se non è
realizzato rispettando determinate regole si. L’unica causa sulla quale
possiamo intervenire è l’ossidazione delle terminazioni (che vanno
periodicamente pulite).
A questo punto si dovrebbe fare una considerazione: il cavo migliore è sicuramente un cavo coassiale con il conduttore interno in solid core. Questo cavo è grosso, nero, ingombrante, brutto da vedere, poco flessibile e pesante. In sostanza possiede ottime caratteristiche elettriche ma pessime caratteristiche “estetiche”. L’audiofilo preferisce i cavi flessibili e spende una montagna di soldi per dei cavi che, nella migliore delle ipotesi difficilmente arriveranno alle prestazioni elettriche dei un normale cavo coassiale da pochi euro al metro. Il cavo coassiale, strutturalmente non può vibrare.
A questo punto dovrebbe essere possibile definire delle procedure per misurare la distorsione prodotta dai cavi.
Per esempio una misura di distorsione integrale con stimolo multitono condotta a livelli di corrente crescenti (fino ad almeno 10 Ampere).
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I dati mettono in evidenza che la resistenza dovuta al connettore è
una percentuale importante della resistenza totale del cavo. -
Valore tipico della resistenza di contatto di una
crimpatura: 0.5 milli Ohm -
Valore tipico della resistenza di contatto del connettore
avvitato a mano (maschio con femmina): 3 milli Ohm -
Totale (considerando le due terminazioni: 2 x (0.5 + 3) =
7 milli Ohm 3 metri di cavo AWG 10 presentano circa 20 milli Ohm di
componente resistiva (3 metri in andata e 3 metri in ritorno) |
Da qualche tempo a questa parte la rivista SUONO consiglia di utilizzare i cavi di potenza NON terminati: ha ragione, la soluzione migliore è NON terminare i cavi di potenza.
I cavi hanno un verso
privilegiato di percorrenza? Alcuni si per esempio i cavi semibilanciati (la
massa va collegata dal lato sorgente) e anche certi cavi dotati di filtri
terminati con un condensatore verso massa (se connessi “rovesci” possono
bruciare l’amplificatore). Lasciamo da parte questi casi particolari (di cui il
secondo ai limiti della criminalità). Limitiamoci ai cavi non bilanciati o
bilanciati senza filtri o ammennicoli strani.
Consideriamo un segnale
sinusoidale: per mezzo periodo percorre il cavo da destra e sinistra e per il
successivo semiperiodo da sinistra a destra. Se il cavo non è uguale nelle due direzioni
uno dei due semiperiodi viene alterato. Quindi se un cavo ha un verso di
percorrenza privilegiato significa che ha sicuramente un difetto nella
propagazione in una direzione e quindi non deve essere acquistato. Un
cavo deve essere omogeneo ed isotropo contrariamente, per definizione, non è un
cavo. La matrice che descrive una linea di trasmissione è simmetrica.
C’è chi
sostiene che i cavi abbiano bisogno di un periodo di “rodaggio” che ne
stabilizza le prestazioni. Vediamo cosa può cambiare nel cavo con l’utilizzo o
il tempo. Quando un cavo è percorso da corrente, magari poco, ma si
scalda. Il PCV è molto sensibile al
calore (si ammorbidisce a circa 70-80°) e, quando riscaldato, rilascia il Cloro
che migra nel rame rendendolo impuro. I 30-35 gradi che si raggiungono in
estate sono già sufficienti per degradare il PVC (basta osservare come si
riduce il PVC con il tempo) . Per questo motivo è inutile utilizzare rame OFC e
guaine in PVC: con il tempo il rame si inquina. Con una guaina in PE o in PP
questo non avviene e il rame OFC rimane OFC nel tempo.
Il suono
dei cavi cambia nel tempo…. Il suono dei cavi di bassa qualità cambia nel tempo
e se il suono cambia nel tempo il cavo è di bassa qualità. Se un cavo prevede
un periodo di rodaggio è meglio non acquistarlo.
Con il
tempo ed il contatto con l’aria il rame si ossida ma questo riguarda solo le
terminazioni scoperte. Se le terminazioni si ossidano basta pulirle o stagnarle
preventivamente.
