Misure sulle Trombe
di Mario Bon
8 Agosto 2015

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Nota: tutto quello che c’è da sapere sulle trombe, compreso
l’allineamento dei centri acustici, le considerazioni sulle frequenze di
taglio, le risonanze nelle trombe piegate, ecc. è riportato dal Beranek in
“Acoustics” a partire da pag 138. Si
veda l’appendice di questo articolo. |
Una tromba è un adattatore (non un trasformatore) di impedenza
e, come tale, presenta delle proprietà che non possono scomparire perché è
stata prodotta negli anno ’30 o perché di una marca più o meno esoterica o
perché realizzata da Pinco piuttosto che da Pallino. Ogni tromba ha delle
limitazioni strutturali che possono essere ridotte ma non eliminate.
In particolare
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tra la camera di compressione e la gola della tromba
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tra la gola e la bocca della tromba
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tra la bocca l’esterno
ci sono variazioni di impedenza acustica. In corrispondenza
di ogni variazione di impedenza si osserva la
riflessione e la trasmissione
della perturbazione. È lo stesso fenomeno che si osserva nelle linee di
trasmissione. A causa delle
riflessioni, una parte dell’energia acustica che parte dalla gola raggiunge la
bocca qui viene riflessa all’indietro verso la gola, giunta alla gola, si
riflette nuovamente e si ripresenta
alla bocca con un certo ritardo. In sostanza la potenza esce “un poco alla
volta”. Questo si vede molto bene nelle misure.

Tutto ciò produce problemi
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nelle caratteristiche di fase minima del dispositivo
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nella risposta in frequenza (che appare ondulata)
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nella risposta impulsiva.
Una tromba di lunghezza finita non è, causa delle riflessioni, un dispositivo a
fase minima quindi, per definizione, non conserva l’informazione. In un sistema
multivia a tromba non è sufficiente allineare i centri acustici per ottenere un
sistema a fase minima: la condizione di fase minima semplicemente non esiste.
Lo spettrogramma illustra molto bene queste caratteristiche
delle trombe. I difetti evidenziati sono:
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difetti del driver (break up del diaframma)
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riflessioni interne
-
diffrazioni ai bordi
Per quanto perfetta una tromba non può migliorare le qualità
del driver che la pilota. Anzi è più probabile che ne metta in evidenza i
difetti. Un sistema driver+tromba somma i difetti di entrambe i dispositivi.
Le figure che seguono mostrano come si presentano le misure
nel caso ideale, con sistemi a radiazione diretta e con le trombe. Vanno
osservate con attenzione.
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Spettrogramma di un amplificatore: è perfettamente
simmetrico e senza sbavature Questo è il risultato ideale per questo tipo di misura. In ascissa il tempo In ordinata la frequenza Questa dovrebbe essere una analisi SFFT direttamente
confrontabile con una waterfall |
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Spettrogramma di una tromba Si vedono deboli segni di riflessione a 2 millisecondi. Questa tromba dovrebbe essere lunga circa 23 centimetri
(ed avere una bocca molto ampia). Probabilmente non esiste. |
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Esempio di analisi Wavelet Scalogramma di un diffusore due vie B&W Da documentazione Audiomatica In ascissa il tempo In ordinata la frequenza Quello che appare a destra sono emissioni che giungono in
ritardo (dovute sia al riallineamento delle sorgenti che alla diffrazione ai
bordi) |
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Esempio di
misura su una tromba reale. L’energia emessa in ritardo è molto abbondante e
poco attenuata specie nella zona più critica tra 500 e 2000 Hz. La
diffrazione ai bordi della bocca può essere ridotta evitando gli spigoli
vivi. |
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Le riflessioni tra gola e bocca della tromba rappresentate
con un diagramma a graticcio. Il suono impiega il tempo t per percorrere la distanza tra
gola e bocca. Alla gola una parte del suono viene trasmessa all’esterno della
tromba ma una parte viene riflessa all’indietro. Le riflessioni ritardate sono distanziate di un intervello
tempo pari a 3t. Ogni 3t qualche cosa, che ha sempre meno a che fare con il
suono diretto, esce dalla tromba (in pratica una serie di echi ravvicinati). Tali echi, all’interno del tempo di integrazione, non
vengono percepiti per effetto Haas (ma ci sono). |
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Profilo esponenziale paragonato a profili che riducono la
diffrazione ai bordi e le riflessioni Diminuire non significa eliminare. I due profili alternativi sono praticamente equivalenti. |
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Un modo semplice per ridurre la diffrazione ai bordi è
terminare il profilo con una semicirconferenza (in pratica arrotondare i bordi) |
Questi difetti sono presenti nei Tweeter a cupola?
