di Mario Bon
1 ottobre 2015
Per cominciare è necessario considerare il trasformatore
come elemento acustico. A tale scopo si riportano alcune pagine di Acoustics di
Beranek.




Da quanto visto fin qui dovrebbe essere chiarealcune cose:
-
la tromba è un elemento passivo
-
la potenza acustica che entra esce dalla bocca di una tromba
è uguale alla potenza acustiche che entra nella sua gola
-
l’efficienza di una tromba è sempre inferiore al 100%
-
la tromba non aumenta l’efficienza del dispositivo cui è
applicata
-
quando una tromba è di dimensioni finite si osservano
riflessioni tra gola e bocca
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la tromba concentra la potenza acustica su una superficie
limitata.
Quella che segue è l’introduzione al capitolo dedicato alla
trombe scritto da L. Beranek. (tratto sempre
da Acoustic)
Prima di Beranek, H.
Olson aveva scritto Acoustical Engeneering (1945) e prima ancora era stato pubblicato il “Manuale di
Elettroacustica” (traduzione italiana
del 1945).
Negli anni ’40 del 1900 erano disponibili amplificatori da
100 Watt e la banda passante utile andava da 80 a 10kHz.
Quindi un sistema capace di riprodurre i 60 Hz era ritenuto
più che sufficiente. La riproduzione delle fondamentali a bassa frequenza era
affidata (più o meno consapevolmente) agli effetti psicoacustici. Il modello di
Webster è del 1919-1920.
Oggi i 60 Hz sono raggiunti dai “minidiffusori” e i 40 Hz da un normale diffusore da
pavimento da 30-40 litri di volume. Un diffusore HiFi non deve sonorizzare uno
stadio ma un ambiente domestico (chiuso) di qualche decina di metri quadri.
Basta fare i debiti rapporti….

Traduzione:
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9.1 Introduzione. Gli altoparlanti a tromba
usualmente consistono in un driver a bobina
mobile accoppiato a una tromba
(corno). Quando ben progettati, la grande terminazione della tromba, detta
“bocca”, ha una superficie abbastanza larga per irradiare suono efficientemente
alle frequenze più basse desiderate. La terminazione piccola della tromba, detta
“gola”, ha una superficie scelta per
adattarsi alla impedenza acustica del driver e per produrre la minor
distorsione non lineare possibile. Gli altoparlanti a tromba sono largamente usati nei
cinema, teatri, auditori , stadi e arene dove una grande potenza acustica
deve essere irradiata e dove si desidera controllare la direzione del suono.
La efficienza della radiazione del
suono da un lato di un altoparlante a radiazione diretta ben progettato è stata mostrata nel
capitoli 7 e 8 valere poche parti per cento. Per confronto, l’efficienza di radiazione da un
altoparlante a tromba usualmente sta
tra il 10 ed il 50%. Il principale svantaggio delle trombe a confronto con gli altoparlanti a
radiazione diretta sono i costi più alti e le dimensioni maggiori. Prima di procedere con l’analisi degli altoparlanti a
tromba si dovrebbe menzionare ancora che l’efficienza radiante di un
altoparlante a radiazione diretta può essere aumentata a bassa frequenza
montando molte unità fianco a fianco in un singolo schermo. La mutua interazione tra le unità di radiazione serve per
incrementare la resistenza di radiazione di ogni unità in modo sostanziale.
Per esempio, due altoparlanti a radiazione diretta identici molto vicini uno
all’altro in uno schermo infinitamente esteso, che vibrano in fase,
produrranno una intensità in asse quattro volte maggiore sull’asse principale
rispetto ad una sola singola unità [nota di MB: l’ampiezza in asse è
proporzionale al quadrato del numero delle sorgenti come spiegato in tutti i
libri di fisica]. Gli altoparlanti a radiazione diretta usati in gruppo spesso non sono
soddisfacenti alle alte frequenze come un altoparlante a tromba per la
difficoltà di ottenere condizioni di fase omogenee da diaframmi a radiazione diretta diversi [nota di MB: un
problema di ripetibilità di prestazioni che oggi è superato]. Questo per dire, le condizioni di vibrazione del cono di
un altoparlante sono complesse, così che le normali vibrazioni nella
uniformità dei diaframmi (coni) risulta in sostanziali differenze nella fase del segnale irradiato
da diaframmi differenti alle
frequenze alte. Ne risulta un pattern di radiazione molto irregolare e non
prevedibile. Questo problema non sorge con una tromba quando viene
impiegato un singola driver. Quando due o più driver sono usati per alimentare una
singola tromba , il range di frequenze, dove la curva di risposta non è alterata dalla molteplicità dei driver è
quella dove i diaframmi vibrano in fase. |
In sostanza l’analisi delle trombe viene limitata
all’intervallo di frequenza dove l’impedenza acustica alla bocca vale rc
moltiplicata per la superficie della gola. Questa è la stessa impedenza
vista, per ka>1, da un pistone rigido montato alla fine di un lungo tubo.
Non dovrebbe essere necessario aggiungere altro.
Perché il libro “Acoustics” di Beranek è importante (non
perché lo ha scritto Beranek):
-
perché è un libro di testo a livello universitario.
-
perché è in uso dal 1954.
-
perché è stato ripubblicato nel 1993 senza modifiche.
-
Il contenuto di questo libro è stato valutato per oltre 50
anni.
Se ci fosse stato da ridire sul suo contenuto non sarebbe
citato in quasi tutti gli articoli che trattano gli altoparlanti.
Acoustic di Beranek
non è stato il primo libro di acustica ed elettroacustica: è stato
preceduto da H. Olson (1945) ed è
stato scritto 34 anni dopo la formulazione del modello di Webster. Ha anche dei
difetti quali l’impostazione ingegneristica all’americana che tende a fornire
formule pratiche senza troppo entrare nei dettagli della teoria e il trattare
le analogie elettro-meccaniche senza un riferimento agli isomorfismi (l tempo
già noti da almeno un decennio).
Beranek non esprime la verità assoluta (in fisica le verità
sono provvisorie e non sono ammesse “testimonianze autorevoli”) ma va
considerato con attenzione.
Va notato che
Beranek insiste sui “sistemi ben progettati” e imputa i difetti degli array degli
altoparlanti alle differenze tra i diaframmi. Oggi questo non è un problema
grazie ai diaframmi in metallo, polipropilene o altri materiali composti che
hanno una elevatissima costanza di prestazioni
(almeno quelli prodotti da Seas e Scanspeak). Le differenze tra gli
altoparlanti, oggi, non è più una limitazione (e le trombe non vengono più
usate nemmeno per sonorizzare i concerti negli stadi).
Beranek limita l’utilizzo delle trombe ai grandi spazi e non
cita l’eventuale utilizzo domestico nemmeno come ipotesi.
Colloms va oltre e afferma che i sistemi a tromba non sono
all’altezza della qualità dei sistemi a radiazione diretta.
Altri affermano che i diffusori a tromba sono il modo
migliore (insuperabile ed insuperato) per riprodurre la musica.
Ciò dimostra che, per quanto riguarda le trombe nella
riproduzione della musica in ambiente domestico, siamo nel campo delle
preferenze soggettive.
Non esiste, tuttavia, una legge che impedisca di usare i
sistemi a tromba come si crede più opportuno.