Le misure presentate nel seguito sono state eseguite da Tom
Capraro nei giorni 22-23-24 ottobre 2016.
Sono stati generati tre segnali convertiti a 24 bit
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un segnale A sinusoidale a 441 Hz
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un segnale B sinusoidale a 400 Hz
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la somma A+B dei due segnali precedenti.
Il secondo esperimento riguarda sinusoidi a 400, 499 e 500
Hz (23 ottobre).
I segnali sono stati riquantizzati da 24 a 16 bit. Come è
noto, e atteso, il rumore di quantizzazione dei toni sinusoidali puri, in
assenza di rumore e di dither, è caratterizzato dalla presenza di righe
spettrali che ricordano da vicino gli spettri di distorsione armonica. Questo
accade puntualmente nelle figure 1 e 2.
Ricordiamo che, in realtà, non si tratta di distorsione ma
di un effetto collaterale della “forma” nel tempo dell’errore di quantizzazione
che è periodico. Se fosse distorsione, dovuta alla non linearità del
convertitore, la distorsione armonica sarebbe sempre presente e, con due toni
simultanei, apparirebbe anche distorsione per intermodulazione.
Nella figura 3 si vede lo spettro della somma dei due
segnali a 400 e 441 Hz “nati” a 24 bit e riquantizzati a 16 bit.
Come appare evidente non vi sono segni di righe definite ed
il rumore di quantizzazione appare simile ad un rumore di fondo benché non sia
stato applicato alcun dithering.
Anche
questo è un risultato atteso perché i due segnali hanno frequenze prime tra di
loro (non sono multiple interi una dell’altra). Questo significa che l’errore
di quantizzazione potrà avere un periodo pari a 400x441 = 176400 ovvero molto
più lungo del periodo delle singole sinusoidi.
La conclusione è che nemmeno in questo caso il dithering è necessario. Quindi non è nemmeno vero che il dithering sia sempre necessario con segnali periodici: ci sono combinazioni di frequenze per le quali il dithering non serve.
Ne segue che il dithering NON è necessario:
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quando è già presente nel segnale una dose sufficiente di
rumore casuale
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quando il segnale presenta un andamento nel tempo simile ad
un rumore casuale
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con segnali periodici semplici con particolari rapporti di
frequenza.
Il numero di casi in cui il dithering è indispensabile si
riduce sempre più: al momento è indispensabile con toni sinusoidali
eventualmente accompagnati da toni armonici.
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Figure 1: Segnale a 400 Hz riquantizzato da 24 a 16 bit.
Come atteso si evidenzia un rumore di quantizzazione concentrato sulle armoniche
e sub-armoniche del segnale originale. Questo è un problema nelle misure di
distorsione armonica (dove lo stimolo è una sinusoide pura) |
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Figura 2: Segnale a 441 Hz riquantizzato da 24 a 16 bit. Come
atteso si evidenzia un rumore di quantizzazione concentrato sulle armoniche
del segnale originale. In questo caso lo spettro è più semplice perché 441 Hz
è un multiple esatto della frequenza di campionamento. Il risultato è
conforme alle attese. |
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Figure 3: Segnale somma A+B. In questo caso la
riquantizzazione da 24 a 16 della sovrapposizione delle due sinusoidi, benché
periodiche, non dà origine ad un
rumore di quantizzazione “concentrato” su righe spettrali particolari ma
appare come un rumore di fondo omogeneo (quello che ci si aspetterebbe se
fosse stato applicato il dither). Analisi effettuata su un segmento di 1048576 = 220
campioni nel tempo per consentire una adeguata risoluzione di due righe
spettrali vicine (la differenza è di 41 Hz). |
Per confermare che la “forma” dello spettro del rumore di quantizzazione dipende dal contenuto spettrale del rumore si considerino i due grafici che seguono.
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Figura 4: come sopra ma due sinusoidi a 400 e 499 Hz. Le frequenze
sono ancora prime tra loro e il dither non serve. |
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Figura 5: basta spostare di un Hz la frequenza della
seconda sinusoide e le frequenze (400
e 500) ora sono proporzionali e ricompare il rumore di quantizzazione a righe
definite. Qui il dither è utile. (si noti la componente a 100 Hz) |
Ciò conferma che la necessità del dither dipende dalla
struttura spettrale del segnale anche con segnali sinusoidale semplici (per
esempio composti da una coppia di sinusoidi).
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Per completare l’analisi dell’effetto, più o meno
necessario, del dither è stata fatta questa ulteriore prova: è stato generato
un segnale di 65536 compioni (a 44.1khz) direttamente a 16 bit. Il segnale
contiene due frequenza a circa 10000 e 15035 Hz. Le frequenze sono state
scelte in modo che la finestra contenga un numero esatto di periodi per
ciascuna sinusoide ma che, contemporaneamente corrispondano a righe spettrali
con indici primi tra di loro. In questo modo non c’è “sbrodolamento” delle righe. Come si vede, benché si tratti di un segnale artificiale
con due frequenze perfettamente definite, il “rumore” di quantizzazione è
omogeneo. Anche in questo caso il dither non serve. |
In sostanza il dither serve solo per segnali periodici con
spettro estremamente semplice. Non appena nello spettro siano presenti righe
spettrali i cui indici siano primi tra loro, il dithering non è più necessario.
Questo vale anche quando si passa da 24 a 16 bit. Il
ditherjng è quindi una necessità esclusivamente psicologica in tutti i casi pratici.
Se ne dovrebbe anche dedurre che i segnali sinusoidali puri
non sono adatti per misurare la distorsione prodotta dai convertitori. In fatti
se non c’è il dithering la distorsione armonica si confonde con il rumore di
quantizzazione mentre, se c’è il dithering, il rumore di fondo potrebe
mascherare la distorsione armonica.
Del resto i segnali sinusoidali sono classificati come
“segnali artificiali”.