Le camere di decompressione dei tweeter a cupola sono
profonde qualche centimetro e, al massimo, possono produrre riflessioni
limitatamente all’ultima ottava.
Per un midrange o per un woofer si devono considerare le
riflessioni presenti all’interno del cabinet e che riemergono attraverso il
diaframma. Tali riflessioni vengono attenuate dal materiale fonoassorbente che
viene posto all’interno del cabinet (che sulle pareti della tromba non sono
presenti).
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Scalogramma (wavelet) del diffusore acustico Opera Grand
Mezza 2006
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Il centro di emissione appare in posizione stabile e
l’energia emessa in ritardo è scarsa Specie tra 500 e 2000 Hz. Lo spettrogramma di un diffusore a radiazione diretta è
molto migliore di quello della migliore delle trombe. |
I fenomeni di diffrazione ai bordi sono sempre presenti, in
misura variabile su qualsiasi altoparlante. Quello che si può dire è che la
diffrazione ai bordi, per un tweeter può avvenire con ritardi inferiori al
millisecondo.
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Questa è un’altra misura importante su una tromba perché mostra
la regolarità dei diagrammi polari alle varie frequenze. Particolarmente
importante quello che succede fino a 5000 Hz. I contorni ideali dovrebbero
essere non crescenti e perfettamente simmetrici rispetto allo zero. Questo
esempio riguarda una tromba a direttività costante. |
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Indice di direttività. Per una tromba a direttività
costante l’indice di direttività deve essere costante (una line retta).
Questo non garantisce che i diagrammi polari siano tutti uguali. In questo caso la tromba si può considerare a direttività
costante a partire da 2kHz |
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Per un tweeter a cupola le cose vanno molto diversamente
perché l’indice di direttività rimane costante fino a circa ka =1 e poi
decresce con una certa regolarità che dipende anche dalla forma e dalle
dimensioni del pannello frontale.
L’indice di direttività si legge in modo molto semplice: se
una tromba presenta un indice di direttività di 11 dB (lungo una certa
direzione) significa che senza la tromba si otterrebbero 11 dB in meno.
Dato che l’indice di direttività si misura sull’asse di radiazione principale significa
che la tromba aumenta di 11 dB la radiazione in asse.
Ne segue che, se una tromba produce 114 dB SPL in asse con
DI=12 dB significa che, se la potenza acustica fosse “spalmata” su tutto lo
spazio, l’SPL sarebbe di 114-12= 102 dB che corrisponde al 19% di rendimento.
Tale rendimento è molto elevato ma ancora inferiore al massimo rendimento teorico
del 25%.
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Esempio di misura di una tromba giudicata “ottima” (solo che
a giudicarla “ottima” è la stessa persona che la ha disegnata). Si notino le
corrispondenze tra lo spettrogramma e la risposta all’impulso. Dato che il sistema non è a fase minima si dovrebbe
misurare l’eccesso di fase e l’eccesso di ritardo di gruppo.
Infatti, in questo caso, alle alte frequenze, il ritardo di gruppo, con
quella risposta in frequenza, non può (e non deve) essere nullo ma dovrebbe
salire (come si vede nei filtri anti alias). Questa misura quindi trae in
inganno perché fa sembrare un pregio (ritardo di gruppo nullo) quello che
invece è un difetto (anche grave). Se non conoscono le caratteristiche dei sistemi
ideali è impossibile interpretare correttamente i risultati della misure. Per
valutare la qualità di questa tromba basta osservare la risposta impulsiva.