Attualmente (4 dicembre 2020) non esiste un materiale superconduttore a temperatura ambiente anche se c’è un notevole interesse nella ricerca di un materiale che diventi super conduttore a temperature superiori a quelle dell’azoto liquido. Anzi sembra che la cosa sia riuscita ad alcuni ricercatori dell’Università di Padova (Italia).
Nel film
Avatar si parla di un materiale superconduttore a temperatura ambiente che si
trova sul pianeta Pandora: l’unobtanium. Al momento il miglior conduttore
disponibile in questo Sistema Solare è l’argento puro.
La
velocità di propagazione del segnale lungo un cavo è determinata da induttanza
e capacità per metro del cavo stesso. Quello che si propaga lungo il cavo è un
campo elettromagnetico (onde elettromagnetiche). La corrente continua è
costituita da un flusso di elettroni. Le “correnti di spostamento”, invece sono
molto più lente ma non sono loro a trasportare i segnali.
Come dire
che un cavo sottile (AWG 16, 18,…26…) ma di rame OFC funziona meglio di un cavo
di grossa sezione (AWG 6) ma in rame elettrolitico. Non è vero, funziona meglio
il cavo AWG 6.
Il
dielettrico non deve essere piezoelettrico, la velocità di propagazione deve
essere alta (maggiore di 0.65c), e la sezione del conduttore deve essere
adeguata (AWG 10, 9, 8…6). In buona sostanza la variazione di risposta in
frequenza misurata all’uscita dell’amplificatore e ai morsetti di ingresso del
diffusore acustico deve essere limitata a qualche decimo di dB.
Per non
creare problemi all’amplificatore la capacità del cavo deve essere bassa (cavo
“veloce” e più corto possibile).
I cavi di
alimentazione trasportano “tutta” la potenza utilizzata dall’amplificatore. Il
“suono” dell’impianto può dipendere dal cavo di alimentazione? L’unico modo in
cui il cavo di alimentazione può interferire con il suono dell’impianto stereo
è attraverso l’induzione di disturbi verso i cavi di segnale.
Se i cavi
di segnale sono schermati al 100% non ci sono problemi.
Il cavo di
rete deve essere tenuto lontano almeno 15 centimetri dai cavi di segnale (e non
attorcigliato con tutti gli altri cavi). Contemporaneamente i cavi di segnale
vanno accorciati alla minima lunghezza (per esempio ponendo il lettore CD sopra
all’amplificatore). Esistono cavi di alimentazione schermati che vanno
utilizzati in particolare per i dispositivi che richiedono più potenza (e
quindi irradiano di più).
La
tensione di rete ha un suo suono e una sua voce. I 220 Volt di rete sono soggetti
a variazioni di ampiezza, asimmetrie, presenza di componenti continue,
transitori e rumori che possono interfere con il buon funzionamento di quelle
apparecchiature non dotate di una alimentazione ben progettata.
Gli stadi
di uscita degli amplificatori non hanno, in genere, una alimentazione
stabilizzata e soffrono le variazioni di tensione (vedere il Power_Supply_
Rejection_Ratio degli amplificatori). Ciò accade, in particolare, con
amplificatori a basso fattore di controreazione (che sono potenzialmente i migliori come qualità ma da questo
punto di vista sono più delicati). Un tempo i televisori dovevano essere
collegati a stabilizzatori di tensione proprio per proteggerli dalle variazioni
della rete. Oggi i televisori sono migliorati e gli stabilizzatori di tensione
sono finiti in soffitta, la rete elettrica, invece, è più disturbata di prima.
Esistono i gruppi di continuità (come
quelli per computer). I più completi svolgono quattro funzioni:
-
continuità rispetto alle interruzioni di rete (grazie alla
presenza di batterie)
-
filtro antidisturbo
-
stabilizzazione della tensione
-
protezione dalle extra-tensioni
Se avete
problemi di rete (stabilità, disturbi, rumori, interruzioni ) installate un
gruppo di continuità ad onda sinusoidale (magari uno per l’amplificatore
e uno separato per il lettore CD….). Quanto potente? Diciamo almeno quattro
volte la potenza complessiva erogata dall’amplificatore: per un amplificatore
da 100 watt per canale calcolate 100+100=200*4=800 VA (o più). Non è difficile,
con un oscilloscopio, controllare la qualità della sinusoide prodotta dal
gruppo di continuità. Esistono anche i filtri di rete ed i cavi di
alimentazione schermati.
