Di Mario
Bon
24 ottobre
2015
Lo “spettro audio” è l’insieme delle frequenze che
l’orecchio riesce a sentire. La frequenza più bassa che produce una sensazione uditiva
corrisponde a circa 12 Hz, la più alta, in un neonato, vale circa 22000 Hz (e
si riduce con l’età). Convenzionalmente lo spettro audio è fissato da 20 a
20000 Hz e comprende 3 decadi. In realtà il primo DO della pedaliera
dell’organo corrisponde a 16.35 Hz. In Inghilterra gli organi non hanno
pedaliera (tranne rarissime eccezioni)
e quindi gli inglesi non sono interessati alla riproduzione della prima
ottava (che nella loro musica non c’è).
Visto che hanno inventato i minidiffusori, dimostrano, praticamente, di
essere interessati alla riproduzione da 60 Hz in su (come confermato da alcuni
importanti diffusori quali le Tannoy Wetminster).
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Frequenza minima |
Strumento musicale |
Genere |
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MI = 80 Hz |
Corda più bassa della chitarra e della voce di basso |
country canti gregoriani, alcune forme di Blues |
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MI = 40 Hz |
Corda più bassa del contrabbasso |
Jazz, rock, pop, , rockabilly Musica da camera (quartetti d’archi), |
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DO = 32 Hz |
Prima nota della tastiera dell’organo |
Musica classica e sinfonica |
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LA = 27.5 Hz |
Prima nota della tastiera del pianoforte |
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DO = 16.35 Hz |
Prima nota della pedaliera dell’organo |
Tutta la musica |
La funzionalità dell’orecchio non è la stessa su tutto lo
spettro audio. Questo è un aspetto fondamentale che spiega molti fenomeni
percettivi.
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Range |
L’orecchio
è |
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Basse |
Poco sensibile Poco
selettivo |
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3000 – 4000 (o 2500
- 5000) |
Sensibile Selettivo |
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Alte |
Sensibile Poco
selettivo |
L’orecchio distingue circa 1400 frequenze diverse. Di queste
circa 2/3 cadono sotto i 4000 Hz e 1/3 sopra.
Quindi distinguiamo circa 930 frequenza diverse fino a 4186 Hz
e solo 470 tra 4000 e 20000 Hz
Da 16 a 4186 Hz ci sono 8 ottave per 96 semitoni. Per
discriminare questi 96 semitoni disponiamo di 930 frequenze. Per discriminare le armoniche (da 4186 a
20000 Hz) disponiamo di 470 frequenze. Questo è quello che si intende dicendo
che l’orecchio, oltre i 4000 Hz, è poco selettivo. In pratica, sulla parte alta
dello spettro l’orecchio è sensibile al
contenuto energetico del segnale mentre
le armoniche vengono discriminate in modo rozzo. Per questo si dice che,
se tagliati oltre i 5-7000 Hz, tutti i tweeter si assomigliano.
Si comprende anche l’importanza che l’apparato uditivo
attribuisce alla banda vocale che cade nella regione dove l’orecchio è sia sensibile
che selettivo.
La differenza di frequenza tra il primo DO della pedaliera
dell’organo ed il successivo DO# vale meno di un Hertz (attorno al 3%) ed è
difficile distinguerle. A 1000Hz la selettività dell’orecchio è di circa 1%
quindi, un orecchio allenato, riesce a distinguere 1010 Hz da 1000 Hz.
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Meno di
12 Hz |
Sub
Sonici |
Non
percepibili |
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Da 12 a
16 Hz |
Sub
Sonici |
percepibili |
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16 – 40 |
Bassi |
Bassi
profondi |
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40 – 160 |
Bassi |
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160 –
316 |
Medio
bassi |
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316 – 1264 |
Medie |
Medie (Beranek) |
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1264 -
2500 |
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2500 –
5000 |
Alti |
Medio
alti |
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5000-10000 |
Alti |
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10000 –
20000 |
Altissimi |
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Oltre
20000 |
Ultrasuoni |
Ultrasuoni |
|
Secondo
Beranek le freq. Medie vanno da 316 a
1264 (due ottave) La banda
vocale telefonica va da 300 a 3500 La massima
sensibilità dell’orecchio va da 2500-5000 Hz |
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Il sistema uditivo è molto complicato. Il cervello distingue:
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linguaggio parlato |
Massimo contenuto informativo |
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musica |
Contiene informazioni ma di tipo diverso |
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rumore |
Non contiene informazioni |
Possiamo dire che il criterio discriminante è il contenuto
informativo nelle prime 8 ottave circa.
Linguaggio, musica e rumore vengono processati in tre regioni
separate del cervello. Una quarta regione del cervello si occupa di determinare
la direzione della provenienza del suono (localizzazione della sorgente). Altre
informazioni quali la dimensione e la distanza della sorgente sono basate sulla
memoria (avvengono per confronto con le esperienze pregresse). L’orecchio è
fatto per elaborare sorgenti reali (già l’eco lo mette in difficoltà).
Da ciò deriva che:
-
i test di ascolto devono essere condotti con segnali
musicali
-
l’esperienza di ascolto con un impianto stereofonico è una
illusione e dipende, in buona misura,
dalla memoria delle esperienze pregresse.
Se si considera che
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l’ascolto stereofonico domestico |
è basato sulla ricostruzione di una serie di sorgenti
virtuali che avviene all’interno del
nostro cervello e localizzate dal
cervello stesso sempre attraverso l’udito |
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Mentre |
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l’ascolto dal vivo |
è basato sulle sorgenti reali localizzate attraverso la
vista |
Si capiscono due cose:
1
l’ascolto di musica riprodotta
è comunque affaticante perché richiede la localizzazione della sorgente
attraverso l’udito
2
l’illusione di una ricostruzione “reale” attraverso la
percezione della musica riprodotta è , appunto, una illusione. Una buona parte
del risultato è soggettivo ed autosuggestivo.
Le misure si correlano alle sensazioni (simili in individui diversi) e non alle
percezioni (che sono diverse anche nello stesso individuo).
Le misure possono stabilire le condizioni necessarie
affinché il 71% di una popolazione normodotata possa esperire la riproduzione
della musica, in ambente domestico, in modo gratificante. All’interno di quel
71% ci saranno diverse gradi di soddisfazione. Il restante 29% sarà comunque
insoddisfatto.
Noi lavoriamo per quel 71% che possiamo accontentare.
Al restante 29% il mercato offre comunque delle soluzioni
oltre alla possibilità di realizzare da soli il proprio impianto.


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