Il DRC dovrebbe essere in grado, almeno teoricamente, di correggere queste
riflessioni. |
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Qui a destra la risposta ed il ritardo di gruppo di un
filtro passa basso. Ogni filtro passa basso a fase minima presenta questo tipo
di andamento (più o meno accentuato). Affinché un dispositivo funzioni deve prima funzionare in
teoria. Se funziona solo in pratica significa che la teoria è sbagliata e si
è verificato un “colpo di culo”. |
Per concludere:
A guardare le misure si dovrebbe concludere che una tromba
non può “suonare” convenientemente a parte,forse, sopra i 5000 Hz (dove
l’orecchio è poco selettivo). In
effetti molte trombe suonano in modo tipicamente “nasale”. Altre hanno difetti
pacchiani ma che possono essere evidenziati con una misura specifica che
nessuno fa e quindi è meglio non spiegarla per non togliere l’alone di “magia”
che aleggia sull’argomento “trombe”.
A guardare meglio però, si capisce che certe caratteristiche
dell’apparato uditivo (effetto Haas) possono ridurre certi difetti fino a
renderli almeno tollerabili. Si può quindi sfruttare questo fatto per mettere
in evidenza i pregi delle trombe (in sostanza la dispersione controllata).
L’elevata efficienza e l’elevato SPL in asse va preso come un “effetto
collaterale favorevole” e non come prima caratteristica della tromba.
L’analisi delle misure fornisce dei criteri di scelta. Per esempio
le trombe con brusche variazioni di profilo dovrebbero essere evitate a favore
di trombe con sezioni ellittiche o circolari che variano in modo progressivo
senza discontinuità. In sostanza qualsiasi brusca variazione di impedenza deve
essere evitata (anche alla bocca).
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Esempi di profili di trombe con importanti variazioni di
impedenza che causano, inevitabilmente, riflessioni multiple. |
Le trombe più critiche sono quelle piegate (usate per le basse
frequenze) dove riflessioni e risonanze sono inevitabile. Questi difetti (non eliminabili) possono essere ridotti e
resi tollerabili sfruttando convenientemente la psicoacustica (ma questo
implica che funzioneranno “meglio” con programmi musicali strutturalmente
semplici).
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Tipi di cabinet
che favoriscono riflessioni e risonanze o interferenze multi-path. |
Nessuna legge vieta di pensare che le trombe suonino meglio
di altri sistemi “a prescindere” o che qualche oscuro dogma imponga di comporre
sistemi con non meno di cinque vie. Al
contrario uno dei pregi delle trombe moderne è di permettere di comporre
sistemi a due con ottime caratteristiche (ed è così che dovrebbero essere
sfruttate).
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Si consideri l’esempio qui a sinistra. La tromba ha una gola poco più grande dell’altoparlante si
apre quindi con un profilo asimmetrico che per un tratto sembra essere
esponenziale e quindi è rettilineo per un tratto chiuso. Nella direzione di propagazione si forma un’onda stazionaria
che carica l’altoparlante. Per il resto si formano onde stazionarie assiali tra le
pareti laterali e tra soffitto e pavimento. |
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Se
avesse messo due array di woofer negli angoli della stanza dietro ai
diffusori principali (senza fare la mega tromba) avrebbe ottenuto risultati
più prevedibili. |
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Confronto tra l’impedenza di radiazione di trombe di
lunghezza infinita con profili diversi. Per le basse frequenze il migliore è quello iperbolico |
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Tipi di
profili e relative funzioni per calcolare lo sviluppo |
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Impedenza
di radiazione di una tromba esponenziale di lunghezza infinita Si osservi
attentamente cosa succede al diminuire della lunghezza della tromba |
Le trombe “buone” devono essere grandi. Le trombe per basse
frequenze devono essere grandi. Più la tromba è “piccola” più le variazioni di impedenza sono ampie.
In corrispondenza dei picchi di impedenza si verificano riflessioni gola-bocca.
