“NTD”
di
Tom Capraro – ricevuto il 10 settembre 2013
Iniziamo con il
"termine" NTD...che sta per Null-Test-Difference.
In pratica questa tecnica di analisi non si dovrebbe classificare come una
"misura" dal momento che offre una valutazione relativa basata sulla
differenza rilevata, quindi non strettamente legata al “numero”, o meglio, non
sempre può produrre un valore specifico correlato (valore assoluto) come nel
caso delle misure convenzionali, quest’ultime però (riferendomi alle analisi di rito che ci ritroviamo nei depliant
e le varie brochure) nonostante
quantifichino con un preciso dato numerico,
offrono poco rispetto a quelle che dovrebbero essere le effettive
condizioni di funzionamento.
Le misure di
rito convenzionali spesso trattano
segnali puri, sinusoidali, simmetrici e vengono rilevate in condizioni
statiche, la NTD scava direttamente dentro la
musica riprodotta, e quando l’elettronica è chiamata a trattare segnali
complessi che, a differenza dei toni puri, sono asimmetrici e che includono una
parte periodica, aperiodica, armonica e disarmonica.
E’ chiaro che in
base al risultato ottenuto dalla differenza prodotta (ampiezza/sfasamento/deformazione non lineare della geometria del
segnale) si potrà approssimare bene il valore dell’alterazione del segnale
sotto test rispetto ad un segnale di riferimento.
Un paragone
automobilistico vede la NTD come una gara tra due auto, dove possiamo
perfettamente stabilire
visivamente quale delle due va
più forte ed arriva prima al traguardo nonostante non ci vengano forniti i dati
esatti di velocità, di contro una misura convenzionale statica ci offrirà un
dato preciso di velocità delle auto, ma purtroppo non quando fatte correre
realmente “in pista”.
Alcuni
tecnici/ricercatori riconoscono il fatto che vede in quella che è la condizione di effettivo funzionamento la
migliore base per poter rilevare una differenza nel segnale audio riprodotto.
La NTD si basa sulla funzione “A-meno-B” che ritroviamo anche nei front-end di misura
evoluti, al contempo la parte software
fornisce delle opzioni particolari
(grazie all’algoritmo utilizzato) che ottimizzano la delicatissima fase di
allineamento tra i segnali (Sync-Delay)
l’errore di frequenza di campionamento tra clock diversi, il Gain ect.
-Qui lo schema delle
varie fasi di elaborazione-

Corredata ed
interfacciata (la parte software) con una parte hardware che soddisfa tutti i
requisiti affinché si possano effettuare misure precise (quindi stabilità di
clock, bassi errori di campionamento, soprattutto ripetibilità della misura,
alimentazione a basso rumore, risoluzione ai bassi livelli) la NTD da
"semplice" e banale Null-Test si trasforma in una vera e propria
metodica di diagnosi "preliminare", ma anche potenzialmente, a
seconda del responso, definitiva.
Questa metodologia e’ in grado di visualizzare tutte le alterazioni in forma
che riguardano la forma d'onda, anche le più risibili, la "geometria" del segnale gioca
il ruolo principale poiché questa sembra essere il vero DNA del suono
riprodotto, in particolar modo quando come segnale di test viene utilizzato un
brano musicale, quindi condizioni reali di funzionamento in regime impulsivo
con segnali complessi e asimmetrici.
I segnali
acquisiti verranno allineati entro margini di ritardo strettissimi non oltre i
100ps (picosecondi) cosi da evitare rappresentazioni del la differenza (nel
dominio della frequenza FFT Spettrale)
con il più basso tasso di errore
possibile.
ANALISI. (un
esempio che applicheremo a due convertitori
DAC)
L'analisi in analogico.
1) Il segnale analogico viene acquisito direttamente dallo stadio d’uscita
dei due Dac, si esamina la risposta in
frequenza di entrambi gli apparecchi, dopo aver eliminato la differenza della componente
lineare, vale a dire rendere sovrapponibile la risposta in frequenza dei due
dac tramite un algoritmo emulatore ad
elevatissima risoluzione, si vanno a confrontare i segnali acquisiti con la
traccia digitale originale . (simile alla funzione A-meno-B) a seguito di un
opportuno allineamento. (delay)
Si terrà conto
di eventuali inversioni di fase del segnale, nemico acerrimo per una corretta
valutazione NTD, quindi per analisi
complesse andranno prese attente ed opportune precauzioni. (alcuni filtri
digitali introducono delle rotazioni di fase intorno la zona di massima
pendenza del filtro che può svariare tra 80-120dB per ottava).
In questo modo
si andrà a creare un terzo segnale che conterrà l’informazione relativa alle
differenze prodotte, la geometria
(errore in forma) del segnale convertito in relazione alla forma d’onda
campionata originale determinerà quale dei due segnali ha minore conguenza.
(non lineare)
2) segnale
ANALOGICO acquisito direttamente da un DAC per due volte consecutive.
Qui è semplice,
se i due segnali sottoposti a NTD non producono un tangibile innalzamento del
rumore di fondo allora ci troviamo in presenza di segnali "pressoché"
identici.
Per le analisi
digitali su files, software, encoder/decoder, formati ect…basta semplicemente
caricare nella parte software il segnale riferimento e quello da confrontare.
Come accennato
prima, il processo, che fa uso di un
software scritto da Bill Waslo (riconosciuto dalla AES) adotta accortissime
precauzioni sia nell'allineamento che di un eventuale correzione del "sample rate error” quando il test è chiamato
a rilevare differenze da macchine con clock diversi.
In pratica questo algoritmo provvede ad allineare le acquisizioni senza dover
ricorrere alla normalizzazione dei file e quindi l’algoritmo potrà ricevere
file senza calibrazione dei livelli con una risoluzione elevatissima.(0.0001
db).
Ovviamente la
funzione di autonormalizzazione "controllata" è escludibile..(come
tutte le altre numerose funzioni) per cui è facile immaginare che in casi di
comparazioni tra "doppie tracce analogiche" la funzione potrà anche
essere esclusa per consentire anche un analisi più approfondita in ampiezza.
Facciamo un
esempio:
Effettuiamo una serie di doppie
acquisizioni in Analogico su segnali di ampiezza pari a:
1) -90db
2) -95db
3) -100db
4) -110db
5) -115db
6) -120db
7) optional...una nel dominio digitale.
per prova ad ognuna di queste applichiamo
una leggera modifica in una parte ristretta dello spettro..precisamente
a 1000hz e 10.000hz.
La NTD a questi bassi livelli (grazie all'hardware) centra perfettamente il
segmento in cui è avvenuta la modifica innalzando il livello esattamente a
1000hz e 10.000hz.
Dal grafico che
segue possiamo stimare che almeno fino
a -117db si riesce rilevare la "differenza"
e tutto questo esaminando segnali analogici, quindi ci si può fare un idea di
quanta risoluzione viene impiegata.
p.s partendo dal livello più basso vedremo rispettivamente le modifiche
apportate sui segnali che rispetteranno l'ordine con il quale viene fatto
l’esempio che vede in questo caso una rappresentazione con scaling smoothing a
1/6 ottava:
1) -90db
2) -95db
3) -100db
4) -110db
5) -115db
6) -120db
7) optional: una nel dominio digitale. (livello più basso)

Interpretazione del grafico.
Ad uno sguardo
veloce la differenza è stata centrata
esattamente nei segmenti di banda audio in cui il segnale è stato equalizzato,
ossia esaltando le due frequenze di 1.000hz e 10.000hz, ovviamente è una prova
semplice, peraltro su alterazioni di origine lineare, ma che vede un
accuratissima capacità di discernimento
a livelli molto bassi e che sfiorano il rumore termico dell’elettronica.
In pratica il sistema di analisi adotta il principio dell'inversione di una
traccia confrontando i due segnali in modo speculare, per cui il segnale
prodotto dalla differenza risulterà tanto più basso quanto più saranno
sovrapponibili i due segnali esaminati.
Dinanzi ad una
NTD negativa (segnali analogici pressoché identici) non rimane altro che il
noise floor.
A differenza di
quelli analogici, una NTD negativa su segnali digitali produrrebbe un segnale
nullo, a meno che in uno dei due segnali in prova (o entrambi) non sia stato
applicato del dither.
QUI
SOTTO VEDIAMO I RISULTATI DI 3 NTD NEGATIVE, in verde analogica a 16/44,1 khz,
in rosso a 24/44,1khz, in viola tra due 24 bit con e senza dither. (scaling
Logaritmico)

MENTRE
QUI SOTTO UNA NTD su una coppia di segnali digitali identici. (quel -1000db che si vede è soltanto
il limite massimo di discretizzazione del programma poiché due segnali digitali
con codice binario identico producono cancellazione infinita. (scaling
Logaritmico)

Tutto questo
comporta: da un lato la
"cancellazione" della parte in cui non è stata applicata la modifica,
diversamente per ogni differenza rilevata
si eleverà la parte in cui il
segnale ha subito la variazione.
E chiaro che questo è solo un esempio di "prova", durante la lettura
di una NTD su segnale audio di queste "elevazioni" ne troveremo molte
di più e verranno esaminate con più attenzione specie quando sono molto vicine
al rumore di fondo.
Una NTD che mostra un segnale prossimo al livello del segnale matrice
determinerà la massima alterazione, forte del fatto che l'alto tasso di
incongruenza tra i due segnali esaminati non provocheranno sufficiente
cancellazione, per cui il livello si manterrà abbastanza elevato.
Un
altro esempio vede la “scaletta” di alterazioni prodotte dalle varie codifiche
MP3. (scaling no smoothing 1/6 ottava).
Come si evince
dai grafici, al salire della risoluzione si abbassa il livello del segnale
differenza, che è stato confrontato con il riferimento WAV PCM 16/44,1khz.


Per quanto riguarda l’allineamento dei file, l'algoritmo opera un auto
allineamento molto preciso circoscritto entro un ritardo che va da -100ps fino
a 50ms, mentre la posizione di "default" è di 20ns.
Qualsiasi file disallineato, anche con importanti valori di offset, produrrà
sempre risultati precisi e ripetibili.
Tutti i
risultati della NTD sono ovviamente proiettabili con altre analisi (e
strumenti) specifiche allo scopo di poterle quantificare e, soprattutto valutare,
dal momento che il prodotto NTD discerne sempre le alterazioni di
origine lineare e non lineare, quindi il campo di applicazione è vasto, anche
se in certe occasioni, tipo per gli amplificatori, vanno unite altre misure e
altri strumenti.
La NTD non trova
applicazione nel campo acustico ambientale e con i diffusori, come non le trova
nelle elettroniche con alto tasso di rumore, ma oggi questi casi sono assai
rari, se non impossibili da trovare, tranne apparecchi veramente scarsi il cui utilizzo non fa parte dell’alta
fedeltà, se cosi si può definire, al contempo trova applicazione nelle analisi
dei componenti del crossover. (condensatori, bobine, resistenze ect)
Ad esser
pignoli la NTD potrebbe trovare
applicazione anche sui diffusori , ma le condizioni obbligherebbero allo svolgimento dei test dentro camere anecoiche silenziosissime, e
con setup di misurazione del calibro di -ACO PACIFIC-, sono apparecchi molto
precisi (impressionanti i loro microfoni con banda estesa fino a 120khz) capaci di rilevare anche la piu bassa
alterazione temporale percettibile dall’uomo, stimata in circa 5 microsecondi.
Passando nuovamente
alle nostre analisi fattibili, un esempio –estremo- applicabile sarebbe quello nell’ambito dei cavi audio.
Tramite la NTD ed una coppia di cavi di
segnale o potenza, in presenza di un
segnale analogico complesso, possiamo
esattamente diagnosticare dove un cavo rispetto ad un altro va a
modificare il segnale originale e quindi : più il cavo alla NTD modifica in
misura minore il segnale originale e più il cavo risulterà tendere ad un cavo
realmente neutro, potendolo rilevare anche nelle condizioni di effettivo
interfacciamento tra elettroniche e cavo stesso in quanto entrano in gioco le
varie impedenze tra stadio uscita, cavo e stadio ingresso.
Sovrapponendo
due misure NTD tra cavi diversi, risulterà più facile capire ed analizzare il
comportamento dei cavi dando un’indicazione di quello che troveremmo in fase di
ascolto, sempre che tra cavi, e per quel determinato contesto, cambi realmente qualcosa di oggettivo,
premessa che va fatta.
Un test NTD che
non rileva differenze tra una sostituzione di cavi, sta ad indicare che
quest’ultimi non apportano alcuna variazione.
Questo è
applicabile anche ai cavi di potenza, di alimentazione e, soprattutto, ai cavi
digitali, dove è possibile valutare se introducono delle alterazioni di origine
jitterale che dipendono da un cattivo interfacciamento, magari per via
dell’impedenza, oppure un possibile guasto ai trasmettitori/ricevitori, ma
anche oscillatori che generano il clock.
Nel periodo
attuale in cui le sorgenti digitali, in particolar modo su base computer, stanno prendendo il sopravvento, la NTD
trova il massimo campo d’impiego, analisi sui software player, integrazione
corretta del driver, analisi su interfacce e protocolli di qualsiasi natura
(USB, Firewire isocrone e asincrone,
s/pdif, I2s, AES/Ebu, toslink, Ethernet
e perfino wi-fi).
Chiaramente
questo tipo di analisi consentono
di ottenere delle utili indicazioni, ma in realtà sono un passo avanti verso un sistema di “misura”
che relaziona maggiormente le differenze in condizioni di effettivo funzionamento
su apparecchi audio e componenti ,
quindi se non possiamo stabilire l’esatto valore “numerico” a fronte di un
alterazione non lineare rilevata, in quanto misura -relativa-…possiamo
quantomeno stabilire quando
l’alterazione è maggiore o
minore, potendo finalmente
scindere la componente non lineare da quella lineare scavando
direttamente nella musica e non dentro i segnali di prova.
Tom Capraro.