Realizzare un cavo di buona qualità non è difficile: basta prendere un conduttore AWG10 in rame OFC e isolarlo con una guaina in polipropilene o polietilene. Se viene realizzato e terminato seguendo le regole base un cavo simile è già molto buono. Ma molto poco flessibile.
Le caratteristiche
di un cavo dipendono:
-
dalla sua lunghezza
-
dalla sezione del conduttore
-
dalla purezza del rame (solo per la flessibilità)
-
dalla velocità di propagazione
-
della qualità della guaina e dell’isolante
-
dalla cordatura
La sezione
del conduttore è fondamentale per la risposta alla basse frequenze e va
sovradimensionata. Sappiamo che se la guaina è realizzata in materiale privo di
alogeni la velocità di propagazione è buona e il rame non rischia di essere
contaminato. La cordatura riduce l’induttanzama aumenta la capacità.
L’impedenza del diffusore acustico deve rispettare la norma DIN e
l’amplificatore deve essere stabile sui carichi reattivi. Ne segue che il cavo
di riferimento può essere realizzato con le seguenti caratteristiche :
-
sezione
da AWG 10 ad AWG 6
-
guaina
in materiale privo di alogeni (Halogen-free)
-
due
conduttori paralleli
-
lunghezza
minima possibile
Su un carico di 3.2 ohm le perdite
resistive per cavo AWG 6 sono nell’ordine di 0.05 dB a 20kHz.
Il “suono”
dei cavi dipende sostanzialmente dalla conducibilità e dalla velocità di
propagazione: se un cavo presenta una resistenza trascurabile rispetto alla
impedenza di uscita dell’amplificatore, non può alterare le basse frequenze. Lo
stesso vale sulle alte frequenze se la velocità di propagazione è prossima a
0.8 c .
Se
esistessero delle normative per definire le caratteristiche di interfaccia dei
dispositivi audio HiFi sarebbe ancora più semplice. Le difficoltà derivano
proprio dalla carenza di normative e dallo scarso rispetto di quelle esistenti
(per esempio la norma DIN 45500 che indica dei valori minimo di impedenza
per i classici 4, 8, e 16 ohm
nominali). Per prima cosa dovremmo scegliere diffusori acustici con una
impedenza elettrica quanto possibile regolare e con minimi di impedenza
comunque non inferiori a 3 ohm.
La
mancanza di norme ci costringe a scegliere un cavo sovradimensionato.
Conoscere
l’impedenza dei propri diffusori acustici e le caratteristiche
dell’amplificatore è molto importante: uno sguardo alle misure proposte dalle
riviste specializzate è obbligatorio.
L’andamento
dell’impedenza del diffusore è un segno della cura che è stata posta nel
progettarlo: un buon progetto non può prescindere dalla “pilotabilità” del
diffusore e deve rispettare la normativa DIN. Se l’amplificatore non è stabile
sui carichi reattivi è meglio tenere il cavo e cambiare l’amplificatore. Un
amplificatore instabile non ha ragione di esistere.
Infine
vale la pena di disporre l’impianto ed i diffusori in modo da minimizzare la
lunghezza dei cavi.
Non ha
senso disquisire sul suono dei cavi e sulle sinergie tra i componenti e poi
collegare i diffusori con 10 metri di filo AWG 16.
Conviene
mettere amplificatore e sorgente tra i due diffusori acustici. Per limitare qualsiasi
effetto dovuto alla loro presenza disponeteli su un tavolino basso, a ridosso
della parete di fondo, in modo che restino al di sotto dell’altezza del
midrange dei vostri diffusori (che dovrebbero essere un po’ avanzati rispetto
alla parete di fondo). Curate la simmetria della disposizione.
E’
probabile che molti problemi siano generati dalla tensione di rete la cui
stabilità è sempre peggiore di quello che si immagina (specie vicino ad un
insediamento industriale).
Un ultimo
consiglio che può sembrare banale: i cavi che collegano gli altoparlanti
trasportano correnti rilevanti (anche superiori a 10 Amper di picco) e vanno
tenuti lontani tra loro, dai cavi che trasportano segnali deboli e dai cavi di
alimentazione. In linea di principio tutti i cavi dovrebbero essere schermati e
di lunghezza minima.
I cavi
vanno tenuti in ordine, le connessioni devono essere pulite e meccanicamente
solide.
Cambiando
un cavo la risposta in frequenza dell’impianto stereo puà variare di qualche
decimo di dB….spostando i diffusori o il punto d ascolto la risposta può cambia
re di molti dB.
La
velocità di propagazione del segnale lungo una linea di trasmissione, in
presenza di perdite, è data da:
|
|
dalle
espressioni qui riportate si deduce che non è possibile costruire un cavo con
valori di L e C arbitrari: dovendo risultare la velocità di propagazione minore
di quella luce deve sussistere un rapporto tra C e L : se uno aumenta l’altro diminuisce
e viceversa.
La
velocità di propagazione del segnale è un indice della qualità del cavo:
affinché la velocità sia elevata sia la capacità che l’induttanza devono avere
valori bassi e le perdite nel dielettrico devono essere minime. Inoltre è opportuno
che la velocità di propagazione non cambi con la frequenza il che richiede la
stabilità dei valori di R,L,C e G con la frequenza (contrariamente il cavo
diventa dispersivo).
L’impedenza
caratteristica di una linea di trasmissione è data dall’espressione:
|
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------------------------------------------------------------
Tabelle
|
|
Accanto
alle serie di diametri e sezioni trasversali metriche, si è affermato su
scala internazionale il sistema AWG, soprattutto nelle industrie
dell'aeronautica e cosmonautica, nell'elettronica e nel settore militare. Una delle caratteristiche
delle serie AWG consiste nel continuo aumento delle sezioni trasversali del 26%,
da un numero AWG all'altro. Bisognerebbe però far attenzione ad alcuni
aspetti particolari collegati a questa graduazione. I numeri
AWG in aumento risultano in sezioni trasversali sempre minori. Un'alterazione
di 6 numeri AWG corrisponde ad un raddoppio oppure dimezzamento del diametro.
Una
alterazione di 3 numeri AWG corrispondono al raddoppio o dimezzamento della
sezione trasversale. Esempio
(approssimativo): AWG 30 =
10 mils = 0,254 mm AWG 24 = 20 mils = 0,51 mm AWG 30 = 100.5 circular mils = 0,051 mm² AWG 33 =
50.2 circular mils = 0,0254 mm² |
WIRE TABLE FOR SOLID, ROUND COPPER CONDUCTORS
Size Diameter Cross-sectional area Weight AWG inches cir. mils sq. inches lb/1000 ft =============================================================== 4/0 -------- 0.4600 ------- 211,600 ------ 0.1662 ------ 640.5 3/0 -------- 0.4096 ------- 167,800 ------ 0.1318 ------ 507.9 2/0 -------- 0.3648 ------- 133,100 ------ 0.1045 ------ 402.8 1/0 -------- 0.3249 ------- 105,500 ----- 0.08289 ------ 319.5 1 -------- 0.2893 ------- 83,690 ------ 0.06573 ------ 253.5 2 -------- 0.2576 ------- 66,370 ------ 0.05213 ------ 200.9 3 -------- 0.2294 ------- 52,630 ------ 0.04134 ------ 159.3 4 -------- 0.2043 ------- 41,740 ------ 0.03278 ------ 126.4 5 -------- 0.1819 ------- 33,100 ------ 0.02600 ------ 100.2 6 -------- 0.1620 ------- 26,250 ------ 0.02062 ------ 79.46 7 -------- 0.1443 ------- 20,820 ------ 0.01635 ------ 63.02 8 -------- 0.1285 ------- 16,510 ------ 0.01297 ------ 49.97 9 -------- 0.1144 ------- 13,090 ------ 0.01028 ------ 39.63 10 -------- 0.1019 ------- 10,380 ------ 0.008155 ----- 31.43 11 -------- 0.09074 ------- 8,234 ------ 0.006467 ----- 24.92 12 -------- 0.08081 ------- 6,530 ------ 0.005129 ----- 19.77 13 -------- 0.07196 ------- 5,178 ------ 0.004067 ----- 15.68 14 -------- 0.06408 ------- 4,107 ------ 0.003225 ----- 12.43 15 -------- 0.05707 ------- 3,257 ------ 0.002558 ----- 9.858 16 -------- 0.05082 ------- 2,583 ------ 0.002028 ----- 7.818 17 -------- 0.04526 ------- 2,048 ------ 0.001609 ----- 6.200 18 -------- 0.04030 ------- 1,624 ------ 0.001276 ----- 4.917 19 -------- 0.03589 ------- 1,288 ------ 0.001012 ----- 3.899 20 -------- 0.03196 ------- 1,022 ----- 0.0008023 ----- 3.092 21 -------- 0.02846 ------- 810.1 ----- 0.0006363 ----- 2.452 22 -------- 0.02535 ------- 642.5 ----- 0.0005046 ----- 1.945 23 -------- 0.02257 ------- 509.5 ----- 0.0004001 ----- 1.542 24 -------- 0.02010 ------- 404.0 ----- 0.0003173 ----- 1.233 25 -------- 0.01790 ------- 320.4 ----- 0.0002517 ----- 0.9699 26 -------- 0.01594 ------- 254.1 ----- 0.0001996 ----- 0.7692 27 -------- 0.01420 ------- 201.5 ----- 0.0001583 ----- 0.6100 28 -------- 0.01264 ------- 159.8 ----- 0.0001255 ----- 0.4837 29 -------- 0.01126 ------- 126.7 ----- 0.00009954 ---- 0.3836 30 -------- 0.01003 ------- 100.5 ----- 0.00007894 ---- 0.3042 31 ------- 0.008928 ------- 79.70 ----- 0.00006260 ---- 0.2413 32 ------- 0.007950 ------- 63.21 ----- 0.00004964 ---- 0.1913 33 ------- 0.007080 ------- 50.13 ----- 0.00003937 ---- 0.1517 34 ------- 0.006305 ------- 39.75 ----- 0.00003122 ---- 0.1203 35 ------- 0.005615 ------- 31.52 ----- 0.00002476 --- 0.09542 36 ------- 0.005000 ------- 25.00 ----- 0.00001963 --- 0.07567 37 ------- 0.004453 ------- 19.83 ----- 0.00001557 --- 0.06001 38 ------- 0.003965 ------- 15.72 ----- 0.00001235 --- 0.04759 39 ------- 0.003531 ------- 12.47 ---- 0.000009793 --- 0.03774 40 ------- 0.003145 ------- 9.888 ---- 0.000007766 --- 0.02993 41 ------- 0.002800 ------- 7.842 ---- 0.000006159 --- 0.02374 42 ------- 0.002494 ------- 6.219 ---- 0.000004884 --- 0.01882 43 ------- 0.002221 ------- 4.932 ---- 0.000003873 --- 0.01493 44 ------- 0.001978 ------- 3.911 ---- 0.000003072 --- 0.01184
|
Caratteristiche
del rame: |
|
|
Temperatura di fusione |
1083 °C |
|
Temperatura di ebollizione |
2595 °C |
|
Densità a 20 °C |
8.89 g/cm3 |
|
Carico di rottura (ricotto) |
~ 220 N/mm2 |
|
Coefficiente di dilatazione termica a 20°C |
1,65 10-6 m/(m*K) |
|
Ritiro di solidificazione |
4.92 % |
|
Calore specifico a 20°C |
385 KJ/(Kg*K) |
|
Conduttività termica a 20 °C |
391 W/(m*K) |
|
Resistività elettrica a 20 °C (ricotto) |
0.017241 Ohm mm2/m |
|
Coefficiente di temperatura della resistività elettrica
(-100° : +150°) |
393 *10-5 K-1 |
|
RT = R20
[1 + alfa (1 - 20)] |
alfa = 0,00393 |
|
Velocità del suono |
3600 m/s |
|
Potenziale E° (Cu2+ +2e- |
0,337 V |
.
|
Caratteristiche del Rame
ricotto campione a 20°C (sezione uniforme
di 1 mm2 e lunghezza di 1 metro) |
|
||
|
Tipo |
Conduttività IACS |
Resistività di volume ohm/m mm2 |
|
|
a 20oC – lavorato a freddo |
97.0-97.7 % |
0.017668 - 0.01876 |
|
|
Rame UNI 5649/1 CU-ETP |
98,28 % |
0,017544 |
|
|
Rame UNI 5649/1 CU-OF |
100 % |
0,017241 |
|
|
a 20oC – ricottura dolce |
100.0-101.5 % |
0.016978 - 0.01724 |
|
-
|
impurità
presenti |
RAME ELETTROLITICO |
RAME OXYGEN-FREE |
|
Argento |
.0013 |
.0012 |
|
Zolfo |
.0015 |
.0012 |
|
Arsenico |
.0006 |
.0002 |
|
Piombo |
.0010 |
.0005 |
|
Antimonio |
.0010 |
.0005 |
|
Bismuto |
.0001 |
.00003 |
|
Selenio |
.0003 |
.0001 |
|
Tellurio |
.0001 |
.00005 |
|
Stagno |
.0004 |
.0001 |
|
Nickel |
.0014 |
.0005 |
|
Zinco |
.0004 |
.00005 |
|
Ossigeno |
.0340 |
.0003 |
|
Conducibilità
(IACS) |
100.7% |
101.5% |
|
Etileneclorotetrafluoroetilene |
ECTFE |
|
Etilenetetrafluoroetilene |
ETFE |
|
Fluoroetilenpropilene (Teflon®)
|
FEP |
|
Fluoruro di polivinilidene |
PVDF (piezoelettrico) |
|
Gomma etilenpropilene |
EPR EPDM |
|
Gomma silicone |
SI |
|
Gomma termoplastica Alcryn® |
|
|
Gomma termoplastica |
HT SEBS |
|
Gomma termoplastica Santoprene® |
|
|
Mescola LS0H reticolata |
|
|
Mescola LS0H termoplastica |
|
|
Metilvinileterefluoroalkoxy |
MFA |
|
Perfluoroalkoxy |
PFA |
|
Poliammide |
PA |
|
Poliestere termoplastico elastomero |
PETE |
|
Poliimmide (Kapton®)
|
PI |
|
Polipropilene |
PP |
|
Politene alta densità |
HDPE |
|
Politene bassa densità |
LDPE |
|
Politene reticolato |
XLPE |
|
Politene tereftalato |
PTE |
|
Politetrafluoroetilene |
PTFE |
|
Poliuretano poliestere |
PUR |
|
Poliuretano polietere |
PUR |
|
Polivinilcloruro 105° C |
PVC 105° C (piezoelettrico) |
|
Polivinilcloruro 70° C |
PVC 70° C (piezoelettrico) |
|
Polivinilcloruro per basse temperature |
PVC BT (piezoelettrico) |
|
Polivinilcloruro resistente agli oli |
PVC OR (piezoelettrico) |
|
Polivinilcloruro semirigido |
PVC SR (piezoelettrico) |
|
Polivinilcloruro-nitrile |
PVC-NBR (piezoelettrico) |
Polivinilcloruro-poliuretano
|
PVC-PUR (piezoelettrico)
|
Questa tabella contiene diversi tipi di isolanti/dielettrici
ciascuno dei quali presenta particolari caratteristiche di resistenza alla
temperatura, all’acqua e agli agenti chimici ed atmosferici. Come si vede
esistono molti tipi di polietilene diversi.
|
|
Costante dielettrica relativa di
alcuni materiale e velocità di propagazione
La tabella riporta i valori della
costante dielettrica e della velocità di propagazione ottenibile (nell’ipotesi
di perdite nulle)
Materiale
|
erif |
velocità di propagazione |
|
Nylon |
2.8-3.0 |
|
|
PVC (in generale) |
2.7 -14 |
|
|
PVC nero |
3.4 |
|
|
PVC a 1 MHz |
2. |
|
|
PVC a 800 Hz |
3.4 |
|
|
Policarbonato |
3 3 |
|
|
PE (Polietilene) |
2.3 |
0.66c |
|
PP (Polipropilene) |
2.3 |
0.66c |
|
Teflon |
2.1 |
0.68c |
|
Kaptopn |
1.3 – 1.5 |
0.88 – 0.81 c |
|
Silicone |
2.6-3.5 a 1000Hz |
|