Più sono ampi e peggio è. Quelle che seguono sono trombe esponenziali
parametrizzate in modo da consentire il confronto diretto.
Nelle figure che seguono il parametro m (flare costant) è
mantenuto costante fc=mc/4p (m=4p /cfc ) anche il
diametro della gola è costante pari a 0.0075 c/fc= 0.0075 4p /m . C è la circonferenza della bocca.
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Impedenza
di radiazione di una tromba esponenziale di lunghezza finita. In questo caso
C=0.96 lc a 344Hz lc= 1
metro. Quindi questa tromba è lunga 59 centimetri, il diametro della bocca è
di 30 centimetri e la gola ha un diametro di soli 7 millimetri (ma non è
importante) m=4p fc/c = 12.566. In
ascissa x= f/fc quindi 1 corrisponde alla frequenza limite. Pur
essenso dimensionata per funzionare da 344 Hz si vede dall’impedenza che il
carico e effettivo da 500Hz circa. Le oscillazioni dell’impedenza si riducono
da 688 Hz in avanti. |
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Come sopra:
stessa gola, poco più corta (-7%) e con la bocca più piccola Notare
l’incremento dei picchi nell’impedenza. In questo caso C=0.71 lc |
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Come
sopra con dimensioni ulteriormente ridotte. In questo caso C=0.47 lc |
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Come sopra
ulteriormente ridotta. Qui il rapporto tra i diametri di gola e bocca vale
10. In questo caso C=0.236 lc |
Dimensione della bocca di una tromba per ottenere impedenza
risistiva a partire dalla frequenza limite (perimetro della bocca = lunghezza
d’onda limite).
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Frequenza limite in Hz |
Diametro Bocca circolare |
Lato Bocca quadrata |
Lato Bocca quadrata (Beranek) |
Superficie della Bocca |
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40 |
2.73 |
2.43 |
1.718 |
5.886 |
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45 |
2.44 |
2.159 |
1.527 |
4.664 |
|
50 |
2.19 |
1.94 |
1.371 |
3.768 |
|
60 |
1.82 |
1.62 |
1.1453 |
2.624 |
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70 |
1.56 |
1.38 |
0.975 |
1.904 |
|
80 |
1.37 |
1.21 |
0.855 |
1.464 |
|
90 |
1.22 |
1.08 |
0.7635 |
1.166 |
|
100 |
1.095 |
0.97 |
0.6857 |
0.94 |
|
200 |
0.5475 |
0.485 |
0.3443 |
0.2417 |
|
400 |
0.27375 |
0.2425 |
0.1721 |
0.06043 |
Si noti che per ogni raddoppio della frequenza limite la
superficie della bocca deve quadruplicare esattamente come accade per lo spostamento
volumetrico di un woofer a radiazione diretta.Viste le dimensioni Beranek
riduce l’area della bocca alla metà. In questo modo la frequenza limite risulta
aumentata del 40% circa e l’impedenza non è puramente resistiva (quindi c’è un
certo calo nella risposta in frequenza verso le basse frequenze che viene
accettato).

Una tromba è una linea di trasmissione a sezione variabile.
Una tromba piegata è ancora una linea di trasmissione con sezione variabile.
La differenza tra una linea di trasmissione e una tromba è la seguente: se la minima frequenza di funzionamento è determinata
-
dalla dimensione della bocca si tratta di una tromba
-
dalla lunghezza del condotto si tratta di una linea di
trasmissione
quindi basta calcolare la lunghezza del perimetro della
bocca e confrontarlo con l frequenza limite inferiore.
In oltre il roll on di una linea di trasmissione a bassa
frequenza è di 18 dB/ottava (come un dipolo) e, se la linea è ben progettata,
il denominatore della funzione di trasferimento contiene almeno un polo
reale.
Una tromba, così come una linea di trasmissione, non può e
non potrà mai essere un dispositivo a fase minima. Se le cose sono fatte
intelligentemente questo fatto, ai fini della qualità della riproduzione,
potrebbe non avere alcuna